Marchirolo | 24 Giugno 2019

Da Marchirolo alla conquista del mondo: Claudia Ronchetti tra la passione per bici e viaggi

Dopo i viaggi negli States, a Capo Nord e in Sud America, ecco un'altra splendida avventura. "Dai neozelandesi grande accoglienza, ora in programma altre sfide"

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Non sono tanti gli appassionati che, invece di rilassarsi durante il corso delle proprie vacanze, scelgono di avventurarsi in sfide all’insegna della fatica e della curiosità di scoprire luoghi e natura percorrendo centinaia e centinaia di chilometri in bicicletta.

Solo chi è mosso dalla passione, infatti, si cimenta in questi viaggi che alimentano la voglia di partire e mettersi alla prova, con l’obiettivo di vivere emozioni indescrivibili che non sono neanche immaginabili se non si vivono in prima persona.

Ed è proprio con questo spirito che Claudia Ronchetti ogni volta parte da Marchirolo, in sella alla sua bicicletta, per andare alla ricerca di esperienze uniche vissute esclusivamente in solitudine e a stretto contatto con la natura e le città che decide di visitare. In tanti anni Claudia ha così percorso migliaia di chilometri in bicicletta, prima trascorrendo qualche vacanza in bici tra Corsica e Sardegna, dopo girando l’Italia in lungo e largo, con tenda e sacco a pelo e successivamente iniziando ad andare all’estero.

L’ultima sfida portata a termine è stata in Nuova Zelanda, sessantotto giorni di viaggio partendo da Auckland, passando da nord a sud, arrivando in centro e raggiungendo la costa dall’altra parte, incontrando anche i maori neozelandesi e numerose persone che si sono sempre rese disponibili ed accoglienti.

“Sin da piccola avevo una grande passione per la bicicletta, anche se non avevo mai praticato lo sport – racconta Claudia Ronchetti, che gestisce anche un B&B in quel di Marchirolo (Villa Claudia) -. Un giorno ho deciso di affrontare viaggi più impegnativi e allora sono salita in bici, rigorosamente con il solo uso di cartine e suggerimenti, mai il GPS, e ho visitato la Francia, da Camargue, in Provenza, arrivando sulle Alpi. Da qui ho cominciato a viaggiare sempre più e ho creato un telaio di bicicletta su misura, prima arrivando a Caponord e poi visitando tutta l’Europa”.

Le vere sfide ed avventure, però, sono state quelle vissute oltreoceano dove Claudia tre anni fa ha percorso in lungo e in largo gli Stati Uniti, immersa nei grandi parchi, e anche il Sud America, tra Perù (Machu Picchu) e Bolivia, paesi in cui, ricorda, “vi è una grade criminalità e dormivo vestita”.

In ordine cronologico, come dicevamo, l’ultima impresa è stata compiuta prendendo l’aereo e dirigendosi in Nuova Zelanda, qualche mese fa, dove ha vissuto appieno l’avventura. “In un giorno solo c’erano quattro stagioni, un vento pazzesco e non è stato il top viaggiare in bicicletta. Anche qui con tenda e sacco a pelo ho vissuto bellissimi momenti, sia dormendo in spiaggia o nel deserto, sia facendomi ospitare dalle persone nei loro prati o giardini; qualcuno di loro mi ha ospitato anche in casa, in cambio di un piatto di pasta che proponevo di cucinare per loro. La Nuova Zelanda mi è rimasta nel cuore, è un paese sicurissimo e che mi ha affascinato sin dall’arrivo”.

Una grande solidarietà ed una grande condivisione, quindi, con tante persone che si sono messe a disposizione di Claudia anche per aiutarla negli spostamenti: in totale ha girato per 5mila chilometri, tanti di questi in macchina. “Lo stile di vita dei neozelandesi è totalmente diverso dal nostro, difficile immaginarlo – continua la ciclista -. La natura è straordinaria e mi ha permesso anche di lavorare qualche giorno in fattorie, dove in cambio di un posto letto, ho munto e pulito l’orto. Particolare l’assenza del bagno in casa, oppure la mancanza di ostelli. Non ho trovato nessuno con la mia stessa passione, se non una tedesca incontrata in bici in mezzo ad un fiume”.

Anche quando il vento soffiava forte, Claudia è riuscita a trovare riparo con la sua tenda, talvolta sotto le ruota di scorta di camion. Tante, infatti, erano le zone sterrate, e quindi per dormire erano necessari luoghi in cui le folate non soffiavano forti. “È bellissimo viaggiare così, ma bisogna tenere in conto le difficoltà, soprattutto nel caso in cui si rompe la bici come mi è capitato, con supermercati che ogni tanto sono distanti l’un l’altro di ben 400 chilometri. Si passava, poi, dai 2 ai 38 gradi e il peso di bici, tende e borse era di una quarantina di chili… a volte la fatica la sentivo tanto, ma non c’è nulla di più appagabile”.

Uno spirito d’avventura, quindi, che si compone di buona volontà, preparazione atletica, sacco a pelo, tenda e fornelletto. “Solo così riesco a vivere la vita minuto per minuto, ogni secondo – conclude Claudia -. Quando inizio a pedalare di mattina, non so mai dove dormo e dove mangio la sera. Per me è fantastico conoscere sempre persone nuove e, talvolta, quando mi fermo per chiedere una bottiglia d’acqua, ricevo accoglienza non solo per cenare ma anche per dormire. Penso sia questo il valore più alto della vita”.

E al rientro, la gioia più grande, quella di tornare a casa e di poter riabbracciare Bianchina, la sua cagnolina che non vede l’ora di rivedere Claudia ogni volta che parte. Un piccolo ma grande e significativo legame, che rende Marchirolo un punto di arrivo ma anche di partenza, per l’inizio di qualsiasi nuova avventura.

Per seguire i viaggi e le avventure di Claudia Ronchetti, consultare la Pagina Facebook “Claudia Ronchetti – il Mondo in bici“.

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