Laveno Mombello | 8 Aprile 2019

Laveno Mombello, polemiche dalla minoranza su viabilità e parcheggi pubblici

Diverse le perplessità avanzate dalla minoranza durante l'assemblea della scorsa settimana. Divergenze sulle aree sosta dell'ex Ceramica Lago, oggetto di una mozione

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Viabilità e parcheggi pubblici, due temi da settimane in primo piano nel dibattito pubblico luinese, grazie soprattutto al progetto di riqualifica delle vie del centro, recentemente presentato, hanno trovato un posto di rilievo, giovedì scorso, anche sul tavolo del consiglio comunale di Laveno Mombello.

Il gruppo di minoranza “Centrodestra e indipendenti” ha infatti portato all’attenzione dei colleghi ben tre differenti questioni sulla viabilità cittadina, a cominciare da una mozione inerente l’area sosta ricavata all’interno dell’ex Ceramica Lago. Il documento porta la firma dei consiglieri Graziella Giacon e Giancarlo De Bernardi e costituisce una forte presa di posizione in riferimento agli accordi contrattuali stipulati dall’amministrazione per investire sulla superficie dell’ex Ceramica.

La linea del gruppo di minoranza è che le condizioni attuali dell’area non rispecchiano esattamente i propositi originali, e in aperta polemica con il sindaco del paese lacustre, Ercole Ielmini, i due consiglieri hanno fatto leva sulle ragioni riportate nel testo della mozione, citando il contratto in essere e gli atti notarili sulla destinazione d’uso dei parcheggi, per evidenziare essenzialmente due problematiche.

Le argomentazioni hanno avuto luogo in assenza del primo cittadino, particolare che ovviamente non è passato inosservato alla minoranza, come riportano gli stessi consiglieri in un comunicato post assemblea. I problemi come detto sono due, a cominciare da quelli relativi all’accesso, ostacolato da un cancello e dalla presenza di spazi auto ad uso privato, di cui già si era discusso durante un consiglio comunale dello scorso ottobre, “ma recenti sopralluoghi – ha fatto notare la minoranza – confermano che nulla è cambiato, fatta eccezione per la scomparsa inspiegabile del cartello che indicava la presenza di parcheggi pubblici”.

A questo si somma la critica sul numero effettivo dei posti a disposizione, che ad oggi sono solo 29, “ne mancherebbero quindi 96 – hanno spiegato gli autori della mozione – rispetto a quanto dichiarato in precedenza sul futuro dell’area dal sindaco, che aveva parlato addirittura di 126 posti”. Ma il fulcro del documento è nella richiesta conclusiva, rivolta all’ufficio tecnico, quella cioè di predisporre gli interventi necessari per aggiornare e correggere il piano di recupero dell’area, in linea con gli accordi presi. Dai conteggi che le carte documentano – questa la posizione dei consiglieri di centrodestra – risulta un segmento dell’area indicato come parcheggio, ma in realtà corrispondente ad un passaggio condominiale. Una seconda incongruenza riguarderebbe poi la superficie effettiva di ogni singolo parcheggio: 35 metri quadrati per posto, un’esagerazione secondo i firmatari della mozione, rispetto a quanto calcolato dai responsabili dell’ufficio tecnico per un “precedente intervento edilizio similare”, 25 metri quadrati: “Se si utilizzasse questo parametro, i posti auto afferenti le superfici cedute in uso pubblico, da parte degli attuatori del comparto ex Ceramica Lago, dovrebbero essere pari a 43. Ben maggiori dei 29 posti oggi di fatto identificati”.

Critiche e perplessità si riflettono anche attraverso tre interrogazioni presentate sempre nel corso dell’assemblea, e sempre a firma De Bernardi – Giacon. La prima sull’alienazione illegittima di un tratto di strada di interesse storico e culturale, la via detta Strecia, per rendere pubblici i costi sostenuti una volta concluso il processo di revoca; la seconda circa le prospettive di rilancio dell’ufficio turistico in vista della stagione estiva, precedentemente oggetto di una gestione “confusa e fallimentare”; la petizione di via Fortino, una richiesta nata dai residenti per ottenere un declassamento della strada provinciale nel centro abitato, “così come fra l’altro prescritto dal nuovo codice stradale”. I consiglieri di minoranza hanno inoltre puntualizzato sul fatto di aver appreso della petizione solo dal personale controllo dei protocolli, “un fatto discriminatorio, di arroganza, antidemocratico e di impedimento al normale processo di informazione”.

Ad ogni modo, le risposte fornite dai colleghi amministratori sulle problematiche poste all’ordine del giorno, sono state giudicate dalla minoranza come “vaghe e imprecise”, un insieme di “dati tecnici poco comprensibili”. Probabile quindi che non sia finita qui.

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