EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Lavena Ponte Tresa | 3 Aprile 2019

Lavena Ponte Tresa, la condanna per omicidio colposo diventa definitiva ma dell’uomo non c’è traccia

irreperibile, per i carabinieri e per il suo legale, il 67enne destinatario dell'ordine di carcerazione. Nel 2014 aveva investito e ucciso la badante della madre

Tempo medio di lettura: < 1 minuto

Con la sentenza passata in giudicato, e la condanna definitiva a cinque anni e tre mesi per omicidio colposo aggravato e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, per un sessantasettenne di Lavena Ponte Tresa, G. M., si aprono ora le porte del carcere.

L’uomo però, nel momento in cui i carabinieri hanno bussato alla sua porta per eseguire l’arresto, è risultato irreperibile. Quello compiuto ieri dai militari dell’Arma, scrive il quotidiano La Prealpina, è il secondo tentativo di portare a termine l’ordine di carcerazione emesso dopo il deposito delle motivazioni da parte della Suprema Corte, ma del condannato in via definitiva non c’è alcuna traccia.

Anche per il suo difensore l’uomo è allo stato attuale un fantasma e i ripetuti contatti telefonici, sommati all’invio di una raccomandata contenente la richiesta di costituirsi, non hanno prodotto effetti, tanto che a questo punto il pm varesino Massimo Politi sarebbe pronto a ricorrere ad un decreto di latitanza.

I fatti per i quali l’uomo è stato condannato, in seguito a tre gradi di giudizio, risalgono al dicembre 2014 quando l’oggi sessantasettenne, alla guida alterato dalla cocaina, investì a bordo strada la badante di origini romene dell’anziana madre, mentre camminava a pochi metri di distanza dall’abitazione presso cui si occupava di assistere la donna. L’impatto con il veicolo si rivelò fatale per la cinquantunenne Maria Rastasanu, deceduta due giorni dopo in ospedale a causa del trauma cranico riportato nell’incidente.

“Può essere che sia partito per un viaggio e non sappia ancora nulla degli sviluppi processuali“, ha affermato l’avvocato Massimo Vaglio tramite il quotidiano, per poi aggiungere: “Se si costituisse, avrei già pronta un’istanza da presentare al Tribunale di Sorveglianza. Chiederei la concessione degli arresti domiciliari. Il mio assistito è infatti cardiopatico ed è in attesa di un trapianto di cuore”.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127