“È passato del tempo, nostra mamma sta meglio, ma ciò che preme a me e a mia sorella è che la notizia possa in qualche modo richiamare all’attenzione l’azienda sanitaria, perché faccia una verifica o delle competenze dello specialista e/o dell’efficacia della strumentazione a disposizione per la diagnostica, trattandosi di un poliambulatorio convenzionato”.
Inizia così la denuncia di due sorelle, che hanno i genitori residenti entrambi a Luino, riguardante un preoccupante episodio legato alla Sanità. “Nostra mamma (80 anni a maggio), qualche mese fa, ha avuto dei dolori ad una gamba senza nessun apparente motivo. Il dottore l’ha mandata a fare un ecodoppler urgente, l’unico posto disponibile era presso un poliambulatorio del territorio. Il risultato dell’esame era chiaro: ‘non segni di trombosi venosa profonda in atto’. Il medico, così, le aveva prescritto un anti-infiammatorio”.
“Con il passare dei giorni, però, la mamma si sente sempre peggio fino a non riuscire quasi più a camminare – continua ancora una sorella -. Mio papà prende quindi la decisione di portarla d’urgenza all’ospedale. Risultato: ricoverata d’urgenza con trombosi polmonare. Bene, se avessimo aspettato qualche giorno in più, dando credito all’esame fatto, mia mamma non sarebbe più con noi“.
“Sono errori che devono essere evidenziati per assicurarsi che non vengano più fatti. A noi interessa solo sollecitare tutti (pazienti e medici) a stare attenti, a essere solerti e precisi”, concludono le sorelle luinesi.
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