Per condividere con i lettori un’esperienza di grande umanità, vissuta in prima persona durante un periodo delicato e non facile della vita, una famiglia del territorio ha scelto di contattare la nostra redazione.
Evelina, Tiziana, Raffaella, Ivana e Michela sono le donne che hanno firmato questa missiva, con la volontà di rendere pubblica la loro storia, un esempio di sanità buona, che funziona. Un esempio di come, nella complessità dei momenti che precedono la separazione da un proprio caro, le azioni dettate dalla gentilezza e dall’affetto, così come i gesti di conforto, piccoli e grandi, possono rivelarsi fondamentali strumenti di sostegno, capaci nonostante la sofferenza di fissare un ricordo positivo.
E’ così che le quattro donne firmatarie del messaggio, hanno deciso di rendere omaggio al gruppo di persone, un’equipe di professionisti, ma prima ancora di uomini e donne dal cuore grande, che ha preso in carico le esigenze dell’amato padre, presso il suo domicilio, negli ultimi mesi di vita dell’uomo.
Quello che riportiamo di seguito è il testo integrale della lettera.
Il nostro papà se n’è andato, nella sua casa di Castelveccana come desiderava, circondato dalle cure e dall’affetto della sua numerosa famiglia. Ma nei lunghi mesi che hanno preceduto la sua morte, abbiamo avuto la fortuna di essere assistiti a domicilio da una straordinaria equipe di professionisti.
Ci riferiamo all’equipe della Cooperativa sociale Padanassistenza, composta dal medico dottor Fabio Rizzi, da Annalisa, Roberta, Katia, Dalila, Mariangela, il fisioterapista Luca e tutte le persone che si sono alternate in questi mesi.
Non solo hanno seguito nostro padre con professionalità, pazienza ed empatia, ma sono stati accanto a tutti noi sempre con un sorriso, una parola di conforto. Sono stati parte della nostra famiglia per un tratto di vita, e noi non ce lo dimenticheremo. Ci hanno dimostrato che, oltre la professione, è la ‘persona‘ che fa la differenza, e il lavoro svolto con spirito di servizio rappresenta un’eccellenza del nostro territorio.
Pur confidando che il nostro caso non costituisca un’eccezione, e contro tanti fatti di mala sanità, riteniamo che simili professionisti, quotidianamente alle prese con numerose difficoltà, compiano il loro dovere con passione ed affidabilità, e meritino pertanto di essere pubblicamente ringraziati.
A loro va la nostra riconoscenza, a lei direttore porgiamo sentiti ringraziamenti per lo spazio a noi dedicato.
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