A cura di Germignaga, ricordi dal passato.
27 gennaio giornata della Memoria: Auschwitz, Birkenau, Dachau, Mauthausen, Bergen-Belsen, Treblinka… sono solo alcuni di quelli più tristemente famosi ma ad osservare una qualsiasi mappa dei campi di concentramento che furono in pochi anni messi in funzione in tutta Europa e resi bestialmente operativi, non può che correre un brivido lungo la schiena.
Milioni furono le persone orrendamente trucidate in queste fabbriche di morte ma fortunatamente qualcuno riuscì a sopravvivere e riportarne drammatico ricordo: il germignaghese Bruno Huber fu uno di questi e la sua storia è stata riportata nel libro “Quelli che son tornati…”, pubblicato nel 2010 a cura dell’Associazione Alpini di Luino.
Partito da Germignaga per il fronte balcanico il 7 gennaio 1941 con il battaglione Intra degli Alpini, dopo l’8 settembre del 1943 viene catturato in Montenegro. Un lungo viaggio verso la prigionia lo porta ad attraversare l’Ungheria, l’Austria e la Germania, per concludersi a Meppen. Nelle vicinanze c’è una fabbrica tedesca di armamenti e grazie alla sua precedente esperienza lavorativa e alle sue origini familiari svizzere, viene destinato al reparto verniciatura dei carri armati. 12 ore di lavoro per sei giorni alla settimana e alla domenica fino alle tre del pomeriggio, cibo scarsissimo e di pessima qualità lo riducono però a pesare 45-46 kg., Lui che prima della guerra ne pesava circa 90 kg….
L’incubo si conclude nella primavera del 1945 quando arrivano gli americani: l’Huber insieme ad altri ex internati viene portato fino a Colonia. Passando prima dalla Francia e poi dalla Svizzera arrivano a Chiasso e il 15 agosto ad Intra, accolti da grandi festeggiamenti. Il giorno seguente dopo aver raggiunto Cannero riesce finalmente a fare ritorno a Germignaga, dove sbarca al boschetto.
Sono passati oltre quattro anni e mezzo dal giorno della sua partenza, quattro anni e mezzo di bruttissimi ricordi e che sicuramente lo avranno segnato per tutta la vita, ma almeno Lui è riuscito a tornare e la sua storia restare indelebile memoria.
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