Canton Ticino | 10 Gennaio 2019

Le microplastiche colpiscono anche il lago Ceresio, presentati i dati del rapporto

I livelli d’inquinamento sono di poco inferiori a quelli rinvenuti dall’EPFL nel lago Maggiore e nel Lemano e circa doppi rispetto alla media svizzera

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Il Dipartimento del territorio del Canton Ticino ha presentato questa mattina risultati dello studio che lo stesso ente ha promosso in relazione alla presenza di microplastiche nel lago Ceresio.

L’inquinamento da microplastiche delle acque dolci, contrariamente a quello degli ambienti acquatici marini, è un fenomeno ancora poco approfondito. Il primo studio condotto in questo senso in Svizzera risale al 2014, quando la Scuola politecnica federale di Losanna, su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ha proceduto a un approfondimento volto principalmente all’individuazione di microplastiche nelle acque e nella sabbia delle spiagge di sei laghi svizzeri, tra cui il Lago Maggiore.

Così, sulla scorta del rapporto che ne è scaturito, il Dipartimento del territorio (DT), considerata la mancanza di dati concernenti la presenza di microplastiche nel Ceresio, ha ritenuto opportuno, per la prima volta, compiere una ricerca analoga sul Lago di Lugano.

I dati raccolti confermano l’inquinamento da microplastiche delle acque del Lago Ceresio. “I dati raccolti che sono presentati nel dettaglio in questo studio – commenta al proposito il Direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali – ci portano ad affermare che secondo le conoscenze attuali, il rischio ambientale derivante dalle microplastiche non va sottovalutato, nondimeno si rendono necessari ulteriori approfondimenti”.

Le microplastiche sono state ritrovate in tutti i 12 campioni considerati, mentre le macroplastiche in 10 su 12 campioni. Come già osservato in altri studi, le concentrazioni sono molto variabili, ma complessivamente simili nei due principali bacini del lago. Mediamente, con ~0.2 particelle di microplastiche al m2, i livelli d’inquinamento sono di poco inferiori a quelli rinvenuti dall’EPFL nel lago Maggiore e nel Lemano e circa doppi rispetto alla media svizzera. Pertanto la presenza di plastiche e microplastiche nel Ceresio, come in altri laghi svizzeri ed esteri, può essere considerata eterogenea.

La tipologia fisica e chimica delle plastiche sullo specchio d’acqua del Ceresio rispecchia le attese. Sono predominanti i frammenti, prodotti dalla degradazione di oggetti più grandi, con un importante contributo dalla categoria dei film, impiegati tipicamente negli imballaggi.

Il DT, però, proseguirà con le attività di monitoraggio, e nel contempo avvierà una campagna di sensibilizzazione sul tema rivolta alla popolazione.

Sia a livello tecnico che politico provvedimenti di questo tipo sono in discussione, ma è possibile considerare a tutti i livelli alcune misure preventive generali e di facile attuazione che possono di riflesso influenzare anche le libere scelte dei produttori di beni di consumo e la relativa offerta sul mercato di alternative:

– Evitare nel limite del possibile prodotti con imballaggi monouso in plastica.
– Evitare, laddove esistono alternative, prodotti “usa e getta” con plastica (per esempio piatti, bicchieri
o posate, bastoncini per la pulizia delle orecchie o per mischiare le bevande, contenitori e sacchetti).
– Evitare l’uso di saponi, cosmetici e prodotti abrasivi con plastiche primarie (es. polietilene o polipro- pilene elencati nella lista degli ingredienti).
– Fare in modo di chiudere il ciclo dei rifiuti evitando in ogni caso il “littering” e prevenendo la disper- sione nell’ambiente di rifiuti (per esempio: deposito intermedio di rifiuti coperto e protetto dagli agenti atmosferici).
– Mai gettare rifiuti, direttamente o indirettamente, attraverso tombini, lavandini o il gabinetto, nelle reti delle canalizzazioni per l’evacuazione o lo smaltimento delle acque.

Lo studio, è consultabile integralmente sul sito www.ti.ch/microplastiche.

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