Daverio | 2 Gennaio 2019

Bocce, Alto Verbano: Tommaso Gusmeroli campione a 19 anni

Tommaso, valtellinese di nascita, è un fior di campione a soli 19 anni. "Le bocce mi hanno dato tanto, soprattutto amici. Questo sport è una scuola di vita"

Bocce, Tommaso Gusmeroli campione a 19 anni
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(articolo di Roberto Bramani Araldi) Nell’Alto Verbano, la compagine di Luino che milita nel primo girone del Campionato Italiano di Serie A, gioca come titolare un certo Tommaso Gusmeroli: chi è costui?

Senza voler scomodare Manzoni, i suoi Promessi Sposi e Don Abbondio che lì vi soggiorna, Tommaso è un fior di campione a soli 19 anni – appena compiuti nel mese di novembre -. Laureatosi campione italiano di coppia Allievi, con il milanese Bonizzi, a Roma, a soli 16 anni, ha proseguito il suo “cursus honoris” con il titolo italiano individuale nel 2017 e, nel medesimo anno, con il titolo europeo a squadre, categoria Under 18.

Il 2017 è stato di certo l’anno della consacrazione, poiché è entrato con fragore in una delle più prestigiose società del panorama boccistico nazionale, settore raffa: l’Alto Verbano, fresco Campione d’Italia 2016. Giovanissimo, quindi, a sfatare il luogo comune delle bocce come sport riservato ai pensionati, o comunque a persone di una certa età, riesce a dimostrare non solo di poter competere ad altissimi livelli, ma addirittura a vincere e a farsi notare come importante futura risorsa nell’ambito nazionale.

Valtellinese di nascita – è di Talamona in provincia di Sondrio – ha iniziato a giocare, sospinto dalla passione per le bocce dello zio, a cinque anni, ha seguito il progetto Junior Bocce a livello scolastico e, grazie a chi l’ha aiutato nei vari trasferimenti anche in regioni diverse dalla Lombardia, è riuscito a diventare sempre più competitivo, sorretto da doti di talento naturale innegabili.

“Che cosa ti hanno donato le bocce?” gli è stato chiesto in una recente intervista televisiva a Rete 55. Tommaso è di una dolcezza e semplicità innata: “Tante cose, soprattutto amici, persone che ho avuto modo di conoscere durante le competizioni, amicizie nate anche a distanza, per esempio nelle Marche, che non avrei potuto coltivare senza le bocce, che sono una scuola di vita, perché t’impegnano mentalmente, t’insegnano a cercare le strategie per impostare la migliore giocata, ti costringono ad estrarre il meglio di te, a combattere lealmente, a non cedere mai. Insieme ad altri giovani come me, come Cappa della Caccialanza di Milano, o come Viscusi, anche lui della Caccialanza, e Ceresoli, con solo qualche anno più di me, faccio parte del nucleo di giocatori dai quali la Nazionale Italiana potrebbe pescare in futuro. E poi ho anche trovato la ‘morosa’”.

Gusmeroli è un’icona, il suo marcato accento dell’alta Lombardia gli conferisce un’impronta di simpatia, riesce a far comprendere quanto possa essere ricavato da uno sport che non è sulla bocca di tutti, non fa “figo” come la pallavolo, il nuoto o l’atletica, non dà il successo economico che può regalare il calcio, allorché si esce dalla mediocrità, ma ti regala veramente tantissimo – a soli 19 anni, ricordiamo – in termini di qualità di vita e di crescita nei valori che dovrebbero caratterizzare l’esistenza di ogni essere umano.

Pillole di bocce:
– Venerdì 28 dicembre – Crenna – finale gara a coppie:
1) Guida/Sperone – Neirano
2) Colacino/Gramigna – San Cassano
3) Bonotto/Di Giorgio – Veruno
4) Antonini/Scaglia – Marino

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