In tanti a Cassano Valcuvia ricordano quel tragico 5 settembre, in cui Mario Berva, un 52enne molto conosciuto in paese (chiamato da tutti “Gonzo”), è morto dopo aver accusato un malore mentre stava sistemando la legna nella cantina di una signora che abita poco lontano dal centro. A nulla è valso il tentativo dei soccorritori che, arrivati sul posto, ne hanno solo potuto constatare la morte.
Da allora Cassano è cambiata perchè “zio Mario” non c’è più. Il 52enne, infatti, era un uomo umile, sempre sorridente e benvoluto da tutti che ogni giorno andava in piazza a fare due chiacchiere con giovani e anziani, frequentando spesso il “Bar il Covo”. “Era un uomo che non diceva mai di no a nessuno – racconta Nadia Gianpaoli, proprietaria del bar con la quale l’uomo aveva stretto un rapporto di grande amicizia -. Era sempre disponibile ad aiutare, soprattutto gli anziani, non l’ho mai visto arrabbiato e da quando abbiamo preso il locale si era instaurato un rapporto straordinario, per i miei figli era come uno zio”.
“Il giorno della sua scomparsa – continua Nadia -, è stato un dramma per me. La signora è arrivata al bar chiedendo disperatamente aiuto, siamo arrivate lì in cantina ma non c’è stato nulla da fare. Ho provato a fargli il massaggio cardiaco, ma era ormai troppo tardi. Ho pianto tanto per lui, sono stata male, ormai era diventato parte della nostra famiglia e i bambini, quando lo incrociavamo mentre li portavamo a scuola, lo salutavano sempre con grande entusiasmo e affetto”.
Mario faceva lavoretti umilmente, per racimolare qualcosa ed arrivare a fine mese. Erano tante, però, le persone che lo chiamavano per un aiuto nelle loro case, a Cassano Valcuvia come in tanti altri paesi limitrofi. Per questa è partita un’iniziativa, che sta prendendo forma in queste settimane proprio grazie a Nadia ed altri amici.
“Parlando con la signora Dina – racconta ancora Nadia -, ci siamo dette ‘Perchè non organizzare una raccolta fondi da destinare all’acquisto di un defibrillatore da installare in paese?’. Così è iniziato tutto e abbiamo aperto un conto con la PostePay (NUMERO 4023 6009 6002 7284) per raccogliere fondi. Stiamo già racimolando qualcosa, ma è necessario il sostegno di tutti, dai conoscenti, agli amici, fino ad arrivare alle amministrazioni del territorio. Anche la comunità marocchina di Cassano ha già dato il suo contributo, mettendosi anche a disposizione per partecipare a corsi di primo soccorso”.
“Non sappiamo se con il defibrillatore in paese Mario si sarebbe salvato – continua Nadia commossa -, ma vogliamo che nel caso in cui servisse, sperando non avvenga mai, ci sia questo strumento in paese. Ci sono tanti anziani qui, e abbiamo anche un parco giochi. Non vogliamo rischiare, non vogliamo avvenga un’altra tragedia come quella capitata a settembre. Veder morire una persona così non è facile. Certo, lo sappiamo, potevamo farlo prima, ma non lo avremmo mai immaginato. Mario era una persona buona, questo è il minimo che si merita. Vogliamo coinvolgere i comuni vicini, cercando di aiutare tutta la comunità”.
Insomma, un’iniziativa studiata per il bene della collettività. Così, Nadia, capogruppo Tupperware di zona, insieme alla capogruppo madre Simona Valagussa, ha organizzato un evento, insieme alle amiche socie e al suo responsabile: l’appuntamento con “Tupperware – Delizie di Natale” è per venerdì 7 dicembre alle 15 presso il ristorante “Da Gaspare”, che gentilmente ha concesso la sala, in via Busetti 7 a Marchirolo. Le provvigioni di questo atelier saranno devolute per l’acquisto del defibrillatore proprio in memoria di Mario. A tutti i partecipanti l’azienda regalerà alcuni simpatici omaggi.
“Sarebbe un bel segnale – conclude Nadia – se ci fosse il sindaco, per un suo saluto, fossero presenti tante persone. Sulla terra siamo un semplice numero, ma dobbiamo fare in modo che diventiamo utili al prossimo anche nella nostra quotidianità”.
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