Riceviamo e pubblichiamo un’interessante lettera, firmata da Alberto Morandi, riguardante la conferenza tenuta dal cardinal Ravasi a Milano, lo scorso 12 novembre, in occasione della IX^ edizione della Cattedra Giuseppe Lazzati. Ecco il contenuto.
Egregio Signor Direttore,
mi permetto di disturbarLa, quale semplice cittadino di questa nostra “civitas” e mediocre funzionario pubblico, per rappresentarLe che ho avuto l’immenso piacere di aver assistito alla splendida e profonda “Lectio Magistralis”, sia culturale che umana, tenuta il giorno 12 novembre scorso a Milano, in occasione della IX^ edizione della Cattedra Giuseppe Lazzati sul tema “Cultura, culture, religioni per la Casa comune europea”, da S.E. il Cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e già Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, con parole illuminanti e sentite a favore dell’incontro e dell’integrazione dei popoli in Europa nella loro reciproca diversità, intesa quale elemento di reciproca ricchezza e di reciproco accrescimento nel rispetto delle rispettive diversità, attraverso la cultura e la memoria della nostra storia e della nostra comune condizione umana, essendo noi tutti appartenenti all’unica “razza umana”.
Se già all’inizio del V° secolo Sinesio di Cirene, filosofo neoplatonico e Vescovo di Cirene, esprimeva all’imperatore d’oriente i timori relativi all’integrazione con popolazioni barbariche che non parlavano la stessa lingua, non avevano gli stessi usi e costumi e non avevano la stessa fede religiosa del popolo romano, ricordiamo altresì la più aperta posizione espressa nella seconda metà dello stesso V° secolo da Sidonio Apollinare, illustre vescovo di Clermont, il quale lodò la “Civitas” di Roma poiché accoglieva come madre indistintamente tutte le genti indipendentemente dalla loro etnia, dalla loro lingua e dalla loro religione!
Occorre riaffermare con la forza della cultura, della ragione e della civiltà che studiare la storia è necessario per capire e per conoscere il tempo presente, anche se da molti è considerata inutile poiché non serve per ottenere un guadagno economico, e che la scuola dovrebbe far comprendere ai giovani l’importanza della storia spiegando i fatti, gli eventi, le cause e le loro conseguenze, insegnando i grandi valori intramontabili e sempre attuali anche per la nostra società contemporanea. Conoscere la storia dovrebbe impedire che si ripetano gli errori, anche tragici, del passato; “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” diceva giustamente lo scrittore cileno Luis Sepúlveda.
Mi auguro tanto che il Card. Gianfranco Ravasi, persona di profonda e di sconfinata cultura, continui ancora per lungo tempo nella sua importantissima e fondamentale attività pastorale e culturale in tempi oscuri in cui la stessa cultura, la quale ci fa conoscere e comprendere il mondo e la condizione umana, se non produce guadagno economico e materiale immediato, viene purtroppo dai molti disprezzata poiché ritenuta inutile, essendo Egli sempre illustre e alto esempio di profondo senso umano e cristiano per una società “moderna” sempre più arida e più povera di sentimenti, sempre più vuota di veri valori umani, attenta solo alla vana quanto vuota esteriorità, e sempre più chiusa nel deserto del proprio egoismo privato, nella quale purtroppo “gli uomini preferirono le tenebre alla luce”!
Ricordando come Platone auspicasse che i governanti della “Res publica” dovessero essere sempre “filosofi”, ossia persone sagge e sapienti, dedite solo al bene pubblico, e chiedendo ancora scusa per il disturbo arrecato, mi è gradita l’occasione per rinnovarLe la mia più viva stima con i miei più cordiali saluti. Alberto Morandi.
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