Varese | 10 ottobre 2018

Blocco veicoli diesel Euro 3: Confartigianato Varese chiede una moratoria per le PMI

A pochi giorni dall’entrata in vigore dei provvedimenti a tutela della qualità dell’aria interviene il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli

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I provvedimenti previsti dall’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente con le regioni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia sono entrati in vigore dall’1 ottobre nei comuni di fascia 1 e nelle città con popolazione superiore ai 30mila abitanti di fascia 2.

La delibera prevede il divieto di circolazione per le auto e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 e N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3 nel periodo compreso tra il primo ottobre 2018 e il 31 marzo 2019.

A difesa del lavoro delle piccole e medie imprese interviene il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli, che chiede un anno di moratoria, con relativo congelamento delle sanzioni, per dare davvero alle Pmi il tempo di accedere ai contributi messi a disposizione dalla Regione per l’acquisto di veicoli a uso commerciale N1 e N2 a basso impatto ambientale.

La richiesta arriva dopo giorni di raccolta degli sfoghi e delle proteste anche aspre di molte piccole e medie imprese costrette a modificare anche radicalmente la propria attività in seguito all’entrata in vigore delle misure previste.

Il divieto, in vigore dalle 8.30 alle 18.30 dei giorni feriali (sabato, domenica e festivi sono esclusi), è stato recepito nello specifico in provincia di Varese dai comuni della “fascia 1” e dalle città con popolazione superiore ai 30mila abitanti. In particolare, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Castellanza, Cassano Magnago, Caronno Pertusella, Samarate, Gerenzano, Uboldo e – per la fascia 2 – Varese. In tutte queste aree sono inoltre in vigore le limitazioni permanenti (ovvero estese a tutto l’anno) alla circolazione di autoveicoli Euro 0 benzina ed Euro 1 e 2 diesel.

Le imprese sono da sempre consapevoli dell’importanza della tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria e molte si sono impegnate direttamente su questo fronte” assicura Galli, che prosegue “Tuttavia deve essere chiaro al legislatore, e quindi a Regione Lombardia, che molte piccole e medie imprese, già soffocate dalla crisi, hanno avuto negli ultimi anni notevoli difficoltà nel cambiamento dei mezzi di trasporto senza i quali, tuttavia, risultano impossibilitate a svolgere qualsiasi tipo di attività”.

Niente consegne, niente lavoro, niente risorse, nuova stagnazione dell’economia. “Il tutto alla luce di un’altra considerazione: l’inquinamento prodotto dai diesel Euro 3, attualmente in uso a categorie che più di altre sono in difficoltà economiche, non è la causa principale dell’inquinamento atmosferico, che in larga parte è riconducibile all’impiego di sistemi di riscaldamento per i quali ci aspettiamo, di riflesso, investimenti sostanziali da parte di Regione e amministrazioni comunali, affinché sia equamente distribuito lo sforzo a favore dell’ambiente”.

Inoltre, risulta strano emanare un bando per sostenere la rottamazione dei veicoli inquinanti a limitazioni del transito già in vigore: «Dobbiamo considerare i provvedimenti conseguenziali, e non contestuali, a salvaguardia del lavoro». È dunque forte il malessere connesso ai divieti, anche alla luce dell’importo delle relative sanzioni, che oscillano tra 75 e 450 euro.

“In vista dell’apertura, il 16 ottobre, della finestra per la presentazione da parte delle Pmi delle domande di contributo connesse al bando promosso da Regione e Unioncamere, è auspicabile una moratoria delle sanzioni, per dare un anno di tempo alle imprese per mettersi in regola”, sostiene Galli.

Il bando di Palazzo Lombardia e Unioncamere mira a incentivare la rottamazione di un veicolo commerciale, benzina fino a Euro 1 incluso e diesel fino a Euro 4 incluso, con il conseguente acquisto – anche in forma di leasing finanziario – di un nuovo veicolo a uso commerciale e industriale (N1 ed N2).

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