Cantello | 6 Ottobre 2018

A Cantello un progetto per le famiglie

In occasione delle Giornata Mondiale della Salute Mentale il Centro Gulliver presenta un nuovo progetto a sostegno delle famiglie degli Ospiti di Cantello

A Cantello un progetto per le famiglie
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Il 10 ottobre ricorre in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Salute Mentale, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E il Centro Gulliver ha deciso di celebrarla con un incontro e un pranzo dedicato agli ospiti e ai loro familiari, presso le Comunità di Cantello, oggisabato 6 ottobre.

A Cantello si trova la Casa “Nuovi Orizzonti”, sede delle due Comunità psichiatriche “Cielo e Terra” e “Vento e Fuoco”. Un totale di 40 ospiti: persone con una fragilità psichiatrica, bisognose di qualcuno che li aiuti ristabilire l’“ordine delle cose”. Bisognose soprattutto di uno sguardo che riconosca la loro dignità e il loro valore di donne e uomini. Un’attenzione che sappia valorizzare le loro qualità umane, le loro potenzialità e risorse. Un aiuto a mettersi in relazione con il mondo esterno dedicandosi ad attività e a relazioni umane vere.

“Per noi dare dignità è lavorare quotidianamente per l’inclusione sociale – racconta don Michele Barban, presidente del Centro Gulliver – “Già oggi i nostri ospiti di Cantello partecipano alla vita del Paese in diversi momenti e hanno un rapporto quotidiano con la Comunità locale” Inclusione sociale che è il contrario di stigma:I familiari dei nostri ospiti vivono spesso accompagnati dallo stigma e dai pregiudizi della gente, molte volte pesanti da gestire. Ci piacerebbe coinvolgere queste persone in un percorso di ascolto, sostegno ed accompagnamento, attraverso gruppi di auto-mutuo-aiuto, all’interno del nostro servizio di Coinvolgimento Familiare Parallelo.”

 “Coinvolgimento Familiare Parallelo” (sigla CFP) è un servizio che il Centro Gulliver da anni offre alle famiglie degli ospiti delle Comunità Terapeutiche: si tratta di un percorso che si attua in modo “parallelo” a quello degli ospiti durante tutte le varie fasi del programma terapeutico.

 “Finora questo servizio è stato offerto solamente ai familiari degli ospiti delle dipendenze: ci piacerebbe proporlo anche a quelli di Cantello. Crediamo che ci sia un bisogno enorme di ascolto e sostegno per queste persone. Coinvolgendole nei gruppi terapeutici intendiamo offrire un itinerario di consapevolezza e di liberazione da sensi di colpa, paure e pregiudizi che spesso coabitano nel cuore”.

Questo percorso si fonda sul presupposto che un efficace lavoro di recupero in Comunità vada di pari passo con un lavoro con le famiglie: la famiglia, infatti, è considerata come partner terapeutico a tutti gli effetti. Pertanto il servizio si propone sì di accogliere e sostenere il disagio dei familiari, ma anche accompagnarli a diventare co-terapeuti e co-educatori. “Vorremmo che le persone coinvolte con la sofferenza potessero essere messe nella condizione di servirsi della propria esperienza non più per stare male, ma per aiutare anche altri a stare bene”.

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