Cuvio | 1 Settembre 2018

Il calcio che unisce: a Cuvio vincono integrazione e solidarietà. La storia di Momo e della Valcuviana

Una storia di sport e integrazione che vede protagonista un ragazzo africano richiedente asilo e i compagni di squadra. Il presidente Testa: "Tutelare le diversità"

Il calcio che unisce: a Cuvio vincono integrazione e solidarietà. La storia di Momo e della Valcuviana
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Arriva dall’Oratorio di Cuvio una straordinaria storia di sport, solidarietà ed amicizia che vede Mohamed Bamba, giovane ragazzo africano della Costa D’Avorio, diventare parte integrante della squadra Valcuviana Calcio.

Mohamed, classe 1995, profugo richiedente asilo e ospite da oltre un anno della struttura “La Bussola” di Cuveglio, nel 2017 ha conosciuto per caso in un campetto di calcio del paese di Cuveglio, dove era solito trascorrere i pomeriggi estivi con altri suoi “compagni di avventura”, il giovane Soufiane Hafid e altri suoi amici, che da diversi anni giocano a calcio sul territorio dell’Alto Vareosotto.

Soufiane e i suoi amici, con il passare dei giorni e delle partite giocate, così per scherzo, notando delle potenzialità in Momo, come lo chiamano gli amici, lo hanno invitato ad unirsi alla squadra di Terza Categoria nella quale milita, appunto la Valcuviana. Dopo i timori iniziali, Momo ha iniziato a partecipare agli allenamenti, ma per alcuni problemi burocratici con il cartellino ha iniziato a disputare le partite di campionato solo nel girone di ritorno, da gennaio 2018.

Ma Mohamed già in quei mesi passati solo ad allenarsi ha dimostrato grande rispetto verso tutti: è entrato negli spogliatoi timido, introverso e silenzioso, e piano piano ha cominciato a conoscere i suoi compagni, fino al debutto in campionato e all’integrazione completa nel gruppo. Ora che la squadra si è riunita per la preparazione atletica, anche Momo si sta allenando con loro e, ormai, è diventato un punto di riferimento per i compagni, con i quali si diverte, ride e scherza.

Recentemente, però, durante questo periodo di preparazione, i compagni di Momo si sono accorti che il ragazzo si allenava con scarpe troppo strette e rovinate: tutti insieme, nessuno escluso, così, hanno deciso di organizzare una colletta e regalargliene un paio nuove di zecca. “Un gesto che, in un momento come questo, in cui si sente così tanto parlare di odio e intolleranza verso gli immigrati, mostra quanto lo sport possa essere un’occasione di unione e solidarietà”, racconta Soufiane, il giovane ragazzo marocchino arrivato da piccolo in Italia con i suoi genitori.

Anche Gianluca Testa, presidente della Valcuviana, ci tiene a sottolineare l’obiettivo principale dell’associazione che guida: “Vogliamo far divertire bambini e ragazzi e agire concretamente per integrare tutti, non solo a parole. Momo è entrato in squadra in punta di piedi, parlava poco l’italiano, ma in breve tempo si è integrato benissimo. Ora è un personaggio importante nella squadra, aiuta i suoi compagni, rispetta orari e regole ed è sempre molto educato e sorridente. Per continuare su questa strada, al momento, stiamo cercando di tesserare anche un altro ragazzo rifugiato, Taki Nathianel. Dobbiamo dimostrare ai più piccoli quanto sia fondamentale tutelare le diversità”, spiega ancora il presidente Testa.

Un progetto di valore, insomma, sposato anche da Giuseppe Cannucciari, giocatore che l’anno scorso ha giocato nella Lavena Tresiana, e che quest’anno ha scelto di venire a giocare nella nostra squadra ed allenare i più giovani”, aggiunge il dirigente che sottolinea anche l’importanza e il supporto del resto del team, ringraziando il vicepresidente Bernardino Ciglia, i consiglieri Claudia Ciglia e Dario Panosetti, il direttore sportivo Alberto Roncari e tutti gli allenatori dalla prima squadra e al settore giovanile.

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