Varese | 21 luglio 2018

Mussapi porta la poesia per il teatro al Festival del Sacro Monte con le sue “Voci prima della scena”

Domenica il teatro itinerante di Karakorum Teatro lungo le vie del borgo per conoscere le origini del borgo e la sua affascinante storia dal vivo

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Il Festival “Tra Sacro e Sacro Monte”, quest’anno dedicato alla poesia “detta”, prosegue il suo calendario con l’appuntamento di martedì 24 luglio con il poeta Roberto Mussapi che propone “Voci prima della scena”.

Mussapi è poeta, drammaturgo e autore di saggi, di traduzioni da autori classici e contemporanei e di opere narrative. È anche editorialista e critico teatrale di Avvenire. Verso la fine del secolo prima con “Voci dal buio”, poi con “La grotta azzurra” ed una serie crescente di opere drammatiche e radiofoniche, Mussapi ha ripreso e riformulato con convinzione la poesia per teatro che non è un rifiuto, ma un’estensione della poesia lirica. Nel volume “Voci prima della scena” raccoglie monologhi in versi, a volte commissionati da attori o registi, a volte per nulla, scritti senza richiesta.

Da tempo nella sua opera poetica e teorica, Mussapi ha riportato la poesia nel teatro e il teatro nella poesia, attingendo alle loro origini – tragedia greca e dramma elisabettiano – dove, a partire dai massimi Eschilo e Shakespeare, poesia e teatro sono inscindibili.

L’incontro sarà preceduto da un aperitivo in località Camponovo, per cui è consigliata la prenotazione. L’Hotel Ristorante Al Borducan, invece, resterà aperto fino alle 23 per frugali cene post spettacolo. Per raggiungere la cima del Sacro Monte è organizzata una navetta messa a disposizione da Morandi Tour al costo di 5 euro (andata e ritorno) con partenza alle 19.30 da piazza Monte Grappa.

Intanto domenica 22 luglio, alle 18, torna nel borgo di Santa Maria del Monte l’appuntamento con il Progetto Iceberg e la coproduzione Karakorum Teatro ed il Festival. Lo spettacolo di teatro itinerante “Il Sacro Monte: storia del rifugio di santi e rivoluzionari” porta, infatti, alla scoperta delle origini del borgo tra le sue viuzze di ciottoli. I piedi e il cuore di Marcello Novario e di don Pasquale Macchi sono i protagonisti che condurranno lungo la strada. In un ipotetico giorno del 1944 il partigiano, Marcello, pone domande profonde a colui che lo sta aiutando a nascondersi, don Pasquale. Che fare per mettere in salvo la città? Qual è il sentiero giusto da percorrere? Un fuggiasco in ricerca di una risposta si trasforma in un pellegrino laico, un uomo alla ricerca di un nuovo punto di osservazione. Ma dopo? Dopo bisogna scendere. Prenotazione obbligatoria.

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