Mesenzana | 12 Luglio 2018

Rischio rapimento a Mesenzana? Smentite dal supermercato, “Un fraintendimento”

Un post pubblicato su Facebook ha generato grande allarmismo tra la popolazione. Nessuna denuncia arrivata ai militari dell'Arma e alla Polizia di Stato di Luino

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Una segnalazione ambigua, per fortuna, senza alcun tipo di conseguenza. Un commento pubblicato su Facebook martedì, in un gruppo di mamme luinesi, ha creato però grande apprensione ed allarmismo in tutto il territorio dell’Alto Varesotto. Centinaia le condivisioni, non solo sul popolare social network, ma anche con screenshot (immagini salvati dallo schermo di un pc o smartphone, ndr) arrivati su WhatsApp, a cittadini che non sono neanche iscritti a Facebook.

Tutto è partito da un post pubblicato da una signora, martedì pomeriggio, in cui si diceva che presso il D+ di Mesenzana, un noto supermercato lungo la statale, “una mamma e una nonna con un bambino di un anno, seduto su un carrello, si trovavano al supermercato”. Fin qui nulla di strano se non che ad un certo punto “Due zingare lo prendono su. Il cassiere se ne accorge e la mamma che urla e lo afferra. Le zingare lo mollano e scappano”.

Grande il panico generato, soprattutto in tante mamme luinesi, che leggendo il post ieri hanno scritto e chiamato in redazione più volte per capire se fosse vero quanto avvenuto.

Contattando il supermercato, però, l’accaduto viene totalmente smentito e probabilmente si è trattato di un’incomprensione che ha generato tutto questo tam tam di condivisioni. Anche ai Carabinieri della Compagnia di Luino e alla Polizia di Stato – Settore di Frontiera di Luino, non risulta nessuna denuncia. A questo proposito, i militari dell’Arma e gli agenti della Polizia sono intervenuti proprio all’interno del supermercato, più volte, ascoltando cassieri e testimoni, e nessuno ha confermato quanto pubblicato su Facebook.

La mamma del bambino, che abbiamo contattato oggi, ci ha raccontato quanto avvenuto e del grande spavento avuto, che comprendiamo. Non vi è certezza, però, della volontà di queste due donne (con il velo e di etnia rom?, ndr) di rapire il bambino. Entrambe, infatti, dopo essersi avvicinate al piccolo, perchè a detta loro stava cadendo, e accortesi della paura della madre che stava quasi svenendo, hanno chiesto scusa più volte, senza fuggire come invece scritto nel post su Facebook. Probabilmente, come detto prima, si è trattato di un fraintendimento, anche perchè non è stata la mamma, che invece ha evidenziato la sua totale estraneità a pubblicare il fatto sul social network, ma una terza persona a pubblicare il post, generando allarmismo tra la comunità luinese. Nessuna traccia, invece, della nonna presente al supermercato, che nel post invece veniva menzionata.

Sicuramente il clima di odio che si respira oggi nel nostro paese non è dei migliori, e si può capire anche la paura delle mamme in occasioni ambigue come queste, ma è sempre meglio evitare di creare allarmismo. È meglio cercare prima conferme e veridicità di fatti. Senza dubbio, probabilmente, la mamma ha vissuto male quanto avvenuto, e ha fatto bene a chiamare i Carabinieri per segnalare il fatto, ma la caccia alle streghe, soprattutto su Facebook, non porta a nessun tipo di beneficio se non a creare maggior confusione.

Quindi, in casi di pericolo o di conclamato reato, è molto più utile chiamare il Comando dei Carabinieri o il Commissariato di Polizia, piuttosto che scrivere un post su Facebook.

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