Milano | 10 Luglio 2018

Regione, divorzio in vista tra Trenord e Trenitalia. L’annuncio di Fontana, attacca Astuti

Contratti diversi per mansioni diverse. Fermi: "A settembre seduta straordinaria di Consiglio regionale". Il consigliere PD: "Regione con un piede in due scarpe"

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Questa mattina, in apertura della seduta di consiglio regionale a Milano, il presidente Fontana ha informato l’Aula dell’intenzione di modificare l’attuale assetto gestionale di Trenord entro la fine dell’anno. L’accordo tra Trenord e Trenitalia è dunque sfumato e così il servizio ferroviario lombardo sarà sì affidato alle due imprese ma con contratti e mansioni diversi.

Alla prima, che cambierà denominazione in FNM, andrà la competenza e la gestione dei treni della linea S (suburbana), mentre alla seconda quella delle tratte a più lunga percorrenza. Lo scopo è quello di incentivare gli investimenti e creare una sana competizione tra le due aziende per lavorare insieme al miglioramento dei servizi.

Il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi ha voluto commentare la novità, apprezzando innanzitutto che Fontana “sia venuto subito in Aula ad informare il Consiglio regionale sugli esiti dell’incontro avuto ieri sera con l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato”. L’incontro aveva lo scopo di sondare un ipotetico accordo per superare gli attuali assetti gestionali del servizio ferroviario regionale, che per ora fa capo a Trenord.

“Un segno di rispetto e attenzione da parte del presidente Fontana nei confronti del parlamento regionale – ha proseguito Fermi -, che su questo tema dovrà essere coinvolto e dovrà sicuramente pronunciarsi: in accordo con i presidenti dei gruppi consiliari, abbiamo già previsto di dedicare una delle prime sedute di Consiglio regionale di settembre proprio all’ipotesi di accordo con Ferrovie dello Stato annunciata questa mattina”.

Per i pendolari non cambierà nulla, almeno per un anno”. È questo il primo commento del consigliere regionale del PD Samuele Astuti. “Non è stata data nessuna risposta immediata ai problemi che stanno affliggendo quotidianamente moltissime linee lombarde. Avevamo chiesto un piano straordinario antisoppressioni per limitare disagi quotidiani e invece ci viene proposto un percorso lungo e tortuoso che certifica l’errore strategico di Regione Lombardia, con una ricetta in cui mantiene il piede in due scarpe, ricoprendo contemporaneamente il ruolo di  autorità regolamentare e di proprietario”.

Miglioramento del servizio per l’utenza? Ci sembra alquanto difficile, dato che l’unico effetto certo prodotto sarà quello di evitare per altri 15 anni gare che costringano ad efficientamento e concorrenza, escludendo quindi validi operatori di larga esperienza, anche europea – ha proseguito il consigliere -. Ancora una volta si rinuncia ad un progetto che integri il trasporto ferroviario con quello su gomma, dimostrando una visione arretrata e miope”.

“E, infine, quali saranno le ripercussioni sui lavoratori delle due aziende? Saremo particolarmente attenti e vigileremo, affinché non si generino ulteriori difficoltà e penalizzazioni sui posti di lavoro”.

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