Valcuvia | 8 Luglio 2018

Fusione Cuveglio-Duno, vittoria schiacciante del no. Al voto quasi un cittadino su tre

Il "No" vince in tuti i seggi con il 59,93%. Il sindaco Giorgio Piccolo: "Un'occasione persa, non siamo riusciti a far comprendere ai cittadini i vantaggi del progetto"

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Dopo una campagna elettorale a dir poco incandescente e le polemiche tra i sostenitori del “Sì” e del “No” (avvenute anche oggi ai seggi, ndr), l’esito del referendum, che ha portato oggi i cittadini di Cuveglio e Duno alle urne, da domani scriverà un’altra pagina importante dei due comuni della Valcuvia.

Per decretare la nascita del nuovo comune non era necessario il quorum, ma erano chiamati ai seggi 2862 cittadini di Cuveglio e 111 di Duno. Se intorno alle 12 l’affluenza toccava il 10%, alle 16 oscillava tra il 15% ed il 16%, mentre ad urne chiuse le percentuali non sono andate oltre il 26,90%. Maggiore l’affluenza a Duno, per un totale complessivo pari al 29.12%.

Un’affluenza quindi bassa quella che ha decretato la fine del progetto sostenuto dai sindaci dei due paesi, Giorgio Piccolo e Francesco Paglia. A Duno 71 votanti hanno espresso il 53,5% delle preferenze in direzione del no, 38 voti, e il 46,5% a vantaggio del sì, per un totale di 33 voti validi. Dai tre seggi di Cuveglio, invece, la volontà degli aventi diritto è riassunta dai seguenti dati 133 voti favorevoli, 155 contrari dal primo seggio ed una bianca (289 votanti sui 1048 totali, ndr), 82 sì e 155 no dal seggio due (con 237 votanti su 793, ndr), e 154 no, 96 sì più 2 schede bianche dal terzo seggio (252 votanti su 1040 aventi diritto, ndr).

In totale il “No” ha ottenuto il 59,93% (519 voti), contro il 39.72% dei “Sì” (344), con due schede bianche ed una nulla.

“Evidentemente non sì è riusciti a comunicare congiuntamente i vantaggi della fusione – ha commentato a margine il primo cittadino di Cuveglio, Giorgio Piccolo -. Prendiamo atto della decisione espressa dagli elettori, pur rimanendo convinti che sia stata un’occasione persa. Continuiamo nella nostra attività amministrativa consapevoli che, molto probabilmente, la decisione di accorpamento ci verrà imposta per legge – ha concluso Piccolo -, e che magari non permetterà la scelta di partnership e non saranno previste premialità”.

Era la terza volta che i comuni della Comunità montana Valli del Verbano andavano al voto per scegliere se fondere o meno i comuni: se Cassano Valcuvia ed alcuni limitrofi avevano detto no, Maccagno, Pino Lago Maggiore e Veddasca, invece, hanno costituito il nuovo comune nel 2014.

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