(Roberto Bramani Araldi)
Non è affatto inusuale, nel leggere le classifiche delle gare che si svolgono fra Piemonte e Lombardia, trovare al primo posto assoluto il nome di Massimiliano Chiappella.
Il luinese ha caratterizzato ormai da parecchi lustri il livello qualitativo delle competizioni, categoria raffa, non solo nel nord Italia, bensì a livello nazionale ed internazionale. Stiamo parlando di un fuoriclasse, che da giovanissimo, ad otto anni (figlio d’arte, il padre, ottimo giocatore, lo ha certamente indirizzato sulla strada dello sport boccistico), manifestava doti fuori dal comune: accostatore preciso e sicuro in qualsiasi zona del campo, bocciatore “sopra mano” altrettanto puntuale nel colpire la malcapitata boccia dell’avversario con la giusta angolazione, onde ricavare il massimo vantaggio dall’impatto.
C’era da dubitare sul suo luminoso futuro? Assolutamente no. Così il titolo mondiale a squadre nel 1995, quelli europei sempre a squadre del 1994 e 1998, quello mondiale a squadre di club del 2002, furono la logica conseguenza di un talento che avevo ben pochi eguali.
Sorge dunque un’ulteriore domanda: questi grandi risultati sono datati, come mai non si ripetono ai nostri giorni? In seguito al secondo posto nel campionato italiano di società appena concluso, conquistato con la Bocciofila Possaccio di Verbania, abbiamo voluto sentire dalla sua voce le ragioni per le quali ora non disputa le gara domenicali elite, che permettono di accedere alla categoria A1, praticamente il serbatoio dal quale la Federazione attinge per selezionare gli atleti che devono rappresentare l’Italia nelle manifestazioni internazionali.
Come prevedibile, la motivazione rientra nella consapevolezza che un impegno sportivo ad altissimo livello comporta sempre, come in qualsiasi sport, determinati fattori: dedizione a 360 gradi, trasferte lunghe e ricorrenti con tempi molto ravvicinati, difficoltà a far collimare lavoro e famiglia, distanze sovente ardue da far accettare, soprattutto dopo la sua lunga militanza al massimo della competitività.
Ma allora, luinesi e non, dovranno accontentarsi di ammirare sporadicamente un virtuoso della raffa? Quali sono i suoi programmi a breve termine? Gli appassionati possono stare tranquilli, la sua classe non sarà appannata da un impegno meno assillante (ricordare il piazzamento nel campionato italiano sopra menzionato), i suoi numerosissimi fans, Romano Luini davanti a tutti, potranno continuare a tifare per lui.
L’icona delle bocce che ha caratterizzato un’epoca continuerà ad imperversare, come appena fatto a Reno, dove ha messo in fila due campioni quali Antonini e Zarini, componenti della rappresentativa di Varese, giunta ad un soffio dalle finali di Coppa Italia maschile. Peccato per la Nazionale italiana che non potrà avvalersi delle sue inimitabili prestazioni.
Pillole di bocce:
Venerdì 22/6 a Voldomino, finale regionale individuale: 1) Croci – Gorla Maggiore, 2) Buffon – Beigiurnà.
Sabato 23/6 a Castronno, finale regionale individuale: 1) Vanoli – Casciago.
Giovedì 28/6 a Gallarate, Figli Lavoro, finale regionale individuale: 1) Guzzetti – Ceresio Como, 2) Fusetti – San Mauro Como.
Venerdì 29/6 a Reno, finale regionale individuale Trofeo “Besana – De Taddeo” categoria A: 1) Chiappella – Possaccio, 2) Zarini – Renese, 3) Croci – Gorla Maggiore, 4) Antonini – Alto Verbano. Per la categoria B/C: 1) Vanoli – Casciago, 2) Bressan – S. Andrea.
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