Un uomo luinese di 32 anni è stato condannato nella giornata di ieri, dopo la conferma della prima Corte d’Appello, a due anni e quattro mesi di reclusione, pena inflitta dal Tribunale di Varese. A riportarlo nella giornata di oggi il quotidiano “La Prealpina”.
Nonostante le denunce querela per lesioni siano state tutte ritirate nel corso del processo di primo grado, da parte della vittima, la giustizia ha fatto il suo corso e a nulla è servito il dietrofront dell’ex compagna (madre del suo unico figlio, ndr) che, secondo l’interpretazione del giudice di primo grado Anna Azzena, era “in evidente stato di paura e di soggezione”.
L’uomo per oltre un anno e mezzo la fece oggetto di ripetuti maltrattamenti che, a metà dicembre 2016, quando fu arrestato dai militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagna di Luino, avevano riguardato anche l’incolpevole e malcapitata “suocera”. La donna, poi, si era costituita parte civile contro l’uomo, ottenendo un risarcimento di 5mila euro.
La figlia, invece, aveva preferito passare oltre e provare a dimenticare, anche se l’ossessiva gelosia dell’uomo, con problemi di alcol e tossicodipendenza, e le gravi violenze fisiche e psicologiche subite hanno causato non pochi problemi. L’uomo, infine, era stato anche sotto processo per danneggiamenti, quando non si fece problemi a sfondare la porta dell’abitazione della donna, per picchiarla o portare con sé il figlioletto.
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