Varese | 22 Giugno 2018

Guardia di Finanza: tutti i numeri tra evasione, sequestri, arresti e illeciti in provincia

Si è celebrato oggi il 244esimo anniversario dalla fondazione delle Fiamme Gialle a Varese, dove sono stati presentati i dati e i risultati del 2017 e del 2018

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Nel rispetto di una tradizione ormai consolidata, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese celebra oggi il 244° Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza, con doverosa sobrietà ma, nel contempo, con l’orgoglio di testimoniare l’appartenenza ad un Corpo dalla storia plurisecolare, che ha sempre operato a tutela della legalità e degli operatori onesti.

Alla cerimonia, svoltasi alla presenza del Comandante Provinciale, Col. t.ST Francesco Vitale e dei Comandanti dei Reparti dipendenti del Corpo, hanno partecipato le massime Autorità civili, militari e religiose della Provincia: il Vice Prefetto reggente, il Vicario Episcopale, il Presidente della Regione Lombardia e della Provincia, i rappresentanti della Magistratura di Varese e Busto Arsizio, i vertici delle altre Forze di Polizia, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, il Direttore dell’Agenzia delle Dogane, i Sindaci, i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, delle Associazioni di categoria, familiari e cittadini.

Grazie alla professionalità e alla competenza dei Finanzieri dislocati nei vari Reparti della provincia (Varese, Busto Arsizio, Gaggiolo, Gallarate, Luino, Saronno ed aeroporto di Malpensa) è stato possibile conseguire risultati operativi di tutto rilievo. I numeri sono elencati di seguito e trattano  dell’attività svolta nell’anno 2017 e nei primi 5 mesi del 2018, a tutela dell’economia legale e a favore delle imprese rispettose delle regole e dei cittadini onesti.

Tale attività operativa si è sviluppata attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni tributarie e contributive, la lotta all’evasione fiscale, la vigilanza sulla spesa pubblica, il contrasto agli sperperi di denaro pubblico, agli illeciti posti in essere in violazione alle norme sulla tutela del mercato dei capitali e dei beni e servizi, il contrasto al riciclaggio ed alla contraffazione, nonché il concorso alla sicurezza pubblica, con l’obiettivo primario di contrastare, in maniera trasversale, i più gravi e pericolosi illeciti economico-finanziari, che ostacolano la crescita e il sano funzionamento del mercato.

Tutte queste iniziative hanno consentito di meglio calibrare i controlli in funzione degli obiettivi da raggiungere, con il doppio effetto, da un lato, di ridurre l’invasività su imprenditori e professionisti, dall’altro, di concentrare l’attenzione e l’impegno sulle frodi che depauperano le risorse pubbliche.

Anche per il 2018 è confermato l’impegno della Guardia di Finanza nella lotta ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria. Lo scopo è naturalmente quello di tutelare le libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti onesti, condizione indispensabile per il raggiungimento dell’equità sociale che è il fondamento del benessere della collettività. Infatti, alla consolidata nozione di polizia economico-finanziaria può essere affiancato il concetto di “polizia a forte vocazione sociale”, proprio per il concorso all’affermazione dei princìpi Costituzionali di eguaglianza e libertà economica che ciascuna Fiamma Gialla contribuisce a garantire, ogni giorno, con impegno.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

Non si tratta di piccoli commercianti, artigiani e imprenditori, che rappresentano l’ossatura economica della Provincia – sempre da tutelare – e che magari hanno omesso di rilasciare uno scontrino. Parliamo invece dei grandi evasori, ossia di quei soggetti fiscalmente pericolosi i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico- finanziari commessi; importi tutt’altro che insignificanti se si pensa che questi evasori, tutti insieme, in un anno e mezzo hanno sottratto allo Stato, in termini di imposte dirette e di I.V.A., oltre 950 milioni di euro, di cui una quota parte oggetto di proposte di sequestro grazie anche ai nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione – non sempre agevoli da riscontrare – ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato.

Veri e propri evasori fiscali, quindi, che quasi mai evadono da soli, ma si avvalgono di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità. Veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane del Paese. Quello connesso alle fatture false è un fenomeno arduo da contrastare proprio per le difficoltà connesse alla necessità di dimostrare l’inesistenza delle transazioni – a volte immateriali e complesse oltre che di respiro internazionale – o per i tempi occorrenti, talvolta lunghi, per raccogliere tutte le prove.

Nella “categoria” dei grandi evasori non rientra soltanto chi si avvale delle fatture false. Ci sono anche quelli delle frodi cosiddette “carosello”, quelli che costituiscono crediti I.V.A. fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi: sono 99 i casi di società “cartiere” o “fantasma”, create ad hoc per la realizzazione di frodi all’I.V.A., la costituzione di crediti fittizi e l’ottenimento di indebite compensazioni. Vi sono poi coloro che, più intraprendenti, si spingono oltreconfine trasferendo all’estero i propri profitti e, per finire, quelle imprese straniere che operano in Italia, ma non dichiarano nel nostro Paese i redditi su cui hanno l’obbligo di pagare imposte nazionali.

Nel settore della fiscalità internazionale i casi di evasione scoperti nel 2017 e nei primi 5 mesi del 2018 sono stati 32.

COMBATTERE LE INSIDIOSE FRODI FISCALI ANCHE INTERNAZIONALI

Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: 989 in tutto, tra verifiche e controlli, avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale. Inoltre sono stati denunciati 310 soggetti per reati fiscali in un anno e mezzo di attività: si tratta di illeciti gravi come l’emissione di fatture false, la presentazione di dichiarazione fraudolente o l’occultamento di documenti contabili.

Le proposte di sequestro delle disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili di frodi fiscali ammontano a oltre 123 milioni di euro.

L’ECONOMIA “INVISIBILE”, LE ACCISE, I GIOCHI E LE SCOMMESSE CLANDESTINE

Come già evidenziato, sono 130 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali) responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, con la loro sola condotta illecita, oltre 340 milioni di euro di I.V.A.

Nello stesso periodo, sono stati verbalizzati 73 datori di lavoro per aver impiegato 695 lavoratori in “nero” o irregolari.

Nel settore delle accise, i 45 interventi conclusi dalle Fiamme Gialle hanno portato al sequestro di oltre 3 tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. A questi si aggiunge un consumato in frode pari a circa 150 chilogrammi. Invece, nel comparto del gioco e delle scommesse, eseguiti 56 controlli.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione, 85 persone, circa il 10% delle quali è finito in manette.

Ma la corruzione è solo la punta dell’iceberg di un insieme di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che, operando nel pubblico, procurano danni all’erario: nell’ultimo anno e mezzo le Fiamme Gialle ne hanno individuate 42, responsabili di un danno erariale da 98 milioni di euro.

Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a quasi 92 milioni di euro, mentre si attestano a quasi 1 milione quelle nel settore della spesa previdenziale e sanitaria. I soggetti nel complesso denunciati sono stati 404, con l’esecuzione di 146 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica.

Proseguendo in ambito sanitario, ci sono poi i “furbetti” del ticket, settore nel quale i controlli mirati hanno consentito di individuare “sacche” di irregolarità nell’85% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, almeno 8 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto.

Altro settore particolarmente a rischio è quello delle assistenze domiciliari, dei pasti a domicilio, degli assegni per il nucleo familiare e di quelli di maternità, degli assegni per le mense scolastiche, delle borse di studio, ecc.: insomma di tutti quegli aiuti economici e servizi sociali di assistenza spettanti ai cittadini che versano in particolari e delicate condizioni economiche e sociali.

I controlli svolti in tale ambito dalla Guardia di Finanza mirano proprio a evitare che delle “prestazioni sociali agevolate” – questa la definizione tecnica degli aiuti in argomento – possa beneficiare chi non ne abbia diritto, a danno dei più bisognosi. I risultati ottenuti sono significativi: il 64% dei controlli svolti ha evidenziato irregolarità.

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA

Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a sottrarre le risorse finanziarie e patrimoniali dalle quali le consorterie criminali traggono sostento, hanno portato alla confisca (e ristabilito il possesso da parte dello Stato) di beni e valori per 7,5 milioni di euro. Ulteriori 15 milioni sono stati, inoltre, sequestrati, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a oltre 22 milioni di euro.

Il denaro illecitamente accumulato dalle “mafie”, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere “lavato” della sua provenienza “sporca”, deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente “puliti”.

Ecco che seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti. Il valore del riciclaggio accertato dalla Guardia di Finanza di Varese nell’ultimo anno e mezzo si è attestato attorno ai 630 milioni di euro. Un fiume di soldi intercettato grazie a 41 indagini di polizia giudiziaria avviate, da cui sono scattate denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 55 persone, di cui 5 tratte in arresto.

La lotta al fenomeno del riciclaggio non si fa però solo con la repressione. Per contrastarlo al meglio è necessaria anche una seria azione preventiva attraverso l’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette. Delle 879 S.O.S. pervenute, 809 sono state sottoposte a indagini più approfondite.  Il controllo dei movimenti di soldi presso i confini terrestri, compresi aeroporti e sedi doganali, ha portato al controllo di valuta per circa 74 milioni di euro e al sequestro di circa 1,2 milioni di euro illecitamente trasportati al seguito dalle persone che entravano in Italia o ne uscivano. Accertate 2 737 violazioni.

Scoperti infine reati fallimentari con il sequestro di beni per oltre 2 milioni di euro su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 40 milioni di euro.

IL MERCATO DEL “FALSO”

Anche la contraffazione fa male al Paese perché danneggia il made in Italy, svilendo il prestigio del marchio italiano nel mondo. Rientrano negli oltre 2,4 milioni di articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle varesine nell’ultimo anno e mezzo quelli propriamente contraffatti o con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. In questo settore, i Reparti operativi del Corpo nella Provincia di Varese hanno eseguito 321 interventi.

OCCHIO ALLE BANCONOTE

La contraffazione non risparmia alcun settore: ne sono testimonianza le banconote, le monete, i titoli, i certificati e i valori bollati falsi sequestrati dal Corpo dal 1° gennaio 2017, per un valore complessivo di 23 mila euro. Verbalizzate 399 persone.

CACCIA AI TRAFFICI ILLECITI VIA TERRA E CIELO

Non tende sicuramente a rallentare l’azione a contrasto dei traffici di droga, con il tempo diventano semmai più efficaci i modi e i mezzi usati per combatterli. Significativo il fatto che siano state sequestrate dal 2017 a oggi − grazie a grandi operazioni condotte dalla GdF di Varese, in particolar modo presso l’aeroporto Internazionale di Malpensa, avvalendosi anche delle unità cinofile − 1 142 chilogrammi di sostanze stupefacenti.

E sempre in termini di chilogrammi deve ragionarsi quando si fa riferimento ai risultati ottenuti dalle Fiamme Gialle varesine nel settore del contrasto al contrabbando di sigarette: 8 500 sono stati, infatti, i chilogrammi di tabacco sequestrato nel corso degli oltre 600 interventi sviluppatisi, prevalentemente, sempre nell’area aeroportuale di Malpensa.

CAMPAGNA ESTIVA

Quest’estate saranno anche potenziate le attività della Guardia di Finanza connesse all’esercizio delle funzioni di controllo doganale in materia di commercio della fauna e della flora tutelate dalla Convenzione di Washington per contrastare i traffici illeciti di specie animali e vegetali in pericolo di estinzione, soprattutto nell’area aeroportuale di Malpensa, ove sono stati già effettuati, negli ultimi 17 mesi, oltre 10 mila controlli. Il controllo economico del territorio, infine, contribuirà al presidio di strade, aree urbane, aeroporti, frontiere terrestri per la ricerca di fenomeni di sommerso d’azienda e di lavoro nonché per la prevenzione ed il contrasto di tutte le tipologie di traffici illeciti.

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