Varese | 6 Giugno 2018

Gazzada Schianno, Do.Ra. in comune per un evento pubblico. L’indignazione dall’ANPI

I militanti di Do.Ra hanno ottenuto la Sala Consiliare per la presentazione di un libro sulla "giustizia partigiana". Appello alle istituzioni di diversi enti

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“In un momento in cui numerosi comuni italiani, tra questi quello di Varese, si sono dotati di un regolamento che vieta la concessione e l’utilizzo di spazi e luoghi pubblici a formazioni di ideologia fascista, il comune di Gazzada Schianno ne concede l’utilizzo, addirittura concede la Sala Consiliare”.

Con queste parole il presidente Anpi di Varese, Ester Maria De Tomasi, commenta una notizia già ripresa nelle ultime ore da diverse testate online. Davanti a lei due manifesti del collettivo neonazista denominato Comunità Militante dei Dodici Raggi, noto anche come Do.Ra., che nella serata di sabato 9 giugno, presso il Palazzo Comunale di Gazzada, terrà un dibattito dal titolo “il costo della libertà – la forma della giustizia partigiana nella Varese liberata”, direttamente collegato al volume “Sangue senza valore” di Alessandro Limido, massimo esponente della formazione.

Sulle attività di questo gruppo, alcuni mesi fa, si erano concentrate le attenzioni della procura di Busto, con l’avvio di un’indagine per tentata ricostituzione del partito fascista, la nuova pagina di un filone avviato da Digos e Antiterrorismo, nel dicembre 2017, con il sequestro temporaneo della sede di Do.Ra. a Caidate (frazione di Sumirago) e un’ulteriore denuncia di cinque militanti tra cui proprio Limido.

Anche per questa ragione i camerati hanno in programma un presidio, annunciato sul sito come “concentramento”, alle ore 13 di sabato, fuori dal tribunale di Busto Arsizio, al quale farà seguito una conferenza.

Segnaliamo con indignazione questi due eventi che mettono in difficoltà la nostra democrazia – ha sottolineato ancora De Tomasi nella sua nota -, il primo contestando le istituzioni democratiche nel loro legittimo lavoro e l’autonomia della magistratura, il secondo cercando di cambiare la storia. Non dimentichiamo che la storia li ha già condannati”.

Chiediamo con forza alle istituzioni garanti della nostra Costituzione di intervenire“, è la conclusione del messaggio, condiviso anche da Gennaro Gatto dell’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre e dai Giovani Democratici di Varese, indignati per la decisione del primo cittadino di Gazzada: “Troviamo sia assurdo che la sindaca Bertuletti, dopo il grave episodio che l’ha vista protagonista nei mesi scorsi, conceda una sala comunale ad un gruppo neonazista, per lo svolgimento di una vergognosa conferenza revisionista. Pensiamo che Gazzada e i suoi abitanti non meritino di essere sempre affiancati a fatti vergognosi come questi”.

L’episodio a cui fanno riferimento i Giovani Democratici, risale al giorno della Memoria, quando sulla bacheca Facebook della sindaca leghista comparve un messaggio offensivo sulle celebrazioni. Il secondo in ordine di tempo rispetto ad un precedente post, in cui Bertuletti non aveva nascosto giudizi personali positivi sul regime fascista.

Dello stesso parere anche il consigliere regionale Pd, Samuele Astuti: “Il Sindaco di Gazzada Bertuletti, già nota alle cronache per le sue esternazioni su Facebook in occasione della giornata della memoria, presta nuovamente il fianco ad operazioni di tipo revisionista – lo afferma il segretario provinciale del Partito Democratico e consigliere regionale Samuele Astuti commentando la notizia che coinvolge il sindaco Bertuletti che ha concesso la sala consiliare di Gazzada Schianno a D.O.R.A. – Questa volta si spinge addirittura a concedere uno spazio istituzionale per una propaganda palesemente in contrasto con i valori dell’antifascismo contenuti nella nostra Carta Costituzionale”

“Ormai – conclude Astuti – conosciamo il pensiero del sindaco di Gazzada e non ci spaventa perchè esprimeremo sempre il nostro democratico dissenso a viso aperto e alla luce del sole a ogni manifestazione che sia in odore di ideologia che nel secolo scorso ha provocato milioni di morti. Bertuletti riascolti il messaggio della senatrice Segre pronunciato proprio ieri”.

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