Ieri sera, lo scrittore e poeta russo Eduard Limonov, dopo oltre vent’anni di assenza dall’Occidente, è stato ospite del Circolo culturale “Ra Ca’ dur Barlich” di Varese, dove ha presentato al pubblico, nel suo primo tour italiano, la propria autobiografia “Zona industriale”, edita da Sandro Teti Editore.
Scrittore, poeta dalla penna tormentata e costantemente alla ricerca di esperienze e di uno sguardo nuovo sulla realtà, Limonov può essere definito uno degli ultimi avventurieri romantici in un mondo che appare troppo moderno, e dunque stretto, per ospitare personaggi della sua caratura. Anzi, controcorrente ed anticonformista, probabilmente supera la concezione stessa dell’eroe romantico ottocentesco, che non vuole piacere a tutti, ma vuole soltanto andar dritto per la propria strada.
L’evento è stato organizzato dal Circolo in collaborazione con l’Associazione Culturale “Terra Insubre”, che da oltre vent’anni è attiva sui temi delle autonomie, delle identità e della geopolitica. Non poteva quindi mancare, tra i numerosi eventi culturali organizzati dalle due associazioni nel corso dell’anno, un incontro con un personaggio del livello dell’intellettuale russo, che ha conquistato l’attenzione dei soci di “Terra Insubre” fin dalla sua opera “Eddy-baby ti amo” e quindi ancora prima che la sua figura venisse definitivamente consacrata alla fama internazionale, grazie alla biografia di Emmanuel Carrère, “Limonov”.
Chi è Eduard Limonov. Nato a Dzeržinsk, in Unione Sovietica nel 1943, è uno scrittore di fama internazionale, poeta, saggista, giornalista e leader politico. Dissidente in Urss come in Occidente, ispiratore di diversi progetti ideologici e fondatore del Partito Nazional Bolscevico, emigra nel 1974 negli Stati Uniti, dopo aver trascorso parecchi mesi a Roma in attesa del visto. Nel 1982, deluso, lascia New York per Parigi, per poi far ritorno in Russia nel 1992, subito dopo la caduta dell’Urss. Dopo essersi affermato con diversi libri di successo, Limonov diviene celebre al grande pubblico internazionale grazie al bestseller a lui dedicato da Carrère, tradotto in tutto il mondo. Molto attivo nell’arena politica post-sovietica, ha sposato un’ideologia particolarmente radicale che lo ha portato a scontare diversi periodi di reclusione.
«La vita è fatta di porte che vengono sbattute; di clacson di furgoni che nella luce fioca del mattino trasportano pasta e carne in scatola; di ragazze che fanno frusciare i propri collant e implacabilmente invecchiano; di ragazzi che si violentano con alcol e lavoro; di pensionati che, già intontiti dalle medicine, aspettano l’apertura delle farmacie; di soldati su gelidi camion che ignorano la propria destinazione… e di spie in macchine riscaldate che tengono d’occhio il mio portone. Per controllarmi.» (Da “Zona industriale” di Eduard Limonov)
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