Si è tenuta nella giornata di domenica la premiazione del Concorso di Arte Ambientale, una delle nuove sezioni della Manifestazione Internazionale d’Arte “Pontemagico”. La cerimonia di premiazione è avvenuta sul battello, dove ha trovato spazio anche l’inaugurazione del “Sentiero dell’Arte”.
Il Concorso di Arte Ambientale è la sezione del “Pontemagico” destinata a lasciare un segno permanente sul territorio in quanto strettamente connessa al progetto culturale “Sentiero dell’Arte”. Un percorso artistico itinerante, di valorizzazione degli scorci più belli del territorio e di riqualificazione degli spazi aperti, di recupero di opere d’arte esistenti e di promozione dell’attività artistica, anche attraverso mostre ed esposizioni temporanee all’aperto. L’Amministrazione Comunale, infatti, intende proseguire nei prossimi anni con il Concorso d’Arte Ambientale, per arricchire il sentiero di nuove opere d’arte contemporanea, che verranno installate permanentemente sul Lungo Tresa, sul Lungolago, sul percorso ciclopedonale e in altri luoghi significativi del paese.
L’opera che darà il via a questo ambizioso progetto sarà quella di Andrea Di Lorenzo: “Coabitare”. Un’installazione scultorea nella quale pietre differenti coabitano, si toccano, vivono insieme, muovendo con la loro presenza la superficie si completano e creano una forma circolare aperta che dà la possibilità di essere attraversata con lo sguardo. Una forma che non occupa lo spazio, ma lo abita interagendo con l’ambiente circostante. Il progetto, grazie alla collaborazione delle Cave Bonomi di Cuasso al Monte, si propone di dare nuova vita a quei massi scartati dal processo di lavorazione dando rilievo alla pietra locale e facendola interagire con pietre provenienti da tutto il mondo.
“Condividendo il concetto del “Genius Loci”, che suole indicare il “carattere di un luogo”, legato a doppio filo alle peculiari caratteristiche che in esso si affermano includendovi opere e fruitori – spiegano i membri della giuria Alessia Tortoreto, Eduardo Brocca Toletti e Andrea Scacciotti -, abbiamo ritenuto interessante l’idea del giovane artista che, attraverso lo studio del territorio con le sue peculiarità, ha posto in primo piano la scelta del materiale tipico della zona. La pietra grezza, con i suoi diversi litotipi caratterizzati da colorazioni dalle molteplici sfumature, dialoga intimamente con la montagna che si staglia imponente e che si riflette nel lago creando, nelle diverse ore del giorno, un gioco di luci e di ombre decisamente emozionante. La scultura – prosegue la giuria -, diventa sia un elemento protagonista e armonizzato nel contesto, sia ‘cornice discreta’, entro cui si racchiude il tutto, per mettere in risalto la straordinaria bellezza della natura che diventa a sua volta opera d’arte indiscussa. Ed è proprio la forma tondeggiante a catturarne l’attenzione, come se fosse un obiettivo fotografico che focalizza lo sguardo nei diversi punti di vista, fissando lo scatto a seconda della posizione. I frammenti di lavorazione prendono forma e assumono un significato simbolico nella totalità del manufatto in un incastro apparentemente casuale, atto a sottolineare, nella sua semplicità, il ciclo naturale delle cose”.
“E’ stato un lavoro difficile stabilire un vincitore – concludono i membri della giuria -, vista l’eterogeneità dei progetti pervenuti e la presenza di artisti molto affermati e noti sul territorio con artisti esordienti, di conseguenza la cosa più equa, secondo noi, è stata quella di stabilire dei parametri comuni, in modo da concentrare la nostra attenzione solo su alcuni aspetti per noi fondamentali”.
“Vorrei ringraziare quanti hanno collaborato rendendo possibile la realizzazione di questo progetto – commenta, infine, l’assessore alla cultura del comune di Lavena Ponte Tresa, Valentina Boniotto – In particolare i miei ringraziamenti vanno a Ilaria Forlini, membro della commissione cultura, che si è occupata dell’organizzazione del premio d’Arte Ambientale, allo Spazio Lavit e al dott. Zocchi per l’esposizione temporanea dell’opera di Tomaino e a Fabrizo Sarti, che ha realizzato i murales in biblioteca”.
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