Milano | 2 maggio 2018

Cyclopica, il lato umano delle grandi opere in mostra alla Triennale di Milano

Un viaggio nella storia delle opere gigantesche, e di chi le ha realizzate, in Italia e nel mondo. L'esposizione, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino a giugno

Cyclopica, il lato umano delle grandi opere in mostra alla Triennale di Milano
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Ha aperto il Primo Maggio alla Triennale di Milano la mostra “Cyclopica”, un grande racconto multimediale e multisensoriale del lavoro dell’uomo con tutta la sua forza e la sua unicità nella realizzazione di opere gigantesche, capaci di impiegare fino a 10mila uomini.

Aperta fino al 3 giugno (ingresso libero), la mostra organizzata dal Gruppo Salini Impregilo offre la possibilità al visitatore di immergersi in un luogo unico in cui luci, suoni, video, foto, si alternano in una visione che lo trasporterà fino a farlo sentire parte integrante del cantiere di una grande infrastruttura. Oltre 1.500 immagini, 100 fotografie stampate, 40 video e 7 progetti multimediali creano così un percorso unico che trova il suo culmine nelle due infrastrutture-installazioni che susciteranno lo stupore di grandi e bambini: un tunnel di 10 metri e una diga lunga 22 metri per oltre 6 di altezza.

Nelle sale di Cyclopica, ci si troverà così di fronte a giganti di calcestruzzo dalla forma di dighe, tunnel chilometrici per il trasporto delle acque o per far viaggiare i treni sotto le montagne, metropolitane che corrono nel sottosuolo, campate sospese di ponti. Fra le opere, immortalata dalla camera di fotografi di prim’ordine, vi sono le macchine perforatrici che scavano sotto la città di Copenhagen o di Riyadh, le paratie alte 33 metri che fermano le acque del Canale di Panama; il muro di calcestruzzo di 246 metri sulle acque del fiume Omo in Etiopia che dà vita alla diga di Gibe III, giusto per citare alcuni esempi di questa grandiosità dietro la quale c’è sempre la forza lavoro dell’uomo, la sua passione, ingegnosità e la sua capacità di sviluppare tecnologia.

La mostra permette anche di ripercorre tutte le principali fasi di sviluppo di Salini Impregilo, dalle origini agli inizi del ‘900 fino ai nostri giorni. Imperdibile la documentazione fotografica che mostra lo spostamento dei due templi di Abu Simbel (Egitto), che rischiavano di essere sommersi da una diga. Fu un’impresa straordinaria, che richiese l’intervento di tagliatori specializzati provenienti dalle cave di marmo di Carrara. Il tempio viene letteralmente sezionato in grandi blocchi, che furono poi smontati e riassemblati. Per fotografare l’operazione venne selezionato il tedesco Gunter R. Reitz, che realizza un eccezionale reportage e, con una delle foto vince il World Press Photo nel 1965. 

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