Gazzada Schianno | 30 Aprile 2018

Giovedì al via il terzo convegno internazionale “Liutprando re dei longobardi”

L’appuntamento, che richiama numerose personalità straniere, ruota intorno alla figura e alla memoria del sovrano longobardo e del suo popolo

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Si aprirà a Pavia, antica capitale dei longobardi, giovedì 3 maggio, il terzo convegno internazionale del Centro studi longobardi, dal titolo “Liutprando re dei longobardi”, celebrativo dei 1450 anni dall’arrivo del popolo longobardo in Italia al seguito di Alboino (568).

Promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, da Regione Lombardia e dal Centro studi longobardi, l’incontro si svolgerà al Collegio Borromeo di Pavia, per poi proseguire nei giorni successivi, fino all’8 maggio, a Villa Cagnola di Gazzada Schianno. Si tratta del più rilevante “appuntamento scientifico a livello internazionale su un tema storico di straordinaria rilevanza, che ha dato origine al medioevo italiano – ha commentato Cristina Riva, consigliere delegato alla Cultura della Provincia di Varese, tra gli enti patrocinatori dell’evento –. Un incontro tanto più significativo per le presenze longobarde nella nostra Provincia a cominciare dal sito Unesco di Castelseprio, che sarà anche oggetto di una visita”.

Dello stesso avviso l’assessore regionale all’Autonomia e alla Cultura Stefano Bruno Galli: “Parlare di longobardi per una regione che da questo popolo germanico ha preso il suo nome è un modo per recuperare le radici profonde del nostro territorio, la sua cultura e l’identità di un popolo. Ma è l’intera area regionale ad esprimere e conservare le memorie che ci portano a questo popolo, dalla capitale Pavia – con i resti mortali del re Liutprando – alla cappella di Teodolinda di Monza, al complesso di Santa Giulia di Brescia o al cenobio di Santa Maria di Cairate”.

“Sono molto grato alle istituzioni che hanno creduto nel nostro progetto di ricerca – ha aggiunto il professor Gabriele Archetti, docente di Storia medievale all’Università Cattolica e direttore scientifico del convegno –, a cominciare da Regione Lombardia che nel 2014 ha istituito il Centro studi longobardi allo scopo di valorizzare il patrimonio del sito seriale Unesco sui longobardi attraverso la ricerca. Il senso della storia diventa più chiaro se la si indaga con sempre maggiore lucidità e la civiltà longobarda è tra i lasciti che maggiormente hanno influenzato le vicende successive”.

Saranno quasi un centinaio i relatori provenienti dall’Europa ma non solo, a cui si aggiungono 25 borse di studio a giovani studiosi italiani e stranieri, un numero cospicuo di scuole superiori impegnate nell’alternanza scuola-lavoro, il patrocinio scientifico di 30 università e di un numero significativo di istituzioni scientifiche, culturali e di ricerca. Sono questi alcuni dei numeri che danno l’idea dell’appuntamento che si presenta come tra i più rappresentativi a livello internazionale. Un impegno che è stato riconosciuto e premiato, tra gli altri, con l’“Alto Patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella” e con la concessione dell’“Alto Patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani”, oltre che col patrocinio della Commissione Europea, del Pontificio Consiglio della Cultura della Santa Sede e dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani.

Chi era Liutprando? Re cattolico, costruttore e restauratore di chiese, Liutprando (712-744) incarna il momento di massima potenza politica del regno longobardo che, sfruttando i gravi contrasti che indebolivano l’Italia bizantina, lacerata dalla controversia iconoclasta, riuscì a estendere i possessi longobardi in Emilia, a prendere per breve tempo Ravenna e spingersi fino alle porte di Roma, riprendendo il controllo sui ducati ribelli di Spoleto e Benevento. Nel 742, a Terni, si riappacificò con il papato restituendo alcuni territori posti ai confini del ducato romano; essendo però riprese le ostilità contro i bizantini dell’esarcato, ricevette papa Zaccaria a Pavia per le trattative di pace, e morì poco dopo la partenza del pontefice. Amico dei franchi, che soccorse in Provenza nella guerra contro le milizie islamiche, introdusse una legislazione ispirata ai princìpi cristiani sancendo la definitiva conversione del suo popolo e fece trasportare a Pavia dalla Sardegna, minacciata dai saraceni, le reliquie di sant’Agostino.

Per maggiori informazioni visitare il sito internet dedicato.

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