Varese | 21 Marzo 2018

Salute e sicurezza in ordine di genere: aumenta l’occupazione femminile. Tutti i dati provinciali

Cifre presentate nel corso di questa mattina da Inail e Provincia. Al centro della conferenza anche i numeri relativi ad infortuni e malattie

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Salute e sicurezza in ottica di genere“: questo il titolo della conferenza stampa tenuta in mattinata a Varese da Inail e dalla consigliera di parità della Provincia, Luisa Cortese.

Al centro dell’attenzione i più recenti dati relativi all’occupazione femminile sul territorio, analizzati sulla base del rapporto statistico regionale e dell’incidenza di infortuni e malattie all’interno dell’attività lavorativa.

“I dati che presentiamo oggi pongono in evidenza come l’occupazione femminile nella nostra provincia e in Lombardia abbia segnato un leggero incremento – ha affermato Luisa Cortese -, offrendo inoltre una serie di spunti e riflessioni dai quali non si può prescindere quando si affrontano tematiche e progetti legati alla parità di genere“.

Concetto ripreso e sottolineato anche da Rossella Di Maggio, Assessore ai Servizi educativi di Varese, e da Santa Picone, Direttore di Inail: “In una società complessa come quella attuale il ruolo della donna e la conciliazione sono tematiche che meritano sempre più la giusta attenzione – ha dichiarato Picone -. Per questo i numeri presentati sono un punto di partenza su cui riflettere, ma anche uno strumento utile per poter dare risposte concrete“.

Il primo dato che emerge dall’analisi riguarda il tasso di occupazione femminile nel periodo 2015 – 2016 che ha raggiunto la sua stabilità intorno al 56%, registrando un piccolo aumento nel 2017 (59%). Una situazione incoraggiante per la provincia, nonostante rimanga sotto la media regionale (tra il 57% e il 58% nel biennio indicato).

La parentesi legata agli infortuni raccoglie 3.645 casi nel 2016, il 36% rispetto al totale dei casi denunciati all’Inail, perfettamente in linea con la media regionale e leggermente superiore al dato nazionale (35%). Il conteggio è poi proseguito con la verifica dei luoghi in cui gli infortuni si sono verificati: per il 73% dei casi sul posto di lavoro, per il 27% su strada, il che evidenzia per le donne la pericolosità del fattore “strada” in generale, dentro o fuori il contesto lavorativo. Con o senza mezzo di trasporto.

Per quanto concerne gli infortuni mortali, gli episodi denunciati in provincia nel 2016 sono 8. Di questi soltanto uno ha coinvolto una donna, in occasione di lavoro. Le cause sono da ricercare nelle mansioni svolte in gran parte dalle lavoratrici, impegnate nel ramo dei servizi, come personale domestico, in ambito sanitario e nei servizi sociali: settori che implicano frequenti spostamenti.  A tale proposito alcuni recenti studi hanno associato il pendolarismo a situazioni particolari all’interno del nucleo familiare, quali difficoltà nella gestione della casa, dei bambini e degli anziani. In termini di salute il forte stress accumulato dalla routine professionale può condurre a eventi come il divorzio e la separazione, così come a ripetuti disturbi del sonno. Problematiche che avrebbero un’incidenza maggiore sulle donne e sul loro livello di attenzione, anche per quanto riguarda gli spostamenti casa – lavoro. Altro elemento da tenere in considerazione: il maggiore utilizzo di autovetture piccole e meno sicure da parte delle lavoratrici.

Tutte queste variabili, come è emerso durante l’incontro, suggeriscono la necessità di sviluppare un più efficace approfondimento sui singoli casi mortali e sulle relative dinamiche, al fine di stabilire specifiche politiche di prevenzione indirizzate al genere ma anche all’età: la fascia che va dai 45 ai 54 anni risulta essere quella maggiormente coinvolta nei casi di infortuni al femminile, soprattutto per quanto riguarda i settori della sanità, dei servizi sociali e del commercio.

Sul fronte delle malattie professionali sono 266 i casi segnalati a Varese nel 2016, in lieve diminuzione rispetto ai 281 dell’anno precedente. Di questi, solo 53 casi riguardano le lavoratrici mentre 213 sono quelli associati ai lavoratori. La percentuale di denuncia per le donne è inoltre in linea con la media regionale (21%) e si concentra prevalentemente nel settore dell’industria e dei servizi (72%), dove la presenza delle donne stesse è più significativa.

Le principali patologie che hanno colpito lavoratrici e lavoratori nel 2016 sono legate in larga parte ai tessuti molli (tendiniti ed ernie discali) e al sistema nervoso, con la sindrome del tunnel carpale. Le due categorie unite rappresentano quasi il 76% delle denunce.

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