Poche sono le associazione che possono vantare l’anzianità dell’Unione Pescatori del Ceresio e ancora meno quelle che, nonostante lo scorrere degli anni, non hanno mai cessato di ritagliarsi un ruolo importante all’interno del contesto d’appartenenza, reinterpretandolo.
Nata nel 1925 con lo scopo di difendere gli interessi della categoria dei pescatori, infatti, l’Unione Pescatori del Ceresio ha saputo dapprima tutelare il vasto mondo della pesca, principale elemento di sussistenza e protagonista dell’economia locale, per giungere, oggi, ad assumere la finalità di tutela e valorizzazione della natura e dell’ecosistema del lago Ceresio. Accanto a queste attività, però, a ricoprire un ruolo di prim’ordine tra le iniziative portate avanti da questa realtà associativa vi è anche la conservazione ittiologica, finalizzata alla tutela del patrimonio ittico e faunistico con la promozione dell’allevamento e la riproduzione di pesci da immettere nelle acque del territorio. Attività che trova nella piscicoltura di Brusimpiano, la cui costruzione fu ultimata nel 1929, il suo cuore pulsante.
Oltre 700mila, infatti, gli avannotti di coregone provenienti dalla piscicoltura brusimpianese che, solo nelle ultime settimane, sono stati rilasciati nelle acque del Ceresio, grazie alla dedizione dei volontari che quotidianamente provvedono alla struttura e alla prosecuzione delle attività che vi dimorano. Un impianto che si avvale di moderne vasche che permettono ai pesci di completare tutte le fasi dello sviluppo, oltre che quelle interrate della capacità di 20 metri cubi d’acqua, nelle quali i pesci possono raggiungere lo stato adulto e divenire idonei alla riproduzione. Un processo a 360 gradi, dunque, quello che l’Unione Pescatori del Ceresio porta avanti annualmente per il ripopolamento ittico dei laghi, dei fiumi e dei torrenti dell’Alto Varesotto.
Ed è proprio la voce di questo gruppo che si alza a poche settimane dall’inizio del 2018, anno che appare lastricato di problemi relativi al sostentamento della struttura. “Noi come Unione Pescatori Ceresio, avendo smesso di incassare i contributi dalla Provincia nel 2016, abbiamo raschiato il barile dei nostri fondi nel 2017 per poter proseguire l’opera portata avanti in questi anni. Ora non abbiamo più soldi per poter continuare – spiega il presidente, Fiorenzo Previatello -. Siamo riusciti a superare l’anno passato, proseguendo il servizio reso alla provincia di Varese e sostenendone l’impegno senza aver ricevuto nessun contributo, il tutto grazie ad una buona amministrazione dell’associazione e ai comuni di Brusimpiano e Lavena Ponte Tresa che hanno tamponato alcune spese. In questo momento per poter proseguire dovremmo mettere mano alle nostre tasche, quelle personali, e non pensiamo di farlo”.
“Stiamo cercando di ottenere contributi tramite altri enti – conclude il presidente Previatello -, in particolar modo dall’Autorità di Bacino Lacuale, ma restiamo in attesa di risposte da parte delle autorità competenti dalle quali potrebbe dipendere il destino della struttura. Pur avendo sede a Brusimpiano, siamo a tutti gli effetti la ‘piscicoltura del Ceresio’ perché 1 milione e 500mila avannotti rilasciati nel lago vanno ovunque”.
Accanto al direttivo dell’associazione anche il sindaco di Brusimpiano, Fabio Zucconelli, che, mobilitatosi a seguito delle richieste pervenute, spiega come l’affidamento alla piscicoltura del servizio di riproduzione, incubazione e allevamento di specie ittiche, sia andato ad esaurirsi con il passaggio di competenze avvenuto tra Provincia e Regione. “Il problema che l’Unione Pescatori Ceresio ci ha sottoposto e che noi tutti abbiamo preso in mano con sindaci dei comuni rivieraschi – afferma il primo cittadino -, attiene ad una questione di carattere burocratico/normativo. In pratica Regione Lombardia non ha potuto da subito erogare quello che, nel frattempo, è diventato un contributo che, per sua natura, ha tutto un altro tipo di regolamentazione. Questo è il problema sostanziale con il quale l’associazione e noi ci troviamo oggi a fare i conti”.
Parallelamente alle opere per la salvaguardia del lago, delle rive e la conservazione ittiologica, fondamentale anche il ruolo didattico che il gruppo porta avanti con visite guidate all’interno della piscicoltura. “Crediamo che sia importante, soprattutto per le nuove generazioni, conoscere le caratteristiche e le peculiarità del territorio al quale appartengono – spiegano Albero Borroni e Luigi Corti -. Proprio per questo spesso abbiamo scolaresche in visita a cui illustriamo il nostro operato. Qui hanno la possibilità di vedere da vicino le diverse specie che dimorano nei nostri laghi, conoscerne le caratteristiche e, insieme, i delicati equilibri a cui la loro sopravvivenza è dovuta. Sviluppare la conoscenza del territorio e gli equilibri che ne permettono la conservazione, acquisire la capacità di relazionarsi col patrimonio da tutelare e conservare è, a nostro parere, basilare. Solo attribuendo il giusto valore a ciò che li circonda, i ragazzi potranno sviluppare stili di vita e comportamenti orientati ad una società sostenibile, capace di fare scelte consapevoli nel rispetto dell’ambiente e delle specie che vi dimorano”.
“L’attività di piscicoltura volontaria come quella svolta, con merito, qui a Brusimpiano o a Maccagno va sicuramente valorizzata proprio per l’importante ruolo anche a salvaguardia dei nostri laghi ed ambiente. Ho già predisposto il testo di una mozione che in mattinata ho condiviso con gli operatori e i volontari e che depositerò, se fossi rieletto, all’inizio della prossima legislatura consiliare”.
Queste le parole del consigliere regionale Luca Marsico, che è anche presidente della commissione ambiente e protezione civile, a margine della sua visita di oggi alla piscicoltura di Brusimpiano, paese in cui ha iniziato la sua attività politica e di cui è stato sindaco.
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