Luino | 9 Febbraio 2018

Luino, dipendente comunale rubava benzina. Accusato di peculato, si torna in aula a marzo

L’amministrazione si è costituita parte civile, in aula ieri la ricostruzione del sindaco. Danno economico pari a poco più di 1800 euro, 19 prelievi illeciti

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Particolare vicenda quella che riguarda un ex operaio della cooperativa che lavorava per il comune che, è accusato di aver fatto il pieno di benzina diverse volte, ben 19 illeciti, utilizzando le due tessere carburante del comune di Luino, a cui aveva accesso essendo all’epoca l’uomo, impiegato nella  della stessa amministrazione in qualità di “lavoratore occasionale accessorio”. A renderlo noto, in un articolo di oggi, il quotidiano Prealpina.

Per questi presunti rifornimenti “gratuiti”, ora l’uomo è chiamato a risponderne davanti al Tribunale di Varese, presso il collegio presieduto da Anna Azzena, a latere Valentina Maderna e Stefano Colombo, con la pubblica accusa rappresentata in aula dal pm Annalisa Palomba. L’uomo è accusato di peculato, vale a dire che si è appropriato in modo indebito di denaro o altro bene mobile appartenente ad altri, commessa da un pubblico ufficiale, o da un incaricato di pubblico servizio, che ne abbia il possesso in ragione del suo ufficio.

In base alla ricostruzione fatta dalla Procura, avrebbe causato un danno economico all’ente pari a poco più di 1.800 euro, tutti compiuti tra l’agosto e l’ottobre del 2014, quando l’addetto era impiegato nel magazzino comunale di via Bernardino Luini. Ebbene, in quel periodo, e in particolare in due distinti momenti, nella seconda metà di agosto e all’inizio di ottobre, avrebbe usato illecitamente le tessere, mettendo benzina nei serbatoi di veicoli che nulla avevano a che fare con l’Amministrazione luinese. E proprio quest’ultima si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Elisabetta Brusa.

Ieri mattina in Tribunale ha testimoniato il sindaco Andrea Pellicini, che ha confermato i primi sospetti avuti dagli uffici comunali scorrendo l’elenco dei rifornimenti, con un picco di cinque rifornimenti consecutivi, per un valore di oltre 700 euro, dalle 23 del 30 agosto alle tre di notte del 31, che difficilmente sarebbe potuto passare inosservato. In un caso – sempre stando alle contestazioni mosse dagli inquirenti – il “pieno” fu fatto addirittura in una stazione di servizio di Tortona, dove l’uomo non avrebbe avuto alcun motivo di essere per questioni di lavori.

La prossima udienza è fissata ora per il 14 marzo.

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