Nella serata del 2 febbraio, durante lo svolgimento dei previsti controlli amministrativi, presso vari locali pubblici del territorio luinese, insieme alla Polizia Amministrativa della Questura di Varese, alcuni agenti in borghese della Polizia Giudiziaria di Luino hanno notato una vettura con a bordo diversi individui aggirarsi, con fare sospetto, lungo via Asmara. I poliziotti hanno così deciso di procedere al controllo del mezzo e degli occupanti.
Dopo aver intimato l’alt al conducente, nel momento di identificare gli occupanti, uno dei passeggeri, seduto nel sedile posteriore della vettura, è sceso dall’auto e, dopo aver strattonato uno degli agenti, si è dato alla fuga. Immediatamente, però, è stato inseguito da uno dei poliziotti. Il ragazzo, un 22enne di nazionalità marocchina, dopo aver corso centinaia di metri, per tentare ad ogni costo di sfuggire al controllo, non ha esitato a gettarsi nel fiume Tresa, tentando di attraversarlo a nuoto, per raggiungere la sponda opposta e proseguire la fuga.
Al giovane è andata male, non riuscendo nell’impresa a causa della gelida temperatura delle acque e del peso dei vestiti bagnati, e ha desistito nel suo piano verso la fuga. Così non ha potuto far altro che seguire i consigli dei poliziotti che lo hanno invitato a tornare a riva, riuscendo finalmente a recuperarlo.
Dopo esser stato asciugato ed aver ricevuto dei nuovi indumenti, il ragazzo è stato affidato alle cure mediche del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Luino. Una volta dimesso e finalmente identificato, però, è emersa l’irregolarità del soggetto, in quanto già respinto dall’Italia nel 2014 per ingresso irregolare sul territorio nazionale. A partire da quel momento gli erano stati notificati altri diversi decreti di espulsione ed ordini del Questore ad uscire dallo stato, tutti inottemperati.
Lo straniero, così, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per resistenza a Pubblico Ufficiale e per violazione della normativa sugli extracomunitari.
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