Amato per il brivido del rischio, odiato per la prigione in cui è in grado di mutare le vite di coloro che cadono nella sua tela, il gioco d’azzardo è qualcosa che da sempre è in grado di esercitare fascino sull’uomo. La sua capacità di far credere di essere alle redini del comando, avvolgendo persone di ogni età ed estrazione sociale, nel manto del ripetuto tintinnio delle macchinette, è una delle sue armi più insidiose.
Subdolo, poco visibile e spesso non tenuto nella dovuta considerazione, il gioco d’azzardo è un vizio che divora le sue vittime nel lento scorrere delle giornate, pezzo dopo pezzo, partendo dalle cose materiali e arrivando a lacerarne l’anima. Un’ovvietà che però non ne ferma la diffusione a macchia d’olio che continua inesorabilmente a mietere vittime. Complice della sua diffusione, la visione del gioco come un’innocua fuga dalla realtà che non lascia scorgere la pericolosità della dipendenza che vi si annida. Il gioco d’azzardo è, inoltre, una realtà in forte espansione e la crisi economica, insieme alla mancanza di prospettive, hanno aumentato il ricorso a questa attività, che è diventata patologica a più livelli, arrivando persino ad toccare la fascia dei giovanissimi per via della facilità di accesso ai siti internet dedicati.
Un continuum, quello su cui si pone il giocatore compulsivo, che conta diverse tappe dai confini spesso sfumati che vanno dal gioco occasionale, al gioco abituale, al gioco a rischio fino al gioco compulsivo. Lontano dall’essere un’innocua fuga dalla realtà l’impulso per il gioco arriva a caratterizzarsi come un bisogno incontrollabile, al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità, parziale o totale, di ricorrere al pensiero logico-riflessivo. Una vera e propria patologia che si serve dell’autoinganno per esercitare una sorta di controllo del senso di colpa e proseguendo l’alimentazione di quel circolo autodistruttivo per il quale se il giocatore perde, giustifica la propria insistenza con il tentativo di rifarsi. Il medesimo meccanismo è però applicabile anche alle vincite che denotano una “giornata fortunata” della quale “è necessario approfittare”.
Una vera e propria gabbia fatta di schiavitù, ossessione, ripetitività le cui sbarre possono, però, essere abbattute una dopo l’altra con l’aiuto di chi questo cammino di rinascita lo ha già percorso. Molte sono, infatti, le realtà diffuse sul nostro territorio dell’Alto Varesotto e lontane da ogni logica politica, che mettono quotidianamente al centro delle loro attività coloro che di questa antagonistica spirale sono entrati a fare parte.
Tra esse il “Gruppo di Auto Aiuto Varese” che, attraverso la costruzione di una salda rete radicata nella nostra zona, avvalendosi del supporto del SerT , i servizi pubblici del Sistema Sanitario Nazionale dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione dalle dipendenze, quotidianamente affiancano i giocatori patologici fornendogli, nel più assoluto anonimato, gli strumenti per contrastare questa distruttiva dipendenza.
“Le persone che si rivolgono a noi devono soltanto avere il desiderio di smettere di giocare – spiegano i membri del gruppo -. Il nostro scopo è mostrare al giocatore compulsivo, che chiede aiuto, come può aiutare se stesso. Il principio fondamentale è la consapevolezza che persone con gli stessi problemi possono essere di aiuto e di esempio l’uno per l’altro e l’aiuto offerto è efficace solo se richiesto e accettato con mente aperta dai nuovi arrivati. Lo strumento principale con cui offriamo il nostro aiuto sono le ‘Riunioni di Gruppo’, dove uomini e donne mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune, aiutando così gli altri a recuperarsi dal gioco compulsivo. Questo, a distanza di anni, risulta essere, a opinione di psicologi ed esperti del settore, il metodo più efficace che permette di uscire totalmente dalla malattia del gioco compulsivo. Tutti i giocatori compulsivi che hanno frequentato le nostre riunioni sono riusciti ad alleviare la loro ossessione verso il gioco d’azzardo, rendendosi conto che continuando a frequentarci migliorano la loro vita giorno dopo giorno. Tra di noi vige l’anonimato fondamentale per mantenere l’unità all’interno del nostro Gruppo. Il tutto si svolge in forma completamente gratuita”.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a tutti i contatti che il Gruppo di Auto Aiuto Varese mette a disposizione come il numero di telefono 327-6655120, la mail gruppodiautoaiuto@libero.it e i molti strumenti attraverso i quali questa realtà ha scelto di farsi conoscere sul territorio come la pagina Facebook e il sito web dedicati.
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