Sono stati 443 i comuni lombardi, corrispondenti al 75% della popolazione regionale, ad aver aderito alla norma “nidi gratis”, un’agevolazione tariffaria per servizi di prima infanzia, destinata a famiglie in possesso dei relativi requisiti. Per la misura, messa in campo da Regione Lombardia e rifinanziata fino a luglio 2018, hanno fatto domande oltre 15 mila famiglie, due mila in più rispetto allo scorso anno.
“Il risultato è ottimo, ma non ci fermiamo“. Con queste parole Francesca Brianza, assessore al reddito di autonomia e inclusione sociale, ha commentato il dato. “Grazie al contributo di Regione Lombardia, la rata pagata dalle famiglie lombarde viene azzerata, consentendo la frequenza dei figli nei nidi pubblici o privati convenzionati”. Entrando nel particolare, “nella maggioranza dei casi i genitori che hanno presentato domanda sono cittadini italiani (oltre l’80%) mentre quelli stranieri – che comunque devono risiedere in Lombardia da almeno 5 anni – sono il 18%, in calo rispetto allo scorso anno (20%)”.
L’intenzione è quella di “estendere ulteriormente la misura per dare l’opportunità al maggior numero possibile di famiglie di godere di questo beneficio”, ha aggiunto l’assessore, con la convinzione di poter “completare il grande lavoro iniziati nel prossimo mandato”.
“Dare alle famiglie lombarde la possibilità di mandare i figli all’asilo gratuitamente – ha dichiarato Brianza – è diventata una missione sulla quale abbiamo dedicato moltissimo lavoro e risorse. Crediamo infatti fortemente che questo aiuto sia indispensabile per aumentare la qualità della vita all’interno della famiglia e per permettere una piena e concreta realizzazione soprattutto per la donna”.
“Nel corso di questi ultimi due anni – ha voluto puntualizzare l’assessore – abbiamo stanziato risorse per circa 64 milioni di euro: una cifra molto importante se paragonata a quella del Governo che ha messo sul piatto solo 144 milioni per tutto il territorio nazionale”. Tutto questo dimostra “la serietà del nostro operato e la centralità di questa misura nel programma regionale di sostegno della persona”.
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