Varese | 28 dicembre 2017

Varese, Industria 4.0: “La formazione non rimanga una opportunità solo per le grandi imprese”

Così si è espresso Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese, in merito al processo introdotto dalla manovra di Bilancio 2018

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Formazione 4.0: come? quando? e, soprattutto, per chi? “La legge di Bilancio 2018 va nella direzione da noi più volte auspicata e affianca in modo attivo gli incentivi per l’acquisto di macchinari o la digitalizzazione dei processi produttivi a un credito d’imposta finalizzato ad accrescere il tasso di conoscenza di tutto ciò che è, oggi, Industria 4.0”: così Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, in merito alla “formazione 4.0”, il provvedimento introdotto nella manovra approvata in via definitiva il 23 dicembre che dovrebbe imprimere il cambio di passo auspicato dal Mise in chiave di “Impresa 4.0”.

“Aumentare il grado di consapevolezza nel merito di ciò che è, e sarà, la rivoluzione alla quale assistiamo significa mettere gli imprenditori nella condizione di operare scelte d’acquisto più consapevoli e di pianificare una reale trasformazione del ciclo produttivo, garantendo al contempo ai loro collaboratori la possibilità di essere parte attiva di questa trasformazione – prosegue Galli –, restano tuttavia alcuni punti non chiari e sui quali speriamo che intervenga l’atteso decreto attuativo“. Decreto che dovrebbe essere emanato entro il 31 marzo 2018, “e speriamo che i tempi, anche in considerazione delle scadenze elettorali di marzo, non subiscano dilazioni, per non inficiare l’efficacia immediata dell’intervento e per dare alle imprese le indicazioni utili per orientarsi su corsi e centri formativi qualificati“.

L’altro capitolo sul quale “riteniamo necessari dei chiarimenti è la possibilità di estendere l’accesso alla formazione anche ai titolari d’impresa, oltre che ai loro dipendenti – aggiunge Davide Galli –, perché, soprattutto nelle piccole e medie imprese, il titolare opera, ogni giorno, accanto ai propri collaboratori”. Anzi, “non sarebbe da escludere, in un contesto come questo, la revisione complessiva della formazione richiesta alle imprese – anche la formazione obbligatoria, purché sostenuta da adeguati incentivi – per avvicinarla alle novità introdotte da I4.0 nei processi produttivi e alla quotidianità dei rapporti tra uomo e robot“.

La nuova formazione 4.0, stando alla manovra di Bilancio, consiste in un credito d’imposta (importo massimo: 300mila euro) pari al 40% del costo aziendale del personale dipendente (retribuzione e contributi a carico del datore) sostenuto durante le lezioni 4.0 effettuate nel 2018. E prevede che le medesime attività formative siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

La formula del credito d’imposta, positivo nella sostanza, potrebbe però nel merito essere un ostacolo per le aziende più piccole, alle quali risulta più semplice e meno oneroso l’accesso a iper e super ammortamento, con la conseguenza di alimentare l’acquisto di macchinari senza il parallelo iter formativo”. Il rischio da evitare, insomma, è quello “di favorire le aziende strutturate a dispetto delle Pmi, di per sé più esposte al rischio di non sfruttare a pieno le novità introdotte da Impresa 4.0″ conclude il presidente di Confartigianato.

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