“Liberi e Uguali” è un progetto politico nato la scorsa domenica a Roma con Piero Grasso, Presidente del Senato, che ha nel proprio DNA la Costituzione e “l’idea dell’antifascismo come vera e propria religione civile del Paese”, citando una frase di Piero Calamandrei.
Per questo motivo appare scontata la partecipazione militante alla manifestazione di Como che si terrà sabato 9 dicembre. “L’intimidazione squadrista avvenuta lo scorso 28 novembre contro i volontari della rete ‘Como senza Frontiere’ è purtroppo soltanto uno dei tanti, troppi segnali (da Castiglione delle Stiviere al Quartiere Ortica di Milano) di un rigurgito fascista che è incompatibile con la nostra democrazia” si legge nel comunicato. L’Italia “non può essere – come vorrebbe qualcuno – il luogo dove è tutto possibile, il paese dei balocchi in cui negare la Shoah o appendere una bandiera nazista in una caserma dei Carabinieri. È una Repubblica anti-fascista, nata dalla guerra di Liberazione e con una Costituzione che esclude la formazione dell’estrema destra fascista e la loro ideologia”.
Per proseguire sull’onta della democrazia si dovrebbero sciogliere le organizzazioni neofasciste ed “educare tutti ai valori della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia”. Un compito che deve essere svolto dalla politica e che “la cittadinanza democratica già assolve onorevolmente” attraverso attività come “quella di ‘Como senza Frontiere’” ma anche “la solidarietà e la tutela verso i migranti che giungono nei nostri territori e la lotta politica contro leggi repressive e liberticide” nei loro confronti, “come il pacchetto Minniti.
“Noi siamo tra loro, con loro. Oggi ancora di più.”
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