Castellanza | 2 Dicembre 2017

Alla LIUC “Storie di ordinaria economia”, quando l’etica diventa modello d’impresa

Martedì un incontro pomeridiano per parlare del saggio scritto dal professor Folador, docente della LIUC Business School, e pubblicato lo scorso novembre

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“Noi non viviamo in un’epoca di cambiamento ma in un cambio di epoca”. Parole scritte da Jan Rotmans, che ci ricordano come spesso in questi momenti alcune minoranze creative hanno generato riflessioni e modelli innovativi, dando un senso al proprio lavoro e coltivando un futuro migliore. Sono storie di persone competenti e coraggiose che cercano di portare avanti nuovi modelli di impresa che il mondo economico comincia a studiare, in cui si presta attenzione alla persona e alla conciliazione nella sua vita di famiglia e lavoro.

Sono questi i protagonisti del libro “Storie di ordinaria economia. L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti”, in libreria dallo scorso 2 novembre. Edito da Guerini Next, il volume è stato realizzato da Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School che propone corsi di formazione per creare una cultura e una strategia di business in cui il punto di partenza sia sempre la centralità dell’individuo e la relazione tra le persone.

Del saggio si parlerà martedì 5 dicembre, dalle ore 17, alla LIUC – Università Cattaneo, con la partecipazione di Ruggero Frecchiami, Direttore generale del Gruppo Assimoco, già Sottosegretario all’Economia; Luciano Cimmino, Presidente di Pianoforte Holding e con Padre Natale Brescianini, monaco Benedettino Camaldolese, le cui realtà fanno parte del libro del professor Folador.

Il libro raccoglie le testimonianze di 24 imprese di medie e grandi dimensioni o realtà particolari che stanno facendo risultati importanti in Italia e nel mondo, e dei protagonisti che le animano. In queste storie emerge, innanzitutto, una predisposizione a guidare l’azienda gradualmente, a tratti quasi rallentando, con una long view e in controtendenza rispetto ai ritmi pressanti del cambiamento. Si tratta di aziende che hanno deciso di mettere a bilancio il benessere del loro capitale umano e la loro capacità di agire socialmente sul territorio in cui operano.

Sono i racconti di Add Value, AIDDA, Arimondo, Assimoco, Banca Etica, Basf, Call&Call, Cemon, Civitas Vitae,  Cooperativa sociale Ai Rucc, Eurospin, GOEL, Gruppo Teddy, Gulliver, Loccioni, Manital, Nau, Ospedale di Locarno, Pedrollo, Phonetica, Sacchi, Yamamay. Ad essi si aggiungono le realtà culturali e sportive dell’Orchestra Sinfonica Rossini e l’esperienza del Rugby Parabiago.

“Nelle storie di questo libro la gran parte delle persone intervistate hanno ribadito come ciò che li ispira nel lavoro quotidiano sia soprattutto il gusto di costruire un progetto che vada oltre il presente e di realizzare un’impresa che trascenda se stessa per porsi al servizio di un bene più grande”, ha affermato l’autore Massimo Folador. “E’ il vivere l’impresa come un progetto sociale, che ci riporta alla capacità che i Monaci Benedettini hanno avuto nei secoli di fare impresa.”

Folador, che si occupa di processi di cambiamento culturale ed organizzativo in alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane, prosegue con questo volume un antico e sempre vivo progetto di approfondimento e diffusione dei temi legati all’etica del lavoro. Di grande interesse saranno, inoltre, i risultati della ricerca sul “capitale spirituale”, al momento in fase di sviluppo.

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