Luino | 17 Novembre 2017

“Dei suoi tesori”, domani alla scoperta dei beni culturali ecclesiastici nelle parrocchie di Luino

Il progetto verte a realizzare un inventario capillare del patrimonio ecclesiastico mobile superando il mero criterio di “valore storico ed artistico

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Si terrà domani, presso la sala consiliare del Comune di Luino a partire dalle ore 10, l’evento “Dei suoi tesori”, riguardante il censimento dei beni culturali ecclesiastici nelle parrocchie di Luino. Di questa manifestazione si è occupata ieri anche la Radio Vaticana con una diretta durante il programma di carattere culturale Tredici Tredici condotto da Lucas Duran e da Monia Parente che hanno intervistato Simona Ronchi, assessore alla Cultura della Comunità Montana Valli del Verbano e consigliere del Comune di Luino.

Il censimento dei beni culturali ecclesiastici delle parrocchie di Luino, Colmegna, Creva, Motte e Voldomino è stato realizzato grazie al contributo del comune di Luino, della Comunità Montana Valli del Verbano, della Parrocchia di Luino e dell’Università Popolare, in qualità di capofila, di un progetto sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto. Il coordinamento ecclesiastico per le cinque unità parrocchiali interessate (Luino, Colmegna, Creva, Motte e Voldomino) è stato seguito dalla Curia di Milano, per la parte tecnica e amministrativa, e da S. E. Mons. Franco Agnesi, Vicario Episcopale della Zona 2, diretto responsabile e referente ecclesiastico, presente domattina con l’architetto capo ufficio beni culturali della Diocesi di Milano Carlo Capponi.

Durante l’incontro, moderato dalla storica e critica dell’arte Chiara Gatti, sarà presente il sindaco di Luino Andrea Pellicini, il consigliere della Fondazione Comunitaria del Varesotto Giorgio Gaspari, il vicepresidente della Fondazione Unione Banche Italiane per Varese, Luigi Jemoli, la Direzione Territoriale Varese nord di UBI Banca Spa, con Loris Leonardo Velati, e il Decano di Luino Don Sergio Zambenetti.

Il ruolo di capofila è stato assunto dall’associazione culturale Università Popolare di Luino. Gli storici Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella domani renderanno noti i risultati della loro accurata ricerca.

L’assessore Ronchi, che ha informato di come il progetto di Censimento dei beni culturali ecclesiastici della prepositura di Luino, ha inteso fornire un primo strumento per definire alcune risposte a domande latenti di fruizione dei beni culturali presenti sul territorio, ma privi di un sistema di conoscenza interconnessa che è alla base di un possibile piano di valorizzazione e sviluppo. L’assessore, inoltre, ha messo in luce la valenza sociale del progetto: il patrimonio di dati accumulati, e messi a disposizione della collettività (nei limiti richiesti da ovvie necessità di tutela), infatti, permette di attivare in futuro politiche coordinate tra i medesimi enti e soggetti che hanno sostenuto il progetto di censimento, tra questi e gli istituti pubblici di vigilanza sul patrimonio culturale (Soprintendenze), tra questi e diversi soggetti privati e così via, allo scopo di allestire programmi di divulgazione e/o campagne di approfondimento scientifico in grado di accrescere le potenzialità del territorio anche sotto il profilo turistico. Tale interconnessione con altri programmi di rilancio sarà fondamentale per pianificare il turismo religioso e culturale.

Gli obiettivi del progetto CeiOA (CEI, UNBCE, piano di censimento delle opere d’arte) vertono a realizzare un inventario capillare del patrimonio ecclesiastico mobile superando il mero criterio di “valore storico ed artistico” per esaltare, al contrario, la testimonianza storica, artistica, documentale e devozionale nella sua complessità.

Entro questa piattaforma organizzativa e scientifica, il Censimento dei beni culturali ecclesiastici della Prepositura di Luino si gioverà, innanzi tutto, della suite di strumenti informatici che l’UNBCE mette a disposizione degli enti ecclesiastici, diocesani e non, per la realizzazione dell’inventario, il suo aggiornamento e la fruibilità nei confronti degli enti conservatori.

Tale strumento informatico, per sua natura, è dunque garante della metodologia scientifica del rilievo e dell’archiviazione dei dati, sino al riversamento dei dati nel Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC) del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali (MiBAC) con cui il CeiOA è coordinato.

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