Luino | 12 Novembre 2017

Luino, Betty Colombo legge “L’amore rubato” di Dacia Maraini

Lavorare sulla cultura, educando al rispetto dall'infanzia. Bisogna far capire che non si può possedere nessuno e che l’amore non giustifica il possesso

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Durante la serata dedicata al tema della violenza sulla donna dal titolo “Ti amo da morire”, organizzata lo scorso 11 novembre dall’Assessorato ai Servizi Sociali di Luino, è intervenuta anche l’attrice Betty Colombo, che da oltre due decenni collabora con il Comune di Luino in progetti didattici ed educativi per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito della Legge 285/97 . Di grande impatto emotivo è stata la sua lettura scenica tratta da un testo di Dacia Maraini, “L’amore rubato”, che raccoglie otto racconti ispirati a fatti realmente accaduti.

Ecco dunque dipanarsi la storia di un amore malato, quello fra Angela e Gesuino, in un’escalation di pathos che, dal ricordo dei primi momenti idilliaci, a poco a poco diventa la testimonianza un incubo, che solo per una felice intuizione della vittima, non sfocia in uno dei tanti, troppi femminicidi che occupano le pagine dei giornali e aprono i TG delle varie emittenti televisive.

La stessa Maraini, in una recente intervista, ha dipinto il quadro impietoso della situazione: C’è un acutizzarsi della violenza sessuale. Lo stupro è un’arma di guerra inventata dagli uomini: gli animali non stuprano. È un atto di umiliazione e di sopraffazione sulle donne del nemico. Quando una società è gerarchicamente organizzata in modo chiaro, gli stupri si riducono. Di stupri invece è piena la società: al cinema, nei fumetti. Quando le donne diventano autonome, scatta questo atto di guerra, che non è guerra fra uomini e donne, ma tra due forme di cultura diverse”. E nella rielaborazione di Betty Colombo è ben rappresentato ciò che di solito accade in questi rapporti di coppia: la donna che subisce maltrattamenti e violenze di solito non si rende conto della situazione e rifiuta di vedere il lato nascosto del suo compagno, “la parte oscura di un’educazione, modelli culturali ormai entrati in profondità, che portano gli uomini a pensare di possedere la donna che amano”.

Uomini dalla doppia personalità, dunque, che, mentre agli occhi della gente sembrano gentili, educati, amanti affettuosi e genitori premurosi, tra le mura domestiche di trasformano in aguzzini. “È una realtà che ho potuto constatare studiando diversi casi. – scrive Dacia Maraini – Spesso la vittima non viene creduta perché il suo carnefice mostra all’esterno un aspetto talmente ben costruito che risulta difficile convincersi che possa essere una persona violenta. Penso che la doppiezza di questi uomini nasca da un totale rifiuto del cambiamento. Non riescono ad accettare la volontà di autonomia delle donne, la loro emancipazione”.

In questi ultimi anni l’uomo ha dunque perso il controllo sulla sua compagna, che non è più madre e angelo del focolare. “Le persone dovrebbero essere educate al rispetto dell’altro fin dall’infanzia – ammonisce la scrittrice – Oggi c’è una nuova misoginia che viene dalla televisione, dalla pubblicità, dai fumetti, dove c’è un’idea predatoria nei confronti della donna, basata sull’uso della prepotenza, che insegna ai maschi a essere dei cacciatori. È un’idea terribile, soprattutto quando viene trasmessa ai bambini. I ragazzi si identificano con questi soggetti. Certe volte si pensa che i giovani siano diversi, ma non è vero”.

Ecco perché bisogna lavorare sulla cultura, educando al rispetto fin dalla primissima infanzia, perché bisogna far capire che “non si può possedere nessuno e che l’amore non giustifica il possesso”.

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