Agra | 20 ottobre 2017

RSA Agra, Caprara: “Il 30 ottobre chiusura definitiva. Invito i familiari a portar via gli ospiti”

Un'altra lettera è quella affissa presso la casa di riposo da parte dell'amministratore unico: "Il 16 novembre le ambulanze porteranno via gli anziani rimasti"

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Una grande tristezza è quella che, ieri pomeriggio, i tanti familiari degli ospiti e dipendenti della casa di riposo di Agra hanno provato leggendo le parole della lettera che è stata affissa nella bacheca all’entrata, scritta dal signor Gianni Caprara, amministratore unico della “Sant’Ambrogio Servizi srl”. La missiva è stata inviata agli ospiti, ai loro familiari, al presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, al direttore generale dell’ATS Insubria, Paola Lattuada, al direttore sociale, Lucas Gutierrez, al sindaco di Agra, Ernesto Griggio, e, infine, alla coperativa che gestiva la RSA Vanda Albertini.

“Come sapete – si legge nella lettera firmata da Caprarail giorno 30 di ottobre la RSA Albertini Vanda chiude. Tutti voi avete ricevuto la lettera di disdetta contrattuale con le motivazioni di una tale scelta obbligata. Abbiamo però notato che solo pochi ospiti ad oggi hanno provveduto a trovare soluzioni alternative; forse confidando nel buon senso di chi ci governa, infatti, molto hanno sperato che la situazione potesse normalizzarsi. Purtroppo non è così e vi sollecitiamo ad adottare i comportamenti conseguenti”.

A qualsiasi ospite ancora presente in struttura dopo il 30 ottobre applicheremo una retta di 120 euro al giorno – continua Caprara -, fino ad un massimo di 15 giorni. Il giorno 16 novembre incaricheremo le autoambulanze di riportare gli anziani ancora presenti ai loro domicili o agli uffici del comune di provenienza. Per eventuale assistenza vogliate contattare direttamente la Direzione Sociale della ATS Insubria di Varese che non mancherà di segnalarvi le soluzioni alternative che certamente non avranno mancato di predisporre”.

Caprara, poi, conferma le dure critiche nei confronti della politica, a qualsiasi livello. “In questi ultimi giorni alcuni personaggi, di diverso colore politico, hanno cercato un po’ visibilità sui giornali locali simulando interesse per la nostra vicenda. Come era largamente prevedibile si è trattato di inutili passerelle che non hanno concretamente portato a nulla. Anche l’iniziativa del signor Turci, di portare l’istanza dei lavoratori all’attenzione dell’assessore alla Sanità Gallera, si è conclusa con un nulla di fatto. La contrattualizzazione della RSA di Agra risulta impossibile per la mancanza di fondi. Ne abbiamo preso atto”.

Caprara a questo punto, nella sua missiva inviata, precisa alcune questioni. In primis l’aspetto economico con dettagli su contrattualizzazione, debiti passati e l’offerta “avanzata all’assessore regionale, la quale non è stata neppure degnata di una risposta”. Caprara poi torna sulla famosa cena, tanto discussa in queste ultime settimane, dal momento in cui è nato il caso della RSA di Agra. Qui avrebbe denunciato, ai commensali, uno spreco di denaro pubblico riguardante il settore sanitario lombardo.

“Con questi interlocutori – conclude Caprara – non si va da nessuna parte e la RSA Vanda Albertini, la migliore sul territorio, chiude”.

Dal canto suo, invece, il direttore della struttura, Fausto Turci, che in queste settimane sta facendo di tutto per trovare possibili soluzioni al fine di scongiurare la chiusura della casa di riposo si dice “dispiaciuto e rammaricato. Fino al giorno in cui la RSA sarà aperta continuerò a battere strade diverse per non chiudere e permettere ai nostri sessanta ospiti di continuare ad essere curati dai cinquanta dipendenti che abbiamo. Ci proverò fino all’ultimo”.

Se da una parte Caprara chiude ad ogni possibile futuro della casa di riposo, dall’altra c’è il direttore Turci che non ha ancora perso le speranze. I tempi sono stretti e le possibilità di mantenere aperta la casa di riposo sono residue. Ma come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire.

Per approfondire sul caso della RSA di Agra, cliccare qui.

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