Porto Valtravaglia | 2 Settembre 2017

Danilo Filius, il 97enne eroe vivente premiato a Porto Valtravaglia

L’ANPI provinciale, nella persona della presidente Ester De Tomasi, ha consegnato a "Bob" la tessera "honoris causa dei Partigiani d’Italia"

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(L’Eco del Varesotto) Con una semplice, ma significativa cerimonia, svoltasi direttamente nell’abitazione dell’interessato, l’ANPI provinciale, nella persona della presidente Ester De Tomasi, ha consegnato la tessera “honoris causa dei Partigiani d’Italia” a Danilo Filius, classe 1920, con il nome di battaglia “Bob”.

Il combattente partigiano dall’alto dei suoi 97 anni, portati magnificamente, con la sua signora Esterina Isabella ha ricevuto una delegazione dell’Associazione Provinciale e della Sezione Luinese guidata dal neo presidente, professor Emilio Rossi e del sindaco di Porto Valtravaglia Adriano Giacobazzi, assieme agli storici della Resistenza Giovanni Petrotta e Carlo Banfi.  Il festeggiato ha intrattenuto il qualificato auditorio con alcune rievocazioni di episodi da lui vissuti in prima persona, durante quel travagliato momento storico.

Danilo Filius era risalito dalla città di Gela, in Sicilia, fino a Novara, con l’esercito tedesco, essendosi arruolato nel 1940 nel I° Reggimento Carristi di Vercelli, che sembrava destinato ad una spedizione militare in Africa, ma che all’ultimo momento dovette accamparsi a Caltagirone, alla periferia della città in un aranceto di proprietà di un barone locale. I soldati italiani, essendo giocoforza “alleati” con i tedeschi, marciavano al seguito delle milizie teutoniche della Wehrmacht, bersagliate dal mare dall’aviazione americana che, sparando sulle pareti rocciose dell’Etna, cercavano di interrompere la percorribilità della strada litoranea. Giunti a Messina, per motivi precauzionali, i soldati italiani vennero disarmati dai tedeschi e costretti a salire su zatteroni di fortuna per raggiungere l’imbarco per Villa San Giovanni.

Ma, ben presto, i nostri soldati si resero conto che i tedeschi, ormai incalzati dalle truppe anglo-americane, li avevano abbandonati al loro destino. A questo punto cercarono di far rientro al loro Battaglione nella lontanissima Vercelli. Ci riuscirono dopo lunghe peripezie risalendo tutta la penisola passando per Roma, dove poterono salire sui convogli militari diretti al Nord. Per il nostro Danilo, dopo l’8 settembre, inizia il lungo periodo della lotta partigiana nelle vallate del Luinese, tra il Monte San Michele e il San Martino per giungere fino a Silvera, località sopra Meina ed estendendo la sua azione in tutto l’Alto e Basso Vergante.

La sua odissea partigiana è perfettamente descritta nel libro “Voci dalla Seconda Guerra Mondiale” scritto da un gruppo di storici, studiosi e testimoni, su incarico dell’ANPI di Luino. Il periodo bellico, per il nostro Bob, si conclude il 24 aprile 1945. Così si legge sul libro: “Il partigiano Bob fu uno dei primi ad entrare in Milano. Dall’alto degli edifici c’erano ancora fascisti che sparavano all’impazzata sui partigiani. Danilo ricorda con grande commozione la memorabile sfilata attraverso le vie della città. Durante il discorso di Cino Moscatelli, Commissario politico del raggruppamento delle Divisioni Garibaldine della Valsesia-Ossola-Cusio-Verbano, era seduto proprio sulla sua autoblindo. A Novara, in seguito, si costituì un corpo di polizia ausiliaria di cui Danilo fece parte col grado di maresciallo, anche se prima aveva conseguito il grado di sottotenente. Prestò servizio fino al 30 novembre 1946. Congedatosi, nel 1948, potè finalmente coronare un lungo sogno d’amore, sposando Esterina Isabella che aveva conosciuto quando lei aveva solo 14 anni e lui 18. Un amore adamantino che si è consolidato negli anni con la nascita delle due figlie Patrizia e Tiziana”.

Ora Esterina e Danilo hanno celebrato il loro 69° anniversario di matrimonio, circondati dalle figlie, dai generi, dai nipoti e, perfino, dalla pronipote Angelica.

Prima di congedarci, il mitico Bob ci invita, con la sua fluente parlata, con tante espressioni in puro dialetto delle nostre Valli, ad andarlo a ritrovare presto perché il grande eroico combattente per la libertà, della nostra cara Italia, è certo che raggiungerà il traguardo dei cento anni. Niente potrà fermarlo perché è sempre pronto a ritornare alla macchia per la sua Patria se avesse ancora bisogno di lui.

Grazie Danilo, di eroi come te, purtroppo, si sta perdendo lo stampo ma i tuoi ideali rimarranno immutati nel tempo e a noi resta il compito arduo di tramandarli alle nuove generazioni. Una promessa: al compimento dei tuoi cent’anni, noi saremo lì ancora a tributarti gli onori che meriti.

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