Maccagno con Pino e Veddasca | 30 Agosto 2017

“Six Sites Another Landscape”, gli occhi del mondo rileggono Maccagno e dintorni

Idee, sogni e sguardi differenti per rileggere il territorio: ecco i progetti nati dalla densa settimana trascorsa dagli studenti di Taiwan sulle rive del lago Maggiore

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Un progetto dal respiro internazionale quello che ha preso vita, a partire dallo scorso 19 agosto, a Maccagno con Pino e Veddasca, e del quale nella giornata di lunedì si sono tenute le battute conclusive. Un workshop che ha permesso di delineare uno sguardo differente, quello di 20 studenti provenienti da tutto il mondo, per posarsi sul territorio che sorge sulle sponde del lago Maggiore.

Nuove prospettive che, portando con sé differenti sensazioni ed interpretazioni, fossero in grado di generare nuove idee: questo ciò che attraverso il progetto “Six Sites Another Landscape” si voleva emergesse nella realtà del paesino lacustre. Ad accogliere i progetti di questi studenti, che nell’arco della settimana hanno studiato le particolarità e i punti strategici del contesto nel quale si sono trovati a lavorare, presso l’Auditorium di via Pietro Valsecchi, il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, il Prosindaco di Veddasca Nicola Marinello, il consigliere regionale Paolo Bertocchi e l’Onorevole Angelo Senaldi. Tra gli ospiti del pomeriggio di ieri, poi, anche l’Ambasciatore Javier Ching-shan HOU, politico e diplomatico di lungo corso che ha voluto personalmente intervenire per testimoniare l’attenzione del Governo del Paese asiatico verso le nuove forme di collaborazione con l’Occidente. A supportare e ad affiancare gli studenti in quest’ultima tappa del progetto, poi, il professor Alessandro Martinelli che ha personalmente seguito lo sviluppo dello stesso oltre ad esserne uno dei promotori.

Tanti i progetti che gli studenti hanno illustrato al pubblico presente in sala che ha potuto ammirare i lavori che la creatività di questi ragazzi ha saputo produrre. Una serie di visioni capaci di guardare dettagliatamente ad un ambiente totalmente estraneo e di immaginare per esso una serie di conformazioni differenti per valorizzarlo al meglio.

Ad introdurre la presentazione degli elaborati è stato proprio il sindaco Fabio Passera che si è detto onorato per aver ospitato un’esperienza di tale portata: “Crediamo che iniziative di questo tipo siano importanti in quanto sono in grado di allargare lo sguardo rispetto a quelle che sono le potenzialità e le esigenze del nostro Paese, ovvero l’Italia, di cui noi costituiamo una piccola parte. Siamo orgogliosi di rappresentarlo in un gesto di amicizia e di vicinanza. Inizialmente ho guardato con molto stupore a questa iniziativa e, invece, giorno dopo giorno, lavorando insieme ho capito quanto si poteva fare. Oggi sento di voler rimarcare l’importanza di questo progetto nato grazie a Nicola Marinello e alla sua amicizia con il professor Alessandro Martinelli”.

A sottolineare l’importanza di iniziative di questa tipo su territori di confine il consigliere regionale Paolo Bertocchi. “Sono rimasto molto colpito da questa esperienza – spiega -, perché la provincia di Varese è un territorio di confine da sempre. Proprio nello scoprire culture differenti, derivate dal passaggio che le sue strade hanno sempre ospitato, questa realtà ha trovato la sua capacità di rinnovarsi, riscoprirsi, arricchirsi. I periodi più brutti e difficili sono, infatti, corrisposti a quelli nei quali quella frontiera è stata chiusa. Trovo davvero molto bello che i nostri luoghi siano stati visti, pensati, disegnati e riscoperti da chi arriva da così lontano. L’invito è quello a mantenere saldo questo legame che può essere pilota e modello per tutta la provincia di Varese”.

Gli studenti, che si sono alternati sul palco dell’Auditorium, supportati dal professor Martinelli e dalle slides allegate, hanno dettagliatamente illustrato gli elaborati che nel corso della settimana hanno sviluppato, partendo dall’osservazione del territorio di Maccagno con Pino e Veddasca. Oggetto di rivisitazione differenti punti urbani che affacciano sul lungolago, ma anche località che arrivano sino alla Forcora, fin anche ai boschi che contornano il circondario.

Estro, fantasia, competenza, ingegno e creatività, l’essenza di cui questi progetti si compongono. Tra essi  l’idea di una funivia capace di creare un continuum tra lago e montagna le due meravigliose realtà che si incontrano sul territorio di Maccagno. La funivia, pensata per unire il cuore del paesino alla realtà di Campagnano, condurrebbe, poi, sino alla cima della montagna, il tutto con differenti attività pensate sulla base della conformazione delle singole realtà raggiungibili. Tra i luoghi che i ragazzi sono andati a rivisitare anche il frequentatissimo Parco Giona, per il quale hanno elaborato una divisione degli spazi funzionale a dare maggiore percezione delle differenti aree presenti che oggi si susseguono in modo casuale. Ciò è stato finalizzato a dare una chiara definizione del luogo e rendere più agile ai visitatori la fruizione della zona sulla base dei servizi offerti. Tra le idee più apprezzate, poi, quella che unisce attraverso la costruzione di un sottopassaggio la piazza sita all’ingresso del paesino al lago. Attualmente a dividere il paese dal suo lago è, infatti, la strada.

Protagonista dei progetti anche la località Gabella dove il lieve pendio presente consente un facile passaggio tra il livello della strada e le acque del lago. L’idea qui ha riguardato la ridefinizione dell’affaccio sul lago attraverso la creazione di gradinate per sedersi, una zona che permetta l’accesso barche, un’area dedicata ai bagnanti e perfino la costruzione di un teatro galleggiante del quale il pubblico possa godere dalla riva. Anche che la zona del Lido non è sfuggita agli occhi dei graditi giovani stranieri, che ne hanno colto le potenzialità convogliandole in un’ottica sportiva. Con l’ausilio di tre piattaforme dislocate a differenti altezze, infatti, la zona sarebbe resa fruibile sia per gli appassionati dell’arrampicata, che delle immersioni e, perché no, dei tuffi dalla scogliera. Infine, l’ambiziosa idea di ridisegnare il pontile attualmente collocato tra la zona del porto e quella del lido, ripensandolo come un luogo fruibile dai bagnanti e come attracco barche nel corso della giornata, per poi “trasformarlo” in un cinema all’aperto nelle ore serali. L’idea, però, non si limita alla sola stagione estiva: d’inverno, infatti, lo spazio adiacente alle sponde del lago diventerebbe un parcheggio da sfruttare nelle ore serali come cinema drive-in. Insomma dal lago alla montagna, dai boschi ai parchi: nulla delle potenzialità che il territorio di Maccagno offre, è sfuggito agli sguardi e alle menti brillanti dei giovani ospiti.

“Un’esperienza, che si presenta come densa di significato – commenta, infine, il prosindaco Veddasca Nicola Marinello -, che ha premesso la rilettura dei meravigliosi luoghi che affacciano sul Maggiore attraverso una chiave fresca e nuova. Maccagno sta esprimendo il mondo per quello che deve essere: senza barriere, di tutti. Il fatto che tanti ragazzi provenienti da luoghi diversi abbiano immaginato di reinterpretare dei pezzi del nostro territorio con i loro occhi ci fa dire che il mondo può solo arricchirci. In un mondo che tende a creare muri e divisioni, dove il terrore qualche volta ci pervade, qui ci sono tanti ragazzi che interpretano il mondo: questo credo sia il dato più bello. Vorrei davvero ringraziare per questa iniziativa che credo si potrà ripetere e magari allargare, perché queste sono le modalità che abbiamo a disposizione per far crescere le nuove generazioni nella consapevolezza che chiudendosi ci si perde e aprendosi si guadagna. Questo l’insegnamento che oggi arriva da Maccagno”.

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