Medicina | 11 agosto 2017

E’ possibile ringiovanire il cervello? Secondo uno studio che arriva dagli Usa “Sì”

"Il risultato ottenuto è entusiasmante perché suggerisce che manipolando un solo gene nel cervello adulto, è possibile potenziarne la plasticità"

Può un “interruttore genetico” ringiovanire il cervello di un topolino di mezza età? Parrebbe proprio di si stando ai risultati ottenuti da Jason Shepherd, della University of Utah a Salt Lake City, nel corso di una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Lo studioso ha “ringiovanito” il cervello di topolini di mezza età semplicemente spingendo un “interruttore genetico”. Jason Shepherd ha intensificato l’attività di un solo gene chiamato Arc e la plasticità cerebrale, ovvero la capacità di modificarsi, crescere, formare nuovi ‘ponti’ di comunicazione neurale, è tornata a somigliare a quella di animali più giovani. Il cervello in giovane età si contraddistingue proprio per la sua plasticità. Tale plasticità via via che gli anni passano si ‘arrugginisce’, e il cervello diviene meno elastico, meno capace di rigenerarsi, cambiare e sviluppare nuove sinapsi,ovvero comunicazioni tra neuroni. Questa ‘ruggine’ lo rende meno scattante, meno efficiente, meno capace di apprendere e memorizzare.

Gli esperti – come riportato dall’agenzia di stampa ANSA – si sono concentrati sul gene Arc perché hanno studiato animali con una carenza di funzione di questo gene, associando questa condizione a maggiore invecchiamento della corteccia visiva in topolini di mezza età. Così, i ricercatori hanno aumentato la funzione di Arc nel cervello dei topi iniettando dei ‘vettori’ contenenti altre copie del gene: questo ha immediatamente portato ad un ‘ringiovanimento’ della corteccia visiva, misurato in termini di elasticità cerebrale.

“Il risultato ottenuto è entusiasmante – ha detto Shepherd – perché suggerisce che manipolando un solo gene nel cervello adulto, è possibile potenziare la plasticità cerebrale”. Il prossimo passo sarà capire se, stimolando la funzione di Arc in altre aree del cervello, si può migliorare la riabilitazione post-ictus e trauma cranici o si può combattere il declino cognitivo cui inesorabilmente tutti vanno incontro con gli anni.

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