Luino | 21 Luglio 2017

“Le piste ciclabili sono il futuro, ma prima completare le esistenti… con le dovute manutenzioni”

Dopo l'inchiesta "Bike Shadow", che ieri ha colpito l'Alto Varesotto, con tre enti locali coinvolti e 18 indagati, arriva una nota degli attivisti Luino 5 Stelle

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Le piste ciclabili sono tornate sotto le luci dei riflettori ieri mattina quando abbiamo dato notizia della conclusione delle indagini, da parte della Guardia di Finanza di Luino, all’inchiesta “Bike Shadow”, dove si è evinto esserci stato un danno erariale ai danni di Regione Lombardia di 1,8 milioni di euro ed esserci 18 persone indagate. Così, dopo le parole della consigliera regionale Paola Macchi, che chiedeva a gran voce di “accertare subito le responsabilità”, oggi arriva un’analisi degli attivisti grillini del gruppo Luino 5 Stelle sulle piste ciclabili, inviata da Gianfranco Cipriano, senza entrare nel merito dell’inchiesta conclusa ieri dai finanzieri. Ecco il testo.

“Dal punto di vista del ciclista praticante la sicurezza sulle nostre strade è molto ridotta. Spesso gli autoveicoli sfiorano i ciclisti, le strade sono strette, colme di insidie, buche, crepe, tombini (regolarmente con fessure parallele al senso di marcia), incroci mal segnalati, mancano piste ciclabili capillari e adeguate. Serve più rispetto per i ciclisti da parte degli automobilisti e più considerazione da parte dei politici. Le biciclette non inquinano e permettono di andare spesso alla stessa velocità degli scooter. Sono perfette per le città italiane, con i centri storici stretti e caotici, per riuscire a muoversi con agilità nel traffico, esenti da emissioni di smog ed acustiche, senza richiedere ed occupare parcheggi per la sosta. Inoltre fanno bene alla salute.

Un forte aiuto per le nostre città divenute isteriche ed irrespirabili. Bisogna aiutare e sostenere i ciclisti. Dimezzando i veicoli si dimezzerebbero le code, i ritardi.

Ma, a differenza dei Paesi del Nord, in Italia ed in provincia di Varese non esistono tranne in rari casi, piste ciclabili, ma solo piste ciclo-pedonabili. Cioè pericolose per i pedoni e pericolose per i ciclisti. Troppo strette per accogliere due sensi di marcia di biciclette e due sensi di marcia di pedoni contemporaneamente nello stesso metro e mezzo di curva. Troppo strette per le curve e piene di incroci per consentire di viaggiare in relax e sicurezza anche a chi in bicicletta sa andare. Inoltre sono spesso prive di manutenzione, coperte da foglie d’autunno.

Considerando che per ‘pedonare’ esisterebbero già bellissimi sentieri nei nostri boschi che non necessitano di asfalto e che le masse ormai prediligono farlo nei corridoi dei centri commerciali, non si comprende questa moda e questa ostinazione alle ciclo-pedonabili. Visto che costruire nuove ciclabili comporta inevitabilmente la distruzione di nuovo territorio con la posa di nuovo cemento, ci si augura che ciò venga riservato ad opere ben progettate e di sicura efficacia ed utilità. Volte cioè ad incentivare l’uso della bicicletta come mezzo ecologico per raggiungere il luogo di lavoro, la scuola, il supermercato in modo conveniente, veloce, sicuro, pulito. Con le dovute manutenzioni.

In Paesi più evoluti del nostro dal punto di vista ecologico sono già previsti incentivi economici per chi sceglie la bicicletta o i mezzi pubblici per recarsi al lavoro (0,25 centesimi a km in Francia per esempio). Tale contributo è servito a poter certificare una reale riduzione del traffico veicolare e dello smog. Inoltre la pratica regolare del ciclismo porta benefici alla salute e all’apparato cardio-circolatorio, con beneficio anche per i costi sociali nella sanità.

Ci auguriamo che in questo prossimo futuro le ciclabili siano solo ciclabili, e siano fatte meglio, soprattutto mantenute e non dimenticate. Ci auguriamo che i pedoni tornino ad apprezzare i nostri sentieri immersi nel verde, lontano dall’asfalto e dal cemento, da vivere nel rispetto e nel silenzio del luogo, lontano dagli schiamazzi e dall’inquinamento delle strade e delle città.

Ci auguriamo che prima di costruire nuove ciclabili vengano completate e manutenute quelle già iniziate, (come quei cinquanta metri rimasti ancora incompiuti sulla sponda magra del Lago Maggiore tra Maccagno e Colmegna all’altezza della galleria di Maccagno inferiore). Ci auguriamo che i nostri progettisti ed i nostri politici si facciano una lunga vacanza a due ruote in Belgio, in Germania, in Olanda per capire come si costruisce una ciclabile, per capire come si può dimezzare l’inquinamento atmosferico, invitando la gente a pedalare”.

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Una replica a ““Le piste ciclabili sono il futuro, ma prima completare le esistenti… con le dovute manutenzioni””

  1. giuanipetrotta@libero.it ha detto:

    D’accordo con l’intervento. Piste ciclabili, in sicurezza, anche per le vie di Luino.

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