Germignaga | 8 Luglio 2017

Grande successo a Germignaga per Enzo Iacchetti tra ironia, comicità e aneddoti di una carriera

Pubblico numerosissimo quello che ha assistito alla serata con l'Enzino nazionale. Oltre al racconto della carriera, non sono mancate frecciatine al "paese di fianco"

Grande successo a Germignaga per Enzo Iacchetti tra ironia, comicità e aneddoti di una carriera
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Un Enzo Iacchetti incontenibile quello che ieri sera ha intrattenuto Germignaga con il suo spettacolo “Intervista Confidenziale”, per oltre due ore, dove, oltre a raccontare tutta la sua carriera e tanti aneddoti che lo hanno visto protagonista, partendo dagli albori, si è tolto anche numerosi sassolini dalle scarpe dopo il caso “tristezza a Luino”. Iacchetti è tornato ad esibirsi in un bar, come all’inizio della carriera, scegliendo il locale “Bar dei Pescatori”.

Raramente si è visto un pubblico così numeroso in un evento in piazza nel paesino lacustre, con il palco posizionato in una location particolare e oltre 500 persone sedute in strada. Enzo inizia affrontando il tema del rapporto che i giovani hanno con Facebook e, tra “mi piace” e fotografie, regala le prime risate agli spettatori. Giorgio Centamore, nel ruolo di spalla ed intervistatore, lo inizia a stuzzicare e Iacchetti non si fa pregare quando gli viene detto, “beh, ma lei qui gioca in casa”. “Eh no, qui non gioco in casa, io sono di Maccagno, poi c’è un altro paese e qua siamo a Germignaga”. Inizia così e continuerà per tutta la sera a non nominare Luino, ma definendolo sempre, ironicamente, “il paese di fianco”.

Nomina “il gazzosa” Sergio Notari, della Compagnia di Maccagno, che aveva chiesto al padre se Enzo avesse potuto recitare in uno spettacolo dove avrebbe fatto il bambino muto. Enzo, infatti, era un bambino introverso e solo sul palco ha scoperto di trovarsi a suo agio. Ma anche la professoressa di Musica, Devasini, aveva invitato il padre ad iscriverlo al conservatorio, per le evidenti doti musicali dimostrate nelle ore di lezione. “Il primo concorso al quale mi sono iscritto, che per me era come il Festival di Sanremo, era il ‘Festival delle voci bianche di Maccagno Inferiore”, spiega l’Enzino nazionale. Qui racconta aneddoti particolari, imitando alcuni personaggi del paese che suscitavano molta curiosità e derisione in tutta la popolazione.

Ma è con i “Tuicc” che Enzo inizia a farsi conoscere sul territorio, un gruppo di cabaret la cui carica dissacrante e protestaria aveva fatto proseliti negli anni ’70. Insieme a Iacchetti, compositore, chitarrista e canto, Alberto Gilardi era paroliere, voce recitante e mimo, mentre Antonio Albertini era la voce solista. “Al Teatro Sociale non ci facevano suonare, costava l’ira di dio, anche Francesco Salvi era dei nostri. Abbiamo provato ad esibirci al Pellegrini… ah cosa è diventato ora quel teatro, completamente abbandonato. Tutte le volte che volevamo fare uno spettacolo volevano leggere i testi prima. Non abbiamo mai voluto. Così non ci esibivamo ‘nel paese di fianco’, ma capitava di fare spettacoli in Veddasca, Cuasso al Monte, Germignaga o Porto Valtravaglia”.

Enzo parla poi della sua gavetta nei locali milanesi quando, mentre si esibiva tra cabaret e canzoni, gli spettatori gli lanciavano i crostoni della pizza e le monetine. La spontanea simpatia che regala l’ilarità tra il pubblico è evidente, tanto che sono numerosi gli applausi e le risate suscitate negli spettatori. Poi racconta delle sue esperienze milanesi al Derby. “Vi erano 15 cabarettisti e quando sono arrivato io è uscito Abatantuono, dopo il successo di ‘Ecceziunale Veramente’. Dopo di lui, sono stati lanciati nel mondo dello spettacolo, tra i tanti, Cochi e Renato, Boldi, Faletti e Teo Teocoli, ma quando sono arrivato io in testa al gruppo dei cabarettisti del ‘Derby’, e avevo scalato posizioni… beh in quel momento il locale ha chiuso. Quello è stato il momento più difficile”.

Così Enzo accetta la proposta di Leonardo, il proprietario dell’Albergo Monte Bornia in Veddasca. “Mi dava 50mila lire al giorno, ed una stanza per me, mia moglie e mio figlio. Oggi è chiuso, ai tempi era sempre pieno. Io facevo il cameriere e fino a quando non era il momento di iniziare a lavorare guardavo gli animali e pensavo”. Qui Iacchetti racconta aneddoti divertenti sugli animali che ammirava, fonte di ispirazione per scrivere i versi umoristici che lo lanciarono definitivamente nel mondo dello spettacolo e della televisione. Ad ogni portata che serviva ai tavoli, in base al piatto scelto dai clienti, Enzo recitava un verso divertente, che faceva sorridere i commensali. “Così Leonardo, una volta sentite queste brevi poesie su mucche, vitellini, mosconi e tanti altri animali, mi ha consigliato di proporle al ‘Maurizio Costanzo Show’, che era una delle trasmissioni televisive di maggior successo”.

“Così mi sono presentato ai provini e Giorgio Gambino mi ha stroncato, dicendomi che le mie poesie non erano adatte al programma. Ero scoraggiato e avevo intenzione di comprare una tabaccheria a Dumenza, con l’obiettivo anche di fare spettacolini di musica e cabaret per amici all’interno del bar. Peccato che in Svizzera, ai tempi, le sigarette costavano un quarto di quanto costavano in Italia, e così l’affare mi era stato sconsigliato”. Iacchetti attualizza anche i racconti, con battute su Trump e Brunetta, che regalano allegria a tutti gli spettatori.

Quando tutto ormai sembrava perso, però, arriva la chiamata tanto attesa. Vera Venturini, collaboratrice di Costanzo, trova il libricino di poesie umoristiche negli uffici e il celebre conduttore ne rimane affascinato. Così Iacchetti viene invitato ad una puntata del “Maurizio Costanzo Show”, e a questo punto inizia il momento più esilarante di tutta la serata, quando Enzo imita a lungo, ed in modo impeccabile, Maurizio Costanzo. Il racconto della prima puntata a cui ha partecipato è trascinante e regala anche una volta grandi risate tra il pubblico. Da quel momento ben 187 puntate di “Maurizio Costanzo Show”, in quattro anni, per un successo tanto atteso. Quest’anno, inoltre, nel trentennale di “Striscia” Iacchetti festeggerà i venticinque anni di di conduzione insieme a Greggio e le 3mila puntate.

Iacchetti, infine, chiude lo spettacolo “ringraziando” gli utenti Facebook che lo hanno criticato duramente anche negli scorsi giorni, quando abbiamo pubblicato l’articolo di annuncio dell’evento di ieri sera. In alcuni post, infatti, diversi cittadini lo hanno accusato di “sputare nel piatto dove mangia” ed Enzo ha anche annunciato di aver querelato qualcuno di queste persone. Tornando sul servizio che ha causato il caso “tristezza”, Iacchetti afferma: “Il giornalista di Repubblica ha estrapolato frasi per il montaggio del video. Il mio discorso era costruito in maniera umoristica. Sono molto dispiaciuto che si sono arrabbiati quelli del ‘paese di fianco’. Ma è andata così. Io ora ci passo solo per andare a Maccagno, a testa bassa. Sono stato travisato e non ho nessuna intenzione di chiedere scusa, penso che, invece, dovrebbero farlo tutte le persone che mi hanno insultato… dovevano andare un po’ più a fondo della questione… “.

“In ogni caso, quando ero piccolo – continua Iacchetti – qui in inverno pioveva sempre e noi ci deprimevamo. Quali opportunità offre, ancor oggi, per i giovani? Per il loro futuro e il lavoro? A questo facevo riferimento, i giovani si devono spostare per lavorare e per fare carriera. Non c’è altra scelta. Ci si deprime qui come in qualsiasi altra provincia d’Italia. Era necessario andare a Milano. Spiace che non tutti abbiano il senso dell’umorismo”.

Insomma una serata molto partecipata e discussa quella di ieri sera a Germignaga. Ci sarà sempre chi lo criticherà e chi invece lo apprezzerà, prima umanamente e poi come uomo di spettacolo. Senza dubbio, però, è da sottolineare che tutti i proventi della serata, coperte le spese di organizzazione, sono stati destinati a due cooperative sociali del territorio, che, quotidianamente, si battono per aiutare il prossimo: “Punto&Virgola” e “Il Granello“.

(Foto © Francesco Muzzopappa)

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