15 Maggio 2017

Le comunità di Bedero Valcuvia e Masciago Primo insieme per la Festa della Mamma

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(Cesi Colli) Anche nella nostra comunità di Bedero-Masciago, nella domenica della Festa della Mamma, abbiamo ringraziato il Signore per le mamme “operative” e pregato per quelle defunte. Quest’anno la festa della mamma ha coinciso con la quinta domenica di Pasqua e nel Vangelo di questa domenica Gesù si è definito “Via”, oltre che “Verità e Vita”.

Le comunità di Bedero Valcuvia e Masciago Primo insieme per la Festa della Mamma. Il nostro parroco ha sottolineato nell’omelia come Gesù sia la nostra “Via” in tanti sensi, ma anche e soprattutto nell’indicarci quale sia il culto corretto e gradito a Dio, che non è fatto essenzialmente di preghiere e sacrifici, ma di capacità di giocarsi nell’amore fino in fondo (come fece Gesù stesso): una capacità che l’uomo da sé non ha, ed è per questo che nel Vangelo di Giovanni Gesù comincia a insinuare la necessità del suo andarsene per poter “ritornare sotto altra forma”, grazie al dono di quello Spirito che rende possibili le realizzazioni di amore impossibili agli uomini. Se questo dono va invocato spesso e su tutti, a maggior ragione va domandato a Dio per le donne in genere e per le mamme in specie perché, se l’amore è la vocazione fondamentale e irrinunciabile di ogni uomo e – nel senso più vero – di ogni cristiano, questo si verifica in modo del tutto particolare nella donna, a motivo della sua anche naturale congenialità alla tenerezza, all’altruismo, all’oblatività e alla dedizione. Perché forse è soprattutto in questa direzione che si esprime quel “genio femminile” di cui si è tanto parlato a partire dalla enciclica “Mulieris Dignitatem” di Giovanni Paolo II.

Essere mamma è una delle esperienze più belle al mondo, intrisa da tanto amore e tante gioie, anche se costellata da dubbi, preoccupazioni, paure, problemi, solitudine, malattie, dolori. Al termine della Messa, a tutte le mamme, con una stretta di mano augurale del parroco, è stata consegnata una candela a forma di rosa rossa realizzata in oratorio: la rosa simboleggia bene il profumo dell’amore umano e la fiamma è simbolo del dono dello Spirito Santo che rende divino ed eroico questo amore.

Il biglietto augurale parlava dei cinque sensi di una mamma in questi termini: La mani della mamma non stanno mai ferme, provvedono a tutti, indicano il da farsi e sanno anche fare una carezza. Gli occhi della mamma vedono fino ai particolari, sanno leggere i pensieri e non si chiudono mai. I piedi della mamma non riposano mai, accompagnano, seguono, precedono e reggono; nulla riesce a buttare giù una mamma. La bocca della mamma è un sorriso luminoso, mette di buon umore e fa tornare il sereno, consola chi si è fatto male e condivide le gioie più belle. Il cuore della mamma è immenso, in esso c’è posto per tutti, nonostante gli sbagli e gli errori, è sempre pronto al dono e al perdono.

Gli auguri, naturalmente, sono fatti anche alle donne non mamme, perché tutte le donne sono un po’ mamme alla loro maniera. Il pensiero va a tutte quelle donne che esercitano la loro maternità impegnandosi con buona volontà e con semplicità nei vari servizi necessari alla comunità parrocchiale, con uno spirito che merita, di tanto in tanto, un elogio ed un ringraziamento.

Si è pregato, poi, perché le mamme trovino sempre e solo nella Vergine Maria il loro modello di spose e di educatrici. Si è pregato per tutte le madri che soffrono per la lontananza e l’incomprensione dei figli e per quelle che, oberate dai troppi impegni, dimenticano di avere Dio come alleato. Si è pregato anche per le mamme defunte perché il nostro Dio, forte come un padre e tenero come una madre, le accolga nell’abbraccio della sua misericordia.

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