4 Maggio 2017

Sabato in scena a Porto Valtravaglia lo spettacolo “Maria Sotterrata”, della regista Valentina Malcotti

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Andrà in scena questo sabato, 6 maggio, alle ore 21, presso il Salone Colombo di Porto Valtravaglia, lo spettacolo teatrale “Maria Sotterrata”. Uno spettacolo per mantenere viva la memoria dei tragici eventi sismici che hanno colpito il nostro paese, a partire dal terremoto del 1976 in Friuli. Dopo circa un anno di ricerca e di interviste sul territorio friulano, la giovane regista Valentina Malcotti, originaria di Porto Valtravaglia, e il drammaturgo milanese Davide Lo Schiavo, hanno dato vita ad un monologo che racconta le vicende di una ragazza di Gemona, rimasta intrappolata sotto le macerie del terremoto.

Sabato in scena a Porto Valtravaglia lo spettacolo “Maria Sotterrata”, della regista Valentina Malcotti. Valentina Malcotti, regista emergente originaria di Porto Valtravaglia, diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e fondatrice nel 2012 della Compagnia Teatrale Chronos, mette in scena lo spettacolo teatrale “Maria Sotterrata”, testo originale di Davide Lo Schiavo, giovane autore milanese diplomato alla Scuola di Cinema Luchino Visconti. La pièce, monologo tragicomico che prende spunto dalle vicende del terremoto del 1976, racconta la storia di una giovane ragazza di Gemona, Maria Fantìn (interpretata dall’attrice Valeria Sara Costantìn) che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. In uno spazio ed un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado. Morte non mancherà di sottolineare che lei, “deve pur fare il suo lavoro”. Le parole di Maria rievocano le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, il lavoro alla manifattura, la sua famiglia. Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte, la costringeranno a compiere una scelta decisiva. Il progetto nasce da un lavoro di ricostruzione e indagine preliminare al testo operato dalla regista e dal drammaturgo, realizzato con video interviste ad abitanti, artigiani e imprenditori gemonesi di diverse età. Ciascuno di loro ha raccontato la propria esperienza legata al terremoto e alla vita prima del 6 maggio 1976.  Da qui la riscoperta dei luoghi tipici in cui si svolgevano le feste locali, i luoghi di culto, le fabbriche e le località naturali sia di Gemona che dei paesi limitrofi. La scenografia ed i costumi dello spettacolo vengono firmati da Antonella De Iorio, diplomata all’Accademia di Brera di Milano. 




La sinossi dello spettacolo. Maria Fantìn è una giovane ragazza di Gemona che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. In uno spazio ed un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado. Le parole di Maria rievocano la sua vita passata: l’infanzia, le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, il lavoro in manifattura, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, la sua famiglia. Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte, la costringeranno a compiere una scelta decisiva.

“Sono molto contenta di portare in scena nel mio paese ‘Maria Sotterrata’, è una bella soddisfazione – spiega la regista originaria di Porto Valtravaglia, Valentina Malcotti -. Questo progetto ha debuttato l’anno scorso, in occasione del 40° Anniversario del terremoto in Friuli, dopo un anno di ricerche nei paesi che sono stati colpiti dal sisma nel 1976. Il nostro intento non è stato esclusivamente quello di celebrare una ricorrenza o riportare alla memoria quei tragici eventi, ma di fare un discorso più ampio sul significato di affrontare un cambiamento radicale nella propria esistenza. Abbiamo dato vita ad un personaggio che si trova in una situazione di limite e di pericolo: Maria, la protagonista, si trova sotto le macerie del terremoto, e in quella condizione rappresenta tutte le persone che ad un certo punto dell’esistenza devono fare i conti con le proprie difficoltà e devono compiere una scelta in direzione della vita e non della morte”:

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