4 Maggio 2017

Luino: Violeta Parra incanta il Teatro Sociale, una donna cilena nata in povertà e morta per amore

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Una chitarra ed una valigia con dentro tutto il Cile. Questo è quanto è servito a Francesca Brusa Pasqué per portare Violeta Parra a Luino. E qualcuno si starà chiedendo, “Violeta chi?” Anche Francesca all’inizio dello spettacolo “ContAr Violeta Parra” ha tenuto in conto una reazione del genere da parte di alcuni e, perciò, ha raccontato con minuziosa passione la storia di questa donna cilena, nata in povertà e morta per amore: amore per una figlia perduta, amore per la vita, amore per la musica, ma, soprattutto, amore per il suo Cile.

Luino, Violeta Parra incanta il Sociale. Brusa Pasquè: "E' una dichiarazione d'amore"

Luino: Violeta Parra incanta il Teatro Sociale, una donna cilena nata in povertà e morta per amore. Ieri sera al teatro Sociale di Luino è andato in scena lo spettacolo “ContAr Violeta Parra”, un’opera che ripercorre la vita e le avventure di questa “piccola, grande donna”, Violeta Parra, che ha saputo ascoltare la sua gente e che ha saputo scavare nel profondo per raccontare, attraverso l’arte in svariate forme, quello che era la vera vita nella sua terra. Francesca Brusa Pasquè interpreta questa donna viscerale ed appassionata portando sul palcoscenico niente altro che una chitarra e tutto il Cile racchiuso in una valigia, facendo sentire agli spettatori il carisma “della donna più brutta del mondo”, come la stessa Violeta era solita definirsi, portandoli ad ascoltare quelle sue canzoni che sanno di gente comune, con un assaggio della sua follia da sopra quel palco che, ieri sera, non sembrava poi così alto.

L’esperienza di Francesca e della produttrice Antonella Mennoni. “L’incontro con Violeta è avvenuto a seguito di un processo lungo, fatto di ricerca e traduzione testi”, racconta Francesca Brusa Pasquè al termine dello spettacolo. “Ho cercato il suo cuore con il mio per raccontare questa storia. L’idea grandiosa dell’opera è quella di portare tutto il Cile in una valigia: Violeta era una viaggiatrice con il dolore e la chitarra, ma era profondamente legata al suo Paese. Ho cercato, studiato e provato per riuscire a trovare il modo di trasmettere questa sua follia e questo suo essere semplicemente straordinaria ed ogni spettacolo è un’emozione intensa”. Antonella Mennoni, produttrice cinematografica e teatrale, racconta la sue esperienza con Francesca: “Ho già lavorato con Francesca e ci siamo rincontrate dopo anni e confesso che mi sono innamorata sia di Violeta che di Francesca. E’ un’amica ritrovata ed un’artista a tutto tondo: attrice, regista e produttrice, tanto talentuosa da poter essere anche autrice di opere che possono interpretare altri. Ha un grande valore ed è giusto lasciare che lo esprima. In autunno porteremo quest’opera in Sud America, in Cile, la terra di Violeta. Torneremo in inverno portando con noi un percussionista di alto livello, Kin Rivera, che, con Francesca, allestirà nuove melodie per lo spettacolo”.

Al termine dello spettacolo si è aperto un piccolo dibattito con l’autrice ed interprete, che ha gentilmente risposto ad alcune domande.

Personalmente, cosa ti ha colpito di più di Violeta Parra?

“La mia è una dichiarazione d’amore”, risponde Francesca. “Mi appassiona la sua vita, la sua forza e la voglia che aveva di scavare per trovare il vero in ogni cosa. Ho deciso di inscenare la storia della vita di Violeta a seguito di uno spettacolo a cui ho assistito che parlava della nascita di una classe politica non pulita, corrotta e sono uscita da quella sala indignata. Mi sono chiesta: ‘Esistono governi che fanno del male ed io che cosa posso fare con il teatro?’ Così ho ripescato Violeta dopo anni, perché avevo già iniziato tempo prima ad interessarmi a lei. Uscita da quella sala avevo deciso che dovevo farlo, e volevo farlo lavorando su tutta la mia Violeta, perché se c’è un modo per denunciare una situazione ingiusta, lo si deve fare, anche con il teatro e con Violeta, che lo sapeva fare bene”.

Da dove nasce l’animo di protesta che Violeta porta con sé?

“La protesta che Violeta esprime attraverso le sue opere, nasce dalle esperienze che ha avuto e che è andata a cercare tra la gente, stava con le persone che a loro volta stavano con lei, che gli aprivano le case e le insegnavano a cantare. Lei aveva una voce particolare ed un giorno chiese ad una signora anziana di insegnarle a cantare come lei cantava certe ninne nanne, con la voce del cuore. Il suo messaggio nasce quindi dall’ascolto, un ascolto durato una vita”.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com