4 Maggio 2017

Luino, Agostinelli: “Il ritiro della mozione sui frontalieri? Un atto gravissimo, maggioranza già divisa da tempo”

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E’ un duro attacco alla maggioranza e al consigliere di minoranza Giuseppe Taldone, quello che arriva dal capogruppo del “Movimento Italia Nazione”, Pietro Agostinelli, a due giorni dal consiglio comunale. Il consigliere di minoranza analizza la situazione dopo il ritiro della mozione sui frontalieri, criticando duramente le dinamiche politiche avviate da Milano per bloccare il testo. “Nessun tentativo di dividere la maggioranza, lo è già: so per certo che anche alcuni esponenti della maggioranza avrebbero voluto votare questa mozione sui frontalieri”.

Luino, Agostinelli: “Il ritiro della mozione sui frontalieri? Un atto gravissimo, maggioranza già divisa da tempo”. “Ho letto con attenzione il suo articolo e spero mi sia permessa una piccola riflessione politica ‘negataci’ martedì sera nella seduta di consiglio comunale. Ho assistito perplesso nei giorni scorsi alle polemiche seguite all’annuncio del consigliere Giuseppe Taldone di presentare questa mozione. Sui giornali il sindaco ha visto questo come un tentativo di dividere la maggioranza sostenuta da Lega Nord e Fratelli d’Italia. Credo che questo non sia vero, almeno per due motivi. Primo, in Regione Lombardia è avvenuto il medesimo voto, ma nessuno si è sognato di dire che era la fine della maggioranza o che questa cosa avrebbe rovinato i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia. Ho visto per esempio che i componenti della lista Maroni Presidente hanno votato a favore della mozione dell’avvocato Marsico, mentre solo 17 leghisti hanno votato contro. Dire quindi sui giornali a Taldone che ha tentato di dividere la maggioranza significa mettere il dito nella piaga.

Qui vengo al secondo punto per cui secondo me la mozione è solo una mozione per i frontalieri e non per spaccare maggioranze. Il secondo motivo è che questa maggioranza è spaccata senza bisogno di grandi sforzi della minoranza, e quanto avvenuto martedì sera in consiglio lo dimostra. Il palazzo è piccolo, la gente mormora e le sue dichiarazioni sui giornali hanno messo la lingua dove il dente duole. So per certo che anche alcuni esponenti della maggioranza avrebbero voluto votare questa mozione sui frontalieri. Hanno avuto forse combattimento ed una lotta interiore perché devono ubbidire ad altro che non è la loro coscienza. Per evitare di mostrarvi divisi per qualche minuto, cosa che invece è sotto gli occhi di tutti e lo dicono loro stessi pubblicamente, hanno utilizzato strade che lei ha definito inciuci. Io non so se siano inciuci, ma è stata davvero una brutta pagina per la politica dei partiti. Andrea Pellicini io lo conosco bene ed anche i miei compagni di minoranza. Lui le avrebbe votate tutte senza dire nulla ma con un alleato pesante è costretto a fare scelte. È costretto ad essere sempre in minoranza.

Il ritiro di questa mozione è stato solo un alibi per questa maggioranza. A me non sta bene, ognuno deve metterci la faccia, aveva ragione Taldone: vediamo chi ci sta e chi non ci sta. ‘O si sta con i frontalieri non ci si sta, non lo si può fare ad intermittenza a seconda delle convenienze e delle opportunità politiche’. Questo aveva detto sui giornali Giuseppe Taldone e purtroppo lui ha dimostrato da che parte sta. Da quella dei partiti che non devono disturbare altri partiti. Il primo grande sconfitto della serata di martedì è proprio lui ed il partito che rappresenta che a Milano fa una mozione in Regione con l’avvocato Luca Marsico, ma che poi la stessa non può essere fatta a Luino perché mette in difficoltà gli alleati.

Questa mancata votazione non va presa sottogamba, è stata uno spartiacque importante. Ci sentiremo dire che è stato Taldone a ritirarla che la maggioranza l’avrebbe anche discussa. Sappiamo cosa rispondere a chi dice questo. Da oggi diremo a tutti, non solo sui giornali, cosa è capitato in consiglio, chi era a favore di una mozione che forse vale poco nella sostanza ma molto nella forma, chi invece ha deciso di non voler sostenere il comune di Cremenaga ed i frontalieri di questa zona. Lo ricorderemo, rimarrà negli atti e ricorderemo quella sera in cui il sindaco Pellicini forse per buona pace di una maggioranza, che non esiste più, ha chiesto un passo indietro a chi chiedeva uno scatto d’orgoglio per una Nazione che proprio un partito come Fratelli d’Italia dovrebbe sostenere. Se non questi frontalieri, chi dovrebbe difendere il suo partito signor sindaco? Ma quali sono i suoi Fratelli d’Italia? Solo quelli che hanno la tessera di partito in tasca? Non si sente ferito nel leggere insulti contro questa Nazione e contro gli italiani e contro i luinesi da parte di politici svizzeri?

A lei stesso è capitato  in tanti le abbiamo dato sostegno in quei giorni in cui il capo della Lega ticinese l’ha screditata sul giornale. Io mi ricordo la sua difesa degli italiani, dei lavoratori frontalieri, della sua Patria. Quel Pellicini piaceva a tutti ma forse aveva altri leghisti accanto. La Lega Nord ha già detto sui giornali da che parte sta. Agli amici leghisti ricordo che è giusto fare battaglie per il partito in cui si sta, magari con la speranza per qualcuno di fare carriera. Mi domando però se quanto accaduto martedì sera non abbia un prezzo troppo alto anche per loro… Che non sono i voti alle prossime elezioni perché quelli vanno e vengono. Mi riferisco alla faccia, al fatto che tutti noi che siamo di destra o di sinistra, anche quando non faremo più politica, domani o fra 30 anni, ci guarderemo allo specchio sapendo di avere fatto tutto il possibile per i nostri fratelli d’Italia che devono attraversare il valico la sera e la mattina. Che siano 5 o 50 a me non importa nulla. Difendendoli da trattamenti discriminatori. Noi potremmo raccontare di aver fatto tutto il possibile perché per noi vengono prima loro, poi gli altri. Dico a quelli della Lega Nord che noi ragioniamo un po’ come i loro amici della Lega ticinese. Prima i nostri a costo di rovinare qualche amicizia. Prima i nostri perché sono le facce che vediamo al bar la mattina, in chiesa la domenica, al campo di calcio, in pizzeria, in ospedale o dal dottore. Prima i nostri perché ci sentiamo orgogliosamente italiani caro sindaco Andrea Pellicini e mi creda, questa roba qui proprio non riusciamo a svenderla per niente e per nessuno. W l’Italia”.

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