28 Aprile 2017

Dai banchi del Liceo di Luino al Concertone del Primo Maggio a Roma, l’intervista a Maqs Rossi

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Il cantante ticinese Maqs Rossi aprirà, insieme a Doro Gjat, rapper friulano vincitore del concorso “1M NEXT”, il celebre  Concertone del Primo Maggio di Roma. Una bella soddisfazione per l’artista, legato anche all’Alto Varesotto e al Liceo di Luino, che nelle scorse settimane ha pubblicato il suo promo album da solista, “Too Funky For You” e che verrà presentato in concerto a Locarno il prossimo 6 maggio. Noi siamo andati ad intervistarlo, ecco quello che ci ha raccontato. Sul palco del Concertone, poi, ci sarà anche un altro luinese, Marco Ulcigrai, chitarrista de “Le Luci della Centrale Elettrica”.

Dai banchi del Liceo di Luino al Concertone del Primo Maggio a Roma, l’intervista a Maqs Rossi. Il Concertone del Primo Maggio è il più grande evento gratuito di musica dal vivo in Italia. Nato nel 1990, l’evento è promosso da CGIL, CISL e UIL e viene organizzato annualmente in piazza di Porta San Giovanni in Laterano a Roma richiamando centinaia di migliaia di spettatori. La manifestazione musicale ha inizio alle ore 15, giorno della Festa dei Lavoratori, e viene trasmessa in diretta televisiva da Rai 3. Quest’anno si esibiranno, tra gli altri, Editors, Edoardo Bennato, Planet Funk, Le Luci della Centrale Elettrica, Brunori Sas, Bombino, Ermal Meta, Francesco Gabbani, Samuel, Aprés La Classe ed Ex-Otago. Ma ci sarà in apertura anche il cantante ticinese Maqs Rossi, legato all’Alto Varesotto e a Luino, dove ha frequentato il Liceo Scientifico “V. Sereni” prima di diplomarsi nel 2004. Maqs lunedì, insieme a Doro Gjat, rapper friulano vincitore del concorso “1M NEXT”, si esibirà sul palco di San Giovanni cantando “Il momento è ora”. Noi siamo andati ad intervistarlo, ed ecco quello che ci ha raccontato.

Da dove nasce la tua passione per la musica?

È colpa di mio padre. È stato lui a circondarmi di musica sin dalla nascita (mi hanno portato in discoteca dove mio padre metteva i dischi per la prima volta quando avevo un paio di settimane) ed è sempre stato lui insieme a mia madre a spingermi a seguire gli studi come Audio Engineer a Londra. In casa abbiamo sempre avuto una grande collezione di dischi e cd ed è li che è nato tutto, nello studio di mio padre a frugare tra i dischi e a sceglierli dalle copertine.

Ricordo che già quando frequentavi il Liceo di “Luino” avevi uno spiccato amore per note, ritmo e ricerca di sonorità. Cosa ricordi di quegli anni?

Ricordo che è nato tutti in quel triangolo che era ‘casa, scuola e liceo musicale’. Ho iniziato con il sax quando avevo 14 anni ed è con quello che ho mosso i primi passi nel mondo. Però la voglia di cantare c’è sempre stata e una volta finita l’avventura Harddiskaunt per me è stato naturale passare al pianoforte (ci passavo pomeriggi interi sui tasti) e al canto. La convinzione, o meglio, la spinta definitiva me l’ha data un nostro amico comune nonché collega tuo, Nando Mastrillo, che in una notte nebbiosa mi ha fatto esibire al pianoforte davanti ad un’improbabile pubblico e mi ha convinto che dietro alla mia passione c’erano delle qualità spendibili.

E’ da tempo, ormai, che sei sia un volto noto nel panorama musicale ticinese, sia una voce radiofonica conosciuta. Qual è il tuo rapporto tra passione e lavoro?

Il mio lavoro è passione e viceversa. Da qualche mese ho ‘pensionato’ anticipatamente la mia voce dalle frequenze radiofoniche per dedicarmi ad un lato che negli ultimi anni è diventato preponderante, quello della programmazione radiofonica.

Come riesci a coniugarli?

Coniugarli non è difficile perchè sono due lati della stessa medaglia, solo su due fronti diversi. Da una parte serve più oggettività però imparo ogni giorno da entrambi e quello che imparo da una parte lo applico dall’altra e viceversa.

Qual è il genere musicale che più ti rappresenta?

È senza dubbio il soul anche se è un contenitore molto ampio e variegato. Diciamo che tutto quello che ha groove o portamento rientra nelle mie corde. Sto però imparando piano piano ad essere sempre più aperto e a farmi trasportare dalla musica tutta.

Quale i tuoi artisti preferiti?

Sono troppi per elencarli. Al momento però in cima a tutto ci stanno i Vulfpeck e in particolar modo quel pazzo del leader Jack Stratton e il bassista Joe Dart un vero e proprio m(ae)ostro delle quattro corde nonostante la giovane età (il ragazzo ha il groove nel sangue).

Cosa ti aspetti dal concertone di Roma, dove ti esibirai con Doro Gjat, rapper friulano vincitore del concorso “1M NEXT”?

Non lo so perchè un palco del genere elude qualsiasi possibile confronto. Spero solo di divertirmi e di trasmettere qualche emozione positiva.

Il 6 maggio presenterai in concerto a Locarno il tuo nuovo album da solista, “Too Funky For You”. Di cosa parla e a quale artista o musica ti sei ispirato per registrarlo?

Per registrarlo a nessuno. Ho cercato di curare al meglio il lavoro con i pochi mezzi che avevo e credo di aver fatto un buon lavoro, anche e soprattutto grazie a Dario Milan e a Mauro Fiero che lo hanno coprodotto. Parla di vita. Tutto il disco è la narrazione del percorso fatto da un personaggio che vive di e per la musica.

Quali i tuoi prossimi obiettivi futuri?

Suonare dal vivo il più possibile. Tutto quello che facciamo su disco è solo una rappresentazione di quello che la musica è. Sono dell’idea che questa cosa nasca e muoia sul palco ed è li che mi troverete se vorrete raggiungermi. A questo proposito aggiungo anche che il 19 maggio al Living Room di Lugano ci sarà il Release Party ufficiale e siete tutti invitati!

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