5 Aprile 2017

Siria, gas killer: nuovi bombardamenti a Idlib, 72 morti. Continua la strage

Nuovi bombardamenti aerei hanno colpito stamani la regione di Idlib, nel nordovest della Siria, all’indomani della strage di Khan Sheikhun. “Caccia hanno effettuato mercoledì mattina almeno cinque raid contro aree nei pressi di Khan Sheikhun”, denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando di non avere al momento informazioni di vittime.

EPA/STRINGER

Siria, gas killer: nuovi bombardamenti a Idlib, 72 morti. Continua la strage. Il nuovo bilancio diffuso stamani dall’Osservatorio siriano per i diritti umani dopo l’attacco aereo di ieri su Khan Sheikhun, e le denunce sull’utilizzo di armi chimiche, è di almeno 72 morti, compresi 20 bambini. Stando alla ong legata agli attivisti delle opposizioni, tra le vittime del “massacro” ci sono 17 donne. L’Osservatorio ribadisce che fonti mediche hanno “confermato che uno dei quartieri di Khan Sheikhun è stato bombardato con sostanze che si ritiene siano gas” e sottolinea che il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire nelle prossime ore perché i feriti sono decine e ci sono anche alcuni dispersi. Il precedente bilancio diffuso dall’Osservatorio siriano per i diritti umani riferiva di almeno 58 morti, mentre ieri l’Unione delle organizzazioni di soccorso e cure mediche (Uossm) parlava di “100 morti per soffocamento e 400 feriti a causa di diversi attacchi chimici con gas tossici che hanno colpito Khan Sheikhun”.

Onu. “Gli orribili eventi di ieri dimostrano che purtroppo in Siria continuano a verificarsi crimini di guerra. Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza” dice il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria. “Il Consiglio di sicurezza – continua – si riunirà oggi: abbiamo chiesto che i responsabili dei crimini rendano conto delle loro azioni e sono sicuro che il Consiglio di sicurezza sarà all’altezza delle proprie responsabilità”. “Nello stesso tempo – prosegue Guterres – questi accadimenti dimostrano quanto è importante questa conferenza e quanto sia importante riunire la comunità internazionale, per potere esercitare pressione sulle parti in conflitto e sui Paesi che hanno influenza sulle parti in conflitto perché mettano da parte le loro differenze”. Per Guterres occorre “capire che c’è un bisogno fondamentale di mettere fine a questa guerra”. Bisogna “fare in modo che ad Astana si decida, si implementi e si monitori un vero cessate il fuoco e fare in modo che a Ginevra i colloqui di pace siano di sostanza e procedano verso una soluzione politica”. “Nello stesso tempo, non dimentichiamo il bisogno che la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità, per fornire aiuti umanitari in modo efficace alla popolazione siriana, che soffre in modo orribile nel Paese, e ai rifugiati siriani che spesso si trovano in condizioni terribili – aggiunge Guterres – Serve sostegno per i Paesi che ospitano i rifugiati, che lavorano per il bene comune e non ricevono abbastanza solidarietà dalla comunità internazionale”.

Usa, Francia e Gran Bretagna propongono risoluzione per una condanna all’attacco chimico. Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno messo a punto e proposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione che condanna l’attacco e chiede un’inchiesta su quanto avvenuto. La risoluzione, un documento di due pagine di cui l’agenzia di stampa Dpa anticipa alcuni contenuti, richiede a Damasco informazioni precise sulle operazioni di ieri e i piani di volo dell’aeronautica, compresi i nomi dei piloti militari. Inoltre, riporta la Dpa nel giorno in cui si riunirà d’urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il documento chiede accesso alle basi aeree militari da cui sarebbero partite le operazioni, secondo l’Opac incaricata di indagare, e richiede incontri entro cinque giorni con i generali siriani e la leadership di Damasco. La risoluzione minaccia sanzioni, comunque non previste direttamente dal testo, contro il governo del leader siriano Bashar al-Assad che, dall’inizio del conflitto in Siria nel 2011, è stato più volte accusato per l’uso di armi chimiche.

La versione di Mosca. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal ministero della Difesa russo dopo la strage di Khan Sheikhun, all’origine delle denunce di un attacco con armi chimiche ci sarebbe un bombardamento dell’aeronautica siriana contro un “deposito terroristico” in cui era contenute “sostanze tossiche” usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici. “Secondo i sistemi di controllo dello spazio aereo russi, ieri tra le 11.30 e le 12.30 ore locali l’aviazione siriana ha condotto un raid aereo alla periferia orientale di Khan Sheikhun, colpendo un deposito di munizioni dei terroristi“, ha dichiarato il generale Igor Konashenko, secondo quanto riporta il sito dell’agenzia Tass, precisando che questo deposito “ospitava un laboratorio per la produzione di proiettili contenenti agenti tossici”. “Da questo arsenale, armi caricate con agenti chimici venivano poi consegnate dai militanti all’Iraq – ha aggiunto il portavoce militare russo – il loro uso da parte dei terroristi è stato confermato in molte occasioni da parte di organizzazioni internazionali e autorità del Paese”. Il portavoce russo ha affermato ancora che i proiettili prodotti nell’arsenale erano simili a quelli usati dai ribelli ad Aleppo, dove il loro uso è stato attestato dagli specialisti militari russi. “I video pubblicati sui social network delle persone colpite a Khan Sheikhun mostrano gli stessi sintomi di avvelenamento delle vittime dell’attacco ad Aleppo avvenuto lo scorso autunno”, ha detto ancora il generale comunicando che la Russia ha consegnato tutte le informazioni in suo possesso riguardo all’attacco di ieri all’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, che le “sta ancora valutando”. “Assicuriamo che queste informazioni sono completamente imparziali e corrispondenti al vero”, ha poi concluso. Ieri il ministero della Difesa russo aveva diffuso un comunicato con cui venivano smentite con forza le notizie circolate riguardo alla partecipazione delle forze russe al bombardamento. Mentre il regime siriano ha negato categoricamente ogni responsabilità dell’attacco chimico. “Non abbiamo usato armi chimiche finora e non le useremo in futuro”, ha dichiarato un portavoce dell’esercito siriano. (ADNKRONOS)

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