3 Aprile 2017

Germignaga: grazie ad “Ogni mente è differente” l’autismo non è più invisibile

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(emmepi) Ieri, domenica 2 aprile, è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Autismo, istituita nel 2007 dall’ONU per la conoscenza e la sensibilizzazione verso questo disturbo del neurosviluppo, caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale. Riconosciuto più di 60 anni fa, è difficile da diagnosticare, perché si presenta con diverse sfumature e gravità.

(Foto © emmepi)

Germignaga: grazie ad “Ogni mente è differente” l’autismo non è più invisibile. Domenica la Cooperativa Sociale Onlus “Punto&Virgola” di Luino, centro per l’apprendimento e lo sviluppo di competenze e di autonomia nell’età evolutiva, che offre un servizio specializzato nell’ambito delle difficoltà e dei disturbi del neurosviluppo, ha organizzato un pomeriggio denso di proposte, sia rivolte agli adulti che ai bambini, nella sempre piú versatile e accogliente cornice dell’ex Colonia Elioterapica, trasformata per l’occasione in un luogo di gioiosi incontri, di risate e di gioco, ma anche di riflessione su questo delicato e doloroso argomento. Filo conduttore della giornata il colore blu, collegato appunto all’autismo, in quanto tinta che risveglia il desiderio di conoscenza e di sicurezza, come spiegarono a suo tempo i promotori della Giornata stessa, motivandone la scelta.

Il pomeriggio all’ex Colonia Elioterapica. All’ingresso grandi e piccini hanno trovato la maglietta azzurra appositamente creata da “Lago nel pagliaio” di Stefano Mazzari, su cui campeggiava una grande mano aperta, bianca, invitante al contatto, ad un gesto di affetto che fa sentire ogni bambino accettato e al sicuro. Poi ognuno ha preso posto nel grande salone della “bislunga”, ingentilito dagli addobbi floreali creati da “Fioridea” di Marco D’Agostino, con i piccoli, seduti per terra, davanti a tutti, per ascoltare la lettura de “Il pentolino di Antonino”, a cura di “Bibliomamme”. La storia, tratta da un delicato libretto illustrato di Isabelle Carrierè, narra di un bambino che, per qualche ragione, trascina sempre dietro di sé un pentolino. Purtroppo, nonostante abbia molte qualità, tutti vedono sempre soltanto l’imbarazzante pentolino che si porta dietro ovunque. Deciderà allora di usarlo per nascondersi agli altri e diventare invisibile, finché non incontrerà una persona che riuscirà a fargli ritrovare la voglia di tirar fuori la testa dal pentolino, insegnandogli a conviverci serenamente. Questa è la metafora di una difficoltà, una diversità che non si riesce a comprendere e che può diventare motivo di esclusione da parte degli altri.

Ecco, così, in parole semplici, si potrebbe definire l’autismo, come hanno spiegato anche i responsabili della Cooperativa Ylenia Freti, Tatiana Lo Piccolo, Stefania Dellea e Manuel Cegalin: “Molto spesso, per un bambino autistico, la quotidianità o la confusione di un centro commerciale diventa assordante; perfino l’ elastico dei calzini diventa una lama che lacera la pelle. Ecco perché, se le persone riescono a capire il significato del pentolino, questa puó diventare la chiave di s/volta per rendere più facile la loro vita, costruendo per loro una tasca in cui contenere il proprio pentolino “. Poiché non esiste un intervento uguale per tutti i bambini affetti da questo disturbo, si può solamente pensare al raggiungimento dell’autonomia ed è questo il percorso seguito da “Punto&Virgola”, nell’ottica della creazione di una cultura condivisa: “cultura della neuro-diversità, perché la neuro varietà diventi una risorsa”.

Poi, mentre i piccoli venivano accompagnati all’esterno, per essere coinvolti in una serie di attività ludiche con un gruppo di Scout, è stata la volta di “Mettiamoci in gioco”, lettura emotiva, a più voci, di testimonianze di ragazzi autistici, che pian pano ha portato gli spettatori a comprendere come l’autismo sia una sorta di “cesto con molti puzzles diversi, tutti mescolati fra loro, a ciascuno dei quali manca qualche pezzo; ma c’è qualche pezzo in più che non appartiene a nessuno di quei puzzles”. Nella riflessione del sindaco Marco Fazio, presente all’evento più in veste di educatore che di figura istituzionale, hanno preso forma quattro parole chiave, come altrettanti palloncini azzurri da lanciare in cielo, per ripensare ad un percorso collettivo verso una presa di coscienza e ad una possibile autentica inclusione: “conoscenza, condivisione, rispetto, affetto”, che dovranno diventare il filo conduttore non di una sola giornata, ma in ogni occasione di incontro con gli altri, soprattutto con chi si trova in una situazione di fragilità.

Il pomeriggio non poteva terminare senza il tradizionale lancio dei palloncini e una ricca merenda, a cura di “TerrediLago” e G.I.M, accompagnata dalle voci e dai ritmi travolgenti del coro Liberevoci, diretto da Elisa Fontebuoni, che, incalzato dall’entusiasmo del pubblico, ha concesso volentieri un inaspettato bis.

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