16 Marzo 2017

Luino, Chicca si prepara per le Olimpiadi in Turchia. “Corro nel silenzio, ascolto solo il corpo”

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Una passione, quella per l’attività sportiva, che arriva da lontano. Ora per Cristina Gogna, però, per tutti Chicca, dopo la vittoria della maratona di Massa Carrara, l’asticella si è alzata ulteriormente. L’obiettivo è quello di scendere sotto le tre ore e puntare alle Olimpiadi dei sordi, che si terranno il 29 luglio a Samsun in Turchia, ma nelle prossime settimane ci sarà un altro importante impegno, quello della maratona di Milano. Ci ha concesso un’intervista su Whatsapp, dove si è raccontata a 360°.

Luino, Chicca si prepara per le Olimpiadi in Turchia. “Corro nel silenzio, ascolto solo il corpo”. Cristina e lo sport, un sodalizio che esiste da tanti anni e che, visti gli straordinari risultati ottenuti ultimamente, proprio non poteva non realizzarsi. Una passione, quella per le discipline sportive e l’arte del movimento, che è nata, cresciuta e continua a germogliare insieme ai metri che, gara dopo gara, passano sotto le suole delle sue scarpe da corsa. Un rapporto unico sul quale il caso ha messo il suo zampino. Cristina, meglio conosciuta dai luinesi come Chicca, infatti, lo sport come compagno di vita lo ha sempre avuto. Inizialmente per lei aveva un nome e si chiamava basket, poi la squadra nella quale giocava si è sciolta e da lì urgeva correre ai ripari. La palestra e i suoi tapis roulant, alternativa scelta di primo acchito, erano sempre pieni ed occupati, tanto da non permetterle di vivere questa sua passione in libertà. Da lì la decisione è stata breve: scarpe ai piedi e via fuori all’aria aperta. Una corsa, però, quella di Chicca vissuta nel silenzio, silenzio che si alterna alle vibrazioni di ritorno che il suo corpo produce nell’atto di muoversi. Si, perché Chicca è sordomuta e le sfaccettature del mondo le coglie investendo su tutti gli altri sensi, tra queste la corsa non fa eccezione. Il racconto di una corsa vissuta nel silenzio quello dell’atleta luinese che, lontana dal vivere questo aspetto della sua vita come un problema, rilancia con un “corro meglio, ascolto il mio corpo”. Una corsa, un’altra e poi un’altra ancora. Tanta la strada che si è lasciata alle spalle tra un’uscita e l’altra, così come tanta è la determinazione che metro dopo metro la porta a percorrere l’infinita gara della vita, oltre che avvicinarla, un passo dopo l’altro, ai suoi traguardi. Oggi l’obiettivo che fa sospirare Chicca è Samsun, in Turchia, dove il 29 luglio si disputerà la maratona dei Deaflympics e noi di questo traguardo “che fa sospirare” ci siamo fatti raccontare ogni cosa.

Da dove nasce questa tua passione?

“Dalle gambe” la breve e simpatica risposta di Chicca. “Ho cominciato così per caso. Ho fatto sport da sempre, inizialmente il basket, poi quando la squadra si è sciolta ho tentato con la palestra. Entrandoci, però, mi sono subito resa conto che non poteva fare al caso mio: i tapis roulant erano sempre occupati. Da lì ho deciso che non avrei rinunciato a correre ma lo avrei fatto altrove, fuori, all’aria aperta”. E il risultato di questo esperimento appare ovvio dalle successive parole di Chicca, che conclude: “Non ho mai più messo piede in palestra”.

E da quanto sei iscritta all’Atletica Verbano e da quanto tempo gareggi agonisticamente?

Sono iscritta all’Atletica Verbano dal 2000 e da allora non ho mai smesso. Ed proprio con loro che ho iniziato le gare agonistiche, nel 2011. In particolare è stata una mia amica, Sabrina Ranzoni, a farmi entrare in questo mondo di cui lei faceva già parte. E’ stata lei a coinvolgermi in quella che poi si è rivelata essere solo la prima di tante competizioni.

Quando sono arrivati i primi risultati di quello che immaginiamo essere stato un grande impegno e sacrificio?

Beh, sì un lavoro impegnativo: ho iniziato facendo all’incirca una maratona all’anno, oggi invece posso dire che solo negli ultimi 4 mesi ne ho fatte tre, e che tra meno di un mese diventeranno 4. Il primo effettivo risultato, però, è arrivato con la maratona del Lago Maggiore. E’ la sesta volta che completo la Lago Maggiore Marathon su sei edizioni che sono state organizzate. Per quanto si corra sull’altra sponda del lago Maggiore, rispetto a quella dove vivo, per me è un po’ la gara di casa, Una bellissima competizione, con un percorso che ogni volta si rivela tosto. Ad ogni gara cerco sempre di fare del mio meglio, anche grazie al grande lavoro che fa il mio coach Paolo Corsini.

Com’è il tuo rapporto con lui?

Mi sopporta e supporta tutti i giorni. Ma non ci vediamo mai. Mi sgrida quando sbaglio e soprattutto quando tiro troppo in allenamento. Nulla da dire, siamo due cuori biancorossi.

La prima vittoria?

La prima vittoria è arrivata qualche domenica fa: sono sempre salita sul podio ma erano premiazioni di categoria. Invece è arrivata la prima vera vittoria in assoluto a Massa Carrara lo scorso 26 febbraio. Doveva essere un allenamento per Paolo, anche se lui da qualche settimana aveva già capito che non mi avrebbe domata. Infatti, mi ha messo lo scarico la settimana prima della maratona. Per eventualmente farmi andare forte….

Quindi tu sotto sotto puntavi alla vittoria?

Esatto. Diciamo che avevo i tempi. Ma la sorpresa è arrivata domenica alla partenza dove ho incontrato questa forte atleta. Non l’avevo calcolata… Speravo di stare sotto le 3h15″ e sapevo di potercela fare, come ne era consapevole il mio pacer Mario Paonessa, anche lui atleta. Questa forte atleta già dalla partenza ha marcato un ritmo molto elevato, così ho deciso di seguirla. Al giro di boa, mi ha vista e ha cominciato a aumentare ritmo. Non eravamo neanche a metà maratona quando l’ho superata e ho deciso di tenere testa alla gara, senza mai mollare ritmo.

Cristina, insieme alle sue compagne ed amiche dell’Atletica Verbano

Cosa hai pensato in quel momento?

Che potevo morire (ndr, scoppiando a rider). Non avevo un allenamento lungo sulle gambe. Invece poi ho pensato che era la prima volta che ero in testa e dovevo arrivare, e farlo bene. Dopo il 25esimo chilometro ad attenderci c’era una bella salita spacca gampe, ma avevo in testa solo di correre e correre. Soprattutto sapevo che la mia avversaria era dietro solo di poche decine di metri. Poi verso il 34/35esimo, rispetto ai quali ho un ricordo un po’ appannato, sono arrivati i ciclisti ad incitarmi un po’. Iniziavo a sentire il caldo. Dicevano che ormai l’arrivo era dietro l’angolo. Mancavano tre fottuti km, e quello me lo ricordo benissimo. Ho calato ritmo, non mi interessava più il tempo. Ho pensato che non era una gara nella quale fare il tempo, anche se poi ho fatto il mio record. L’unica cosa che in quel frangente mi interessava era rimanere in testa. Poi dai lati continuavano a parlare, sia a destra che a sinistra. Io ho provato a dire a quello di sinistra che, oltre al fatto che stavo correndo, ero sorda e che non riuscivo a rispondere a tutte le domande…

Quindi ci sono aneddoti, mentre corri, che fanno sorridere… poi com’è andata?

L’avrei scaraventato giù dalla bici e tieni conto, per la cronaca, che si è messo a ridere lui: non ci credeva. Poi finalmente ero arrivata alll’angolo che dava sull’entrata verso la pista di atletica, dal quale finalmente vedevo che non mancava neanche mezzo km al traguardo. Mi tremavano le gambe e non per la corsa, ma per l’emozione. Ho aspetto il mio pacer che è arrivato dopo 5 minuti con le lacrime: aveva già capito che avevo vinto. E’ stato indescrivibile: un’emozione unica. Siamo andati lì per vincere la gara è l’abbiamo fatto, insieme. Bellissimo.

Una grande famiglia quella dell’Alto Verbano…

Sì, la squadra di Atletica Verbano è veramente una grande famiglia. Facciamo spesso allenamenti insieme, io un po’ meno perché oltre al fatto che ora ho un programma ben preciso, ho anche cominciato con i turni serali al bar e la maggior parte delle uscite sono la sera. Correvo tanto con la mia socia-amica e “verbanella”, Raffaella Poroli, molto forte anche lei.

Quali programmi hai e quali saranno prossime gare, oltre ai giochi olimpici di luglio? E in vista di Samsun?

Aiutooooo. In realtà il primo appuntamento sarà quello del 2 aprile con la maratona di Milano e credo che il 23 aprile andrò a Padova, poi penserò a prepararmi solo per le olimpiadi di Samsun: è ancora presto per fare previsioni, anche se so che devo dare il meglio di me stessa per non correre il rischio di “saltare” proprio in gara. Ci saranno circa 40 gradi, ma come ho già detto non voglio fare nessuna previsione. Con me ci saranno atleti forti come Alex Vizzini, una giovane promessa, anche lui sordomuto. Che poi, ti dirò, muti non lo siamo mica tanto, infatti tutti mi prendono in giro per questa cosa. Sono peggio dei miei amici…

Quanto incide, ed in cosa, invece, il tuo essere sordomuta nella corsa, nell’agonistica e nell’impegno quotidiano?

Guarda… Nella corsa é fantastico, corro nel silenzio… Ascolto solo il mio corpo. Per questo il mio amore mi chiama “Figlia del vento”. Ascolto il cuore, le gambe e intanto pezzi di vita mi passano sotto le scarpe. Nella vita quotidiana, grazie ai miei genitori, alla mia mamma che è andata in paradiso, comprendo e riesco a capire quel che mi viene detto dal movimento labiale. Quando arriva qualcuno con i baffi lunghi glieli faccio alzare – aggiunge scoppiando a ridere -. In generale cerco di viverla senza problemi ma soprattutto sempre con il sorriso. Poi nella chat dell’Atletica scherzano tutti, poco male… tanto io non sento nulla…”.

Beh sicuramente, a differenza di tanti, sarai diventata adulta in fretta…

Si ho imparato a scherzare e sorridere sempre, anche se nella vita sono cresciuta con le palle di un uomo…

Una bella storia quella di Chicca, fatta di ambizione, determinazione e tenacia. La corsa per lei è diventata una passione, che anno dopo anno la sta portando lontano. Noi non possiamo far altro che farle un “In bocca al lupo”, affinchè i colori dell’Atletica Verbano e di tutta Luino possano, magari, tingere tanti altri podi internazionali. Massa Carrara, ne siamo sicuri, è stato solo l’antipasto…

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